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sabato 7 marzo 2026

II barattolo di manionese e la birra (aggiornamento)


Un professore, prima di iniziare la sua lezione di filosofia, pose alcuni oggetti davanti a sé, sulla cattedra. Senza dire nulla, quando la lezione iniziò, prese un grosso barattolo di maionese vuoto e lo riempì con delle palline da golf. Domandò quindi ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.


Allora, il professore rovesciò dentro il barattolo una scatola di sassolini, scuotendolo leggermente. I sassolini occuparono gli spazi fra le palline da golf. Domandò quindi, di nuovo, ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.

Il professore, rovesciò dentro il barattolo una scatola di sabbia. Naturalmente, la sabbia occupò tutti gli spazi liberi. Egli domandò ancura una volta agli studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero con un si unanime.

Il professore tirò fuori da sotto la cattedra un bicchiere di birra e lo rovesciò interamente dentro il barattolo, riempiendo tutto lo spazio fra i granelli di sabbia. Gli studenti risero!

“Ora”, disse il professore quando la risata finì, “vorrei che voi consideraste questo barattolo la vostra vita.

Le palline da golf sono le cose importanti; la vostra famiglia, i vostri figli, la vostra salute, i vostri amici e le cose che preferite; cose che se rimanessero dopo che tutto il resto fosse perduto riempirebbero comunque la vostra esistenza.

“I sassolini sono le altre cose che contano, come il vostro lavoro, la vostra casa, l’automobile. La sabbia è tutto il resto, le piccole cose.”

“Se metteste nel barattolo per prima la sabbia”, continuò, “non resterebbe spazio per i sassolini e per le palline da golf. Lo stesso accade per la vita. Se usate tutto il vostro tempo e la vostra energia per le piccole cose, non vi potrete mai dedicare alle cose che per voi sono veramente importanti.

“Curatevi delle cose che sono fondamentali per la vostra felicità. Giocate con i vostri figli, tenete sotto controllo la vostra salute. Portate il vostro partner a cena fuori. Giocate altre 18 buche! Fatevi un altro giro sugli sci! C’è sempre tempo per sistemare la casa e per buttare l’immondizia. Dedicatevi prima di tutto alle palline da golf, le cose che contano sul serio. 

Definite le vostre priorità, tutto il resto è solo sabbia”.

Una studentessa alzò la mano e chiese che cosa rappresentasse la birra. Il professore sorrise. “Sono contento che tu l’abbia chiesto. Serve solo a dimostrare che per quanto possa sembrare piena la tua vita: c’è sempre spazio per un bicchiere di birra con un amico”.



domenica 29 agosto 2021

A che serve studiare?



Caro Augias, ricordo ancora la domanda che ci fece il professore di Filosofia il primo giorno di liceo: «A che serve studiare? Chi sa rispondere?». 

Qualcuno osò rispostine educate («a crescere bene…», «a diventare brave persone…»). 

Niente, scuoteva la testa.

Finché disse: «Ad evadere dal carcere». 

Ci guardammo stupiti. «L’ignoranza è un carcere – aggiunse –. Perché là dentro non capisci e non sai che fare.

In questi cinque anni dobbiamo organizzare la più grande evasione del secolo.

Non sarà facile, vi vogliono stupidi ma se scavalcate il muro dell’ignoranza poi capirete senza dover chiedere aiuto.

E sarà difficile ingannarvi. Chi ci sta?».

Mi è tornato in mente quell’episodio indelebile leggendo che solo un ragazzo su venti capisce un testo.

E penso agli altri 19, che faticano ad “evadere” e rischiano l’ergastolo dell’ignoranza.

Uno Stato democratico deve salvarli perché è giusto.

E perché il rischio poi è immenso: le menti deboli chiedono l’uomo forte.
Massimo Marnetto


Risposta di Augias:

L’operaio conosce 300 parole, il padrone 1000: per questo è lui il padrone», era il titolo di una commedia di Dario Fo-Franca Rame (1969); l’idea gramsciana che dovere di un partito di sinistra fosse l’elevazione delle masse era ancora forte – di fronte al deserto culturale della parte opposta. L’ultima volta in cui l’ho sentita enunciare a livello politico fu col primo governo Prodi che dichiarò di voler mettere la scuola in cima alle priorità.
Nel discorso programmatico del primo governo Conte le parole scuola e cultura non c’erano. Nel Conte due è invece comparso un breve accenno. La verità è che un accenno non serve di fronte alla magnitudine del disastro. Se i dati Ocse-Pisa rivelano che solo un adolescente su venti riesce a decifrare un testo di media complessità, vuol dire che la regressione è galoppante, che leggere su uno strumentino elettronico non serve a niente perché con una comunicazione scheletrica e ripetitiva s’arriva a trasmettere un appuntamento o al massimo un’effusione sentimentale ridotta a «Tvb» (Ti voglio bene). Leggere e scrivere sono un’altra cosa.
Qualche giorno fa ho partecipato ad un corso per insegnanti organizzato da “Italiadecide” (Associazione di ricerca per la qualità delle politiche pubbliche). Una trentina di insegnanti, per la maggior parte donne, riunite a discutere di cooperazione e apprendimento alla luce dei princìpi costituzionali.
Sono rimasto sorpreso dalla qualità e dal tenore degli interventi, dall’evidente passione nell’arduo compito di insegnare a generazioni di giovani distratti (attratti) da ben altro.
A un certo punto una di loro ha detto: «Se offri una visione, il ragazzo ti segue». M’è parsa una frase chiave; «offrire una visione» significa non limitarsi a trasmettere una data, un nome, la località d’una battaglia o d’un trattato, significa completare un fatto, una pagina di testo, una strofa di poesia, una formula chimica, una scoperta della biologia accompagnandola col percorso, il significato, il contesto, il significato della cosa in esame. Poiché la politica è quello che, sulle spalle di insegnanti di questo livello grava l’intero peso di colmare il vuoto rivelato dai drammatici indici Ocse-Pisa.

Da la Repubblica del 6/12/2019

sabato 20 luglio 2013

L'ESSENZIALE RIMANE INVISIBILE


“Con l’argilla bagnata si formano i recipienti,ma è il vuoto che è in essi a consentire la pienezza dei vasi. Col legno si costruiscono case, porte e finestre, ma è il vuoto che è in esse a rendere abitabili le dimore.C’è la parte visibile dell’utilità, ma l’essenziale rimane invisibile”.
(Lao Tzu –  V sec. a. C.)E’ il vuoto dei recipienti a essere utile, è lo spazio interno a una casa a costituire la realtà vivente delle presenze umane.
Ciò che è pieno non può accogliere l’altro.
L’egoista, infatti, o il superbo, pieni di sé, rimangono isolati da Dio e dagli altri.

La via da percorrere è allora quella dell’umiltà, del distacco, della leggerezza interiore.
Via che ci libera da ogni peso di potere e di cose.

Perché l’essenziale rimane invisibile?
Ad attirare è sempre la bellezza delle forme di un’anfora o la bontà di un’architettura, ma la funzione che le rende preziose per la vita è nascosta al loro interno.

E’ nel segreto della coscienza che si annida la grandezza dell’uomo.


Nota su FB di Giuseppe Stoppiglia

sabato 8 gennaio 2011

Il barattolo di maionese ed il vino

Un professore, prima di iniziare la sua lezione di filosofia, pose alcuni oggetti davanti a sé, sulla cattedra. Senza dire nulla, quando la lezione iniziò, prese un grosso barattolo di maionese vuoto e lo riempì con delle palline da golf. Domandò quindi ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.

Allora, il professore rovesciò dentro il barattolo una scatola di sassolini, scuotendolo leggermente. I sassolini occuparono gli spazi fra le palline da golf. Domandò quindi, di nuovo, ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.

Il professore, rovesciò dentro il barattolo una scatola di sabbia. Naturalmente, la sabbia occupò tutti gli spazi liberi. Egli domandò ancura una volta agli studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero con un si unanime.

Il professore tirò fuori da sotto la cattedra due bicchieri di vino rosso e li rovesciò interamente dentro il barattolo, riempiendo tutto lo spazio fra i granelli di sabbia. Gli studenti risero!

“Ora”, disse il professore quando la risata finì, “vorrei che voi cosideraste questo barattolo la vostra vita. Le palline da golf sono le cose importanti; la vostra famiglia, i vostri figli, la vostra salute, i vostri amici e le cose che preferite; cose che se rimanessero dopo che tutto il resto fosse perduto riempirebbero comunque la vostra esistenza.

“I sassolini sono le altre cose che contano, come il vostro lavoro, la vostra casa, l’automobile. La sabbia è tutto il resto, le piccole cose.”

“Se metteste nel barattolo per prima la sabbia”, continuò, “non resterebbe spazio per i sassolini e per le palline da golf. Lo stesso accade per la vita. Se usate tutto il vostro tempo e la vostra energia per le piccole cose, non vi potrete mai dedicare alle cose che per voi sono veramente importanti.

“Curatevi delle cose che sono fondamentali per la vostra felicità. Giocate con i vostri figli, tenete sotto controllo la vostra salute. Portate il vostro partner a cena fuori. Giocate altre 18 buche! Fatevi un altro giro sugli sci! C’è sempre tempo per sistemare la casa e per buttare l’immondizia. Dedicatevi prima di tutto alle palline da golf, le cose che contano sul serio. Definite le vostre priorità, tutto il resto è solo sabbia”.

Una studentessa alzò la mano e chiese che cosa rappresentasse il vino. Il professore sorrise. “Sono contento che tu l’abbia chiesto. Serve solo a dimostrare che per quanto possa sembrare piena la tua vita: c’è sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un amico”.