Visualizzazione post con etichetta Ceferin. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ceferin. Mostra tutti i post

giovedì 21 dicembre 2023

Posizione dominante

 
















 

martedì 23 maggio 2023

Juve, era tutto scritto. Il sistema, la Superlega e la missione compiuta

C’è poco diritto nella sentenza e in tutta la vicenda: il finale a carte scoperte è una brutale prova di forza, una vendetta

Guido Vaciago 23.05.2023

TORINO - Finalmente a carte scoperte, finalmente senza bisogno di fingere che sia una questione di giustizia o che venga applicato il diritto. La Juventus doveva essere punita duramente, affossata per il tentativo di creare la Superlega. Più specificatamente, la Juventus non doveva partecipare alle prossime coppe europee. Bene, missione compiuta: con cinque gradi di giudizio e un procedimento che non ha mai saputo spiegare come sono state quantificate le penalità, né motivare il nesso che porta quelle che sono violazioni amministrative a incidere così pesantemente sul campo. in questo modo vengono calpestati i calciatori e l’allenatore, che hanno conquistato regolarmente i loro punti in campo, senza trarre vantaggio alcuno dalle infrazioni contabili commesse dai dirigenti. In questo modo vengono imbrogliati i tifosi che hanno assistito (pagando) a partite che non servivano a niente, completamente inutili e alcune anche falsate dalle sentenze a orologeria di una giustizia western, che comunica una sentenza a un quarto d’ora dal fischio iniziale di una partita, mandando in campo una squadra sotto choc, al termine di un campionato snervante. Juve, questa non è giustizia

Non è giustizia questa: è amministrazione di potere, prova di forza, è legge della giungla, ma finalmente applicata apertamente, a carte scoperte. Evelina Christillin, membro del governo Uefa, vicinissima a Aleksander Ceferin, lo ha spiegato ieri mattina, con tempismo discutibile, considerato che dei giudici dovevano sentenziare al pomeriggio, ma con cristallina trasparenza: "Non dimentichiamoci che con la Uefa i rapporti non sono eccellenti dopo la questione Superlega: la Juve rimane una delle tre squadre che ancora mantengono vivo il progetto. Passi di avvicinamento non se ne sono visti al momento". Eccolo, dunque il peccato originale: è quello commesso da Andrea Agnelli il 19 aprile 2021, con il tentativo di fondare una competizione alternativa. In quel momento o, meglio, nei giorni successivi, con il fallimento del tentativo, è stato segnato il destino della Juventus. Prima o poi l’avrebbe pagata. E la sta pagando ora. 
Lo ha ribadito il procuratore federale Giuseppe Chiné nella sua requisitoria, chiedendo di verbalizzare il fatto che la penalizzazione andava calcolata sulla base della classifica per togliere la Juventus dalle prossime competizioni europee (distorcendo il concetto di afflttività). Quella doveva essere la punizione e quella sarà, perché anche qualora la Juventus vincesse le ultime due partite scombinando i piani, c’è sempre il procedimento legato alla manovra stipendi per aggiungere sale alla zuppa, qualora risultasse ancora un po’ sciapa.

La norma sulle plusvalenze non esiste

Non esiste una norma sulle plusvalenze, in cinque (cinque!) gradi di giudizio nessuno è riuscito a quantificare e stabilire con esattezza quali e quante fossero quelle della Juventus e, infine, tenendo per buoni i calcoli spannometrici di Chiné rappresentano comunque il 3,6% del fatturato del periodo oggetto di indagini. Sulla base di questi, che sono fatti e non opinioni, come si fa a pensare che ieri sia stata celebrata la giustizia e non consumata una vendetta? Come si arriva a quantificare in 10 punti una violazione per la quale non esiste una norma e nemmeno un tabellario? Come si pesano le responsabilità con tale precisione usando la vaga misura della «slealtà»? Nessun giurista riuscirà a rispondere a queste domande. Dovete domandare a un politico che, fosse sincero, direbbe: la Juventus andava punita, la punizione doveva essere l’esclusione dall’Europa e così è stato fatto.

Ceferin non si deve sporcare le mani

A questo punto, Ceferin non si deve sporcare le mani, ha tempo un anno per valutare la posizione della Juventus, così come ha tempo la Juventus per decidere se farli, quei «passi avanti» nel dialogo o, meglio, nell’abiura della Superlega davanti all’Uefa. Nel frattempo potrebbe anche arrivare la sentenza della Corte di Giustizia Europea che inciderà non poco nell’eventuale dialogo fra Nyon e Torino. Ma c’è tempo e la Juventus lo userà tutto, perché ci sono altre priorità in agenda: a partire dal procedimento sulla manovra stipendi del 15 giugno. Probabile che patteggi, anche logico per certi versi. Fin qui la difesa nei tribunali sportivi ha portato ben pochi risultati, nonostante fosse sempre stata sempre ben architettata. Forse è il caso di non perdere ulteriore tempo. Piuttosto, sarebbe più utile concentrarsi sulla difesa mediatica del club, la cui umiliazione andrebbe evitata. Va bene la misura sabauda e la diplomazia, ma ci sono milioni di tifosi, che da ieri hanno disperatamente bisogno che qualcuno dica qualcosa di juventino.                                          

lunedì 22 maggio 2023

Vendette?




 

venerdì 5 maggio 2023

Un nuovo caso davanti alla Corte Europea?


Nino Ori su JU29RO

Un nuovo caso davanti alla Corte Europea?

Ne scrive The Athletic e riguarda il City Football Group, di proprietà dello sceicco Mansour, membro della famiglia reale araba e ministro degli Emirati.
Il caso ha origine in Belgio e potrebbe essere dirompente.
City Football Group possiede infatti 13 club sparsi in tutto il mondo: il Manchester City è il più celebre, ma c’è anche l’italiano Palermo, il recentissimo acquisto del Bahia in Brasile, squadre cinesi, giapponesi, statunitensi, fino al Lommel SK, piccolo club di seconda divisione in Belgio.
Il caso origina dalla denuncia di un club rivale del Lommel, il Royal Excelsior Virton, appena retrocesso in terza divisione. La dirigenza del club, in un comunicato apparso sul sito della società giovedì, accusa il Lommel di ricevere sussidi statali dall’estero che distorcono la competizione e sono contrari alle leggi europee.
Senza i 16 milioni di euro iniettati nelle casse del Lommel dalla proprietà araba - investimenti senza alcuna logica economica, secondo il Virton - il Lommel non avrebbe potuto ottenere la licenza per iscriversi al campionato.
Si tratta, insomma, secondo i legali del Virton, di veri e propri “aiuti di stato” e il caso sembra piuttosto solido.
Lo scorso dicembre, infatti, l’Unione Europea ha modificato la dottrina sugli “aiuti di stato”, estendendola anche agli aiuti dall’esterno dell’Unione Europea, colmando così un’evidente lacuna nella legislazione UE che prevedeva misure per evitare solo gli aiuti provenienti dagli stati dell’Unione.
Ed è proprio alla Corte Europea in Lussemburgo che il piccolo club vorrebbe arrivare, per dirimere la questione, come scrive nel comunicato. L’avvocato del Virton, Sebastien Engelen ha presentato reclamo alla Commissione Europea.
Vedremo cosa succederà, anche se la palla non arriverà direttamente nelle mani della Corte Europea, come sappiamo, ma dovrà passare prima per un giudice belga.
La questione è potenzialmente dirompente e non riguarda certo solo la seconda divisione belga, ma tutti i casi di proprietà statale all’interno del calcio dell’Unione Europea.
Ovviamente, in primis, il PSG di Al Khelaifi, presidente anche dell’ECA e grande alleato di Ceferin.
Se il caso approdasse in Lussemburgo, la proprietà qatariota non dormirebbe sogni tranquilli.
Il caso ovviamente non riguarderebbe il Regno Unito direttamente, nei cui campionati militano il “saudita” Newcastle, l’”emiratino” Man.City e il forse prossimo a divenire “qatariota” Man.Utd.
Ma ovviamente aprirebbe una questione enorme all’interno dell’UEFA, per l’evidente vantaggio economico che i club inglesi avrebbero sui concorrenti.
L’UEFA si è già schierata a favore dei club di proprietà statale tramite le parole di Ceferin che, intervistato a Men in Blazers, ha parlato di “populismo occidentale” per definire le opinioni critiche verso le proprietà statali nel calcio.
Importante precisazione:
Spieghiamo meglio la parte sul nuovo regolamento europeo per i sussidi esteri perché è molto importante.
Entrerà in vigore il prossimo 12 luglio e investe la Commissione del potere di investigare e sanzionare eventuali distorsioni del mercato da parte di stati esteri.
Non ci deve essere perciò una pronuncia della Corte per casi come quello presentato.
La Commissione Europea potrebbe sanzionarli immediatamente, a partire da luglio.
Qualora non lo facesse, i club che ritengono di aver subito una distorsione dalla competizione, potrebbero allora rivolgersi alla Corte per dirimere la questione.
Questo significa che c'è una questione enorme per l'asse UEFA-Qatar dietro l'angolo e non solo potenziale.
La questione non riguarda il Regno Unito (dove infatti stranamente il Qatar sta spostando i suoi investimenti) ma a questo punto i club dell'Unione Europea davvero vorrebbero partecipare a competizioni in cui non si gioca ad armi pari?
Molta attenzione: qui c'è una data, il 12 luglio, da cui sono possibili grandi cambiamenti.


Tutte le reazioni:
Tu e altri 34

giovedì 6 aprile 2023

Storie imbarazzanti in UEFA ...

Ju29ro su:
Alexander Dyukov

Ieri vi abbiamo presentato la storia del curriculum di Čeferin, oggi ripresa da molti altri.

Ma c'è un'altra storia non meno imbarazzante che riguarda la UEFA e che non dovrebbe interessare solo gli appassionati di sport.

A Lisbona, il Comitato Esecutivo è stato rinnovato solo in parte, perché alcuni membri hanno assunto la carica quadriennale nel 2021.
Tra questi, c'è il russo Aleksandr Dyukov, presidente della Federazione Russa, ma soprattutto alla guida di Gazprom NEFT, importantissima sussidiaria di Gazprom.
Il conflitto in Ucraina e le sanzioni alla Russia hanno cambiato molte cose, ma non per Dyukov che continua a mantenere la sua carica nell'esecutivo guidato da Čeferin.
Del resto, abbiamo capito che autonomia dello sport significa prima di tutto non avere remore nell'intrattenere relazioni che in ogni altro ambito sarebbero oggetto di censura.

Ma qui c'è parecchio di più, aspettate.
Nelle ultime settimane, ci sono stati forti polemiche per la decisione del CIO sulla partecipazione degli atleti russi e bielorussi alle Olimpiadi di Parigi. Decisione che non è stata ancora presa ma nel frattempo il CIO ha stabilito che gli atleti russi e bielorussi saranno riammessi alle competizioni internazionali e potranno gareggiare come neutrali senza essere rappresentati da alcun simbolo nazionale.
Con una postilla che non salva nemmeno le apparenze ma rappresenta il minimo necessario, cioè purché gli stessi non “sostengano attivamente la guerra in Ucraina” e non siano “sotto contratto” con l’esercito o le agenzie di sicurezza dei due Paesi.

Bene, due mesi fa, un gran numero di media in tutto il mondo ha riferito di come il primo ministro russo Mikhail Mišustin, a nome del governo russo e del capo di stato Vladimir Putin, abbia dato a Gazprom NEFT un ordine scritto per trovare fondi per creare un nuovo esercito privato, per sostituire o affiancare il famigerato gruppo Wagner, entrato in rotta di collisione con il Cremlino.

Dyukov quindi da un lato si occupa di finanziare un esercito privato per la guerra in Ucraina, dall'altro siede nel comitato esecutivo UEFA e prende decisioni sul futuro del calcio europeo, comprese quelle sulla sua federazione e su quella bielorussa, che ancora partecipa alle competizioni UEFA.

Ed ecco ancora meglio chiarito il concetto di autonomia dello sport: la libertà di intrattenere relazioni con davvero chiunque.
Parrebbero non esistere migliori amici per i dittatori di tutto il mondo delle istituzioni calcistiche.
E chissà se dovremmo aspettare buone nuove dalla Corte di Giustizia Europea in Lussemburgo o da quella che ha sede a L'Aia.

Ju29ro su Facebook

mercoledì 5 aprile 2023

NATO IERI, STORIA DI UN BUROCRATE MISTERIOSO

Ju29ro su Čeferin

Come sapete, Aleksander Čeferin è stato appena rieletto in modo quasi plebiscitario alla guida della Uefa, posizione dalla quale un giorno sì e l’altro pure ama lanciare strali avvelenati contro 3 importanti club europei “a caso”, rei a suo dire di immoralità e politiche antisportive.Pochi però in Europa conoscono alcuni discutibili “dettagli” della sua fulminea carriera che fanno dubitare della legittimità del pulpito su cui ama porsi nonché della sua idoneità ad occupare una carica così delicata a livello internazionale. Secondo un’inchiesta della testata slovena Prava, infatti, la carriera di Čeferin alla guida della NZS, e cioè la federcalcio slovena, sarebbe iniziata nel 2011 con un curriculum fasullo. Infatti, uno dei requisiti minimi per diventare presidente della NZS è quello di aver ricoperto per almeno 5 anni il ruolo di membro del consiglio di amministrazione di un club calcistico nazionale, e nel suo caso i siti di Uefa e NZS riportano l’informazione secondo cui Čeferin lo sarebbe stato, dal 2006 al 2011, della NK Olimpija Lubljana. Peccato che secondo l’inchiesta di Prava, la realtà sarebbe molto diversa: invece di 5 anni, infatti, lo sarebbe stato solo per 6 mesi, e per il resto in quel periodo si sarebbe limitato a giocare a calcio in una squadra “di avvocati” (amatoriale?). L’articolo di Prava, che citiamo qui, riporta i documenti che proverebbero che in effetti Čeferin avrebbe “allungato” di quattro anni e mezzo la sua effettiva esperienza nel club sloveno. Quindi, ancora: se tutto ciò è vero, come può Čeferin dare giudizi sprezzanti sulle inchieste che riguardano Juve e Barça, e soprattutto: è adatto a guidare l’Uefa? Čeferin si considera l'unico vero interprete della volontà popolare nel calcio, ma siamo sicuri che un oscuro burocrate che nel calcio avrebbe avuto una fugacissima esperienza sia adatto al ruolo che occupa? Un politico prestato al calcio, che non ha fatto nessuna gavetta prima di essere proiettato alla dirigenza dell'UEFA? Che ne sa di calcio, ancor prima che di popolo, uno che nel calcio vero ci è stato per sei mesi e a livelli non certo di eccellenza? Sono tutte questioni che riguardano la sua credibilità. Domande che si pongono nella sua Slovenia e che forse dovrebbero porsi tutti in Europa.

venerdì 31 marzo 2023

Mai come ora vincere è l'unica cosa che conta

Il giornalista Andrea Bosco ricostruisce in maniera perfetta, il motivo per cui la Juventus è stata presa di mira : si chiama Superleague
E' lungo, ma vale la pena leggerlo


Complotto: ora mi sento di scriverlo. Perché gli indizi sono troppi. E perché troppe sono anche le coincidenze. Complotto per distruggere non solo e non tanto la Juventus (danno collaterale) ma per affossare l'idea Superlega. Tutti d'accordo: Uefa, il mandante, la Figc l'esecutore, la Fifa , il “compare“. Il “Potere“: che da una Superlega avrebbe tutto (economicamente) da perdere. Non è esatto che potrebbe essere il Coni con il suo Collegio di Garanzia a riscrivere la storia giudiziaria della Juventus. Sarà il tribunale di Madrid: se decreterà che l'attuale posizione di monopolio detenuta dall'Uefa è incompatibile in un regime di libera concorrenza. La Superlega offrirebbe ai club quanto l'Uefa sta da decenni sottraendo. La Coppa Campioni fu inventata nel 1955 dal giornalista francese Gabriel Hanot. “Rapinata“, qualche anno dopo dall'Uefa, ha visto varie evoluzioni del format fino a diventare l'attuale Champion's League.
L'Uefa è uno scrigno che incamera valanghe di denaro, ridistribuito solo in parte ai club. L'Uefa si muove senza alcun controllo. Fa figli e figliastri. Applica il fair play finanziario a chi le pare. Squalifica e estromette gli “inimici“ politici. “Salva“ gli amici specie se garantiti dai petrodollari. Se la Superlega verrà realizzata, il mondo assisterà ad una rivoluzione copernicana. Barcellona, Juventus e Real Madrid sono i Martin Lutero del calcio che stanno mettendo in discussione l'“infallibilità“ di Ceferin. Se il tribunale di Madrid darà ragione ai ricorrenti, il castello è destinato a sbriciolarsi. Non si deciderà più in Svizzera il futuro del calcio, ma forse lo si farà a New York a Wall Street.
L'advisor della Superlega infatti garantirebbe una cifra iniziale “mostruosa“ rispetto a quelle “suddivise“ dall'Uefa. La questione, tanto per cambiare è di soldi.
Il complotto prende corpo quando la Juventus ancora non ha messo in bacheca l'ottavo scudetto. Otto di fila sono una enormità (con Sarri arriverà un anno dopo anche il nono). E per aggiunta la Juventus si è presa Cristiano Ronaldo. Come dire che ogni partita inizia dal 2-0 a favore della Juve. E' troppo per il “sistema“. Anche perché in quei mesi iniziano i primi incontri (clandestini ma presto scoperti) per la Superlega. E la Superlega è un'ulcera per Ceferin e Infantino. Gravina oggi è nell'Eca, ma mira all'Uefa. Chi ha il potere non lo vuole cedere. E per conservarlo è pronto a tutto.
Indizi del complotto? La procura di Torino inizia le indagini su segnalazione della Consob e della Covisoc. La prima dovrebbe tutelare i consumatori ma è assai attenta soprattutto a tutelare se stessa. Visto che la Juventus è società quotata in Borsa, l'approccio, nel caso, è dovuto. Ed è un approccio facile, visto che nel frattempo i conti della Juventus sono finiti in “rosso“ e l'azionista di maggioranza per due volte ha dovuto ricapitalizzare per cifre enormi. La seconda controlla i conti della società di calcio. La cosa è quasi ridicola visto che improvvisamente svegliatasi da un letargo ventennale la Covisoc mette sotto la sua “lente“ i conti di 65 società società. 42 operazioni le ha fatte la Juventus.
A proposito di Borsa: sono inferociti i piccoli azionisti. Ma stanno guardando al dito invece che alla Luna. Chi prende azioni, prende un rischio. La Borsa è spietata. La governano squali che sui “resti“ di chiusura muovono miliardi ogni giorno. Personalmente ho giocato in Borsa una sola volta nella mia vita: ho preso uno stock di azioni a un valore e le ho rivendute quando il valore si era più che raddoppiato. Il denaro non dorme mai. Mai rischiare troppo. Meglio accontentarsi. Quelle azioni salirono ancora. Salvo precipitare successivamente ben sotto il valore del mio acquisto. Devi alla fine conteggiare con quanto hai guadagnato anche quanto non hai perso. A me andò bene. Ma non l'ho rifatto.
Indagano alla Procura di Torino sulla Juve tre magistrati più sconosciuti di Guariniello, il pm che si occupò del caso doping. Ma i mezzi messi loro a disposizione (intercettazioni, trojan, pedinamenti, guardia di finanza ventre a terra) fanno ipotizzare che la “copertura“ sia anche politica. Qualcuno ha voluto si indagasse sul calcio italiano? Sulla Juve in particolare?
Riavvolgere il nastro e analizzare la successione dei governi italiani. Le analogie con Calcipoli sono impressionanti. Ma più impressionante è la “macchina del fango“ che si mette in moto quando dell'inchiesta viene data notizia . Media schierati sotto alla ghigliottina, sferruzzatrici all'opera: sentenze ipotizzate prima che le accuse vengano formalizzate. Oggi un quotidiano ha spiegato che sommando le penalizzazioni per i vari filoni d'inchiesta per i quali la Juventus è chiamata a rispondere “le pene – a campionato in corso - potrebbero aggirarsi tra i 30 e i 40 punti. La differenza con Calciopoli, stavolta è che la Juventus viene giudicata a campionato corrente con “pena veloce e afflittiva“ come hanno spiegato i Saint Just della Federazione.
Agatha sosteneva che “un indizio è solo un indizio, due sono due indizi, tre sono una prova“. E qui siamo di fronte ad una giustizia che si muove in sincrono: prima la Procura di Torino. Poi la Procura Federale con il filone (penalizzato con 15 punti) relativo alle plusvalenze: il sesso degli angeli giudicato per via giudiziaria. La Figc nega le carte alla difesa. Ricorre addirittura al Consiglio di Stato dopo che il Tar la obbliga a consegnarle. Respinta con perdite, ancora non si conoscono le motivazioni: forse le stanno scrivendo a mano.
I media nazionali impegnati nella caccia a Fabio Paratici. Inibito per 30 mesi (al pari degli altri dirigenti della Juve all'epoca in carica) da ogni incarico in Italia, ma ancora in attività al Tottenham dove l'ex Direttore Sportivo della Juventus da un paio di stagioni si era trasferito. “Affondate Paratici“. Gravina ha scritto a Infantino chiedendo che la sanzione della Procura Federale venga estesa a livello planetario. Tra amici questo ed altro. Magari ricordando in futuro il “debito“ .
Morale: Paratici ormai in versione Silvio Pellico. Perché tanto accanimento? Perché Paratici non ha fatto i nomi. E senza i nomi, le inchieste di Chinè sono un gruviera di contraddizioni. Ergo si minaccia alla Di Pietro: “tintinnar di manette“ .
Dopo le plusvalenze, il filone stipendi. E dopo gli stipendi “le partneship sospette“. Dosando con il bilancino. Questa terza inchiesta vedrà le procure di mezza Italia all'opera solo dopo la fine del campionato. L'obiettivo è la Juve. La lupa capobranco ferita contro la quale si stanno accanendo giovani maschi, cani e cacciatori. Quindi per le Procure che non hanno “intercettatori“ e non hanno tojan, ma che avranno il carteggio da quella di Torino, se ne parlerà a fine campionato. Con sentenza per gli altri club nel 2024.
L'importante è cercare di scannare la Juve. Almeno vorrebbero. Ma non sarà facile. Per due motivi. Primo: la Juve ha deciso di difendersi. Lo ha deciso Elkann. E mi spiace per Gigi Moncalvo che continua a sostenere che John Elkann voglia “vendere“ . Non è così. Per il semplice motivo che oggi la Juve vale meno del suo effettivo valore. E se c' è una cosa (a differenza del cugino Andrea gran tifoso, troppo per essere stato anche lucido) che Elkann sa fare è quella di maneggiare abilmente il denaro. La seconda è strettamente legata all'immagine: stavolta non sbucherà un Luca Cordero di Montezemolo a consigliare come nel 2006 di “non adire al Tar“. Stavolta al Tar ci sono già andati. E non dovessero avere soddisfazione ci torneranno. E bloccherebbero il campionato. Nel frattempo la Juve continui a vincere. Tutto se possibile. L egare di campionato, quelle di Coppa Italia, quelle di Europa League. Vedremo se una Juve che conquista almeno il quarto posto in campionato e magari vincente in Coppa Italia e Europa League, verrebbe toccata dai Gravina e dai Ceferin. Oggi più che mai “ vincere è l'unica cosa che conta “ .
Mai visto un accanimento giudiziario paragonabile a quello che la Juventus sta subendo. Mai vista una informazione tanto schierata. Mai vista una giustizia federale tanto spudorata.
La nottata sarà lunghissima. Ma non è detto che il finale sia quello che tanti “colleghi“ prevedono , neppure larvatamente. Stavolta la Juventus non ci sta. E come hanno spiegato i suoi nuovi dirigenti: “Ci difenderemo in tutte le sedi con le unghie e con i denti“. Questione di denaro e di immagine. Lasciamo perdere “questione di giustizia“. In federazione, il significato della parola, è da tempo ignorato. Non c'è giustizia in Figc: c'era un figuro tra gli arbitri italiani, era il braccio destro di Trentalange: era un narcos. O sbaglio presidente Gravina? E la Federazione? Vispa Teresa. Ma quando li prepara gli scatoloni presidente Gravina?


Tutte le reazioni:  

mercoledì 15 marzo 2023

A proposito del Qatar



Ju29ro sugli amici del Qatar

Ancora Qatar. E quando parliamo di Qatar e calcio, non possiamo non ricordare il ruolo di Al Khelaifi, presidente dell'ECA e nel comitato esecutivo UEFA, che sembra non generare imbarazzi né a Ceferin né agli altri membri.
In sostanza l'articolo dice che il Qatar, tramite un'agenzia privata americana di ex-CIA, nel periodo tra il 2011 e il 2017, avrebbe spiato il procuratore capo dello stato svizzero, che tra l'altro era responsabile per le questioni FIFA.
Secondo il giornalista elvetico, il governo del Qatar avrebbe voluto renderlo ricattabile, preoccupato di una possibile revoca del mondiale. Anche funzionari della FIFA incluso Infantino sarebbero stati attenzionati in questo modo.
La fonte è Associated Press che, a quanto risulta, ha ottenuto materiale che ha condiviso con NZZ, il principale quotidiano elvetico.
L'articolo ricorda poi alcune circostanze che farebbero pensare che lo spionaggio avrebbe ottenuto il suo scopo, sia in Svizzera che all'interno della FIFA.

Articolo originale

domenica 15 agosto 2021

Riflessioni condivisibili sull'UEFA e la Super Lega

 


Leggere tutto il Thread ed in commenti... 

#CeferiOut