martedì 23 maggio 2023

Juve, era tutto scritto. Il sistema, la Superlega e la missione compiuta

C’è poco diritto nella sentenza e in tutta la vicenda: il finale a carte scoperte è una brutale prova di forza, una vendetta

Guido Vaciago 23.05.2023

TORINO - Finalmente a carte scoperte, finalmente senza bisogno di fingere che sia una questione di giustizia o che venga applicato il diritto. La Juventus doveva essere punita duramente, affossata per il tentativo di creare la Superlega. Più specificatamente, la Juventus non doveva partecipare alle prossime coppe europee. Bene, missione compiuta: con cinque gradi di giudizio e un procedimento che non ha mai saputo spiegare come sono state quantificate le penalità, né motivare il nesso che porta quelle che sono violazioni amministrative a incidere così pesantemente sul campo. in questo modo vengono calpestati i calciatori e l’allenatore, che hanno conquistato regolarmente i loro punti in campo, senza trarre vantaggio alcuno dalle infrazioni contabili commesse dai dirigenti. In questo modo vengono imbrogliati i tifosi che hanno assistito (pagando) a partite che non servivano a niente, completamente inutili e alcune anche falsate dalle sentenze a orologeria di una giustizia western, che comunica una sentenza a un quarto d’ora dal fischio iniziale di una partita, mandando in campo una squadra sotto choc, al termine di un campionato snervante. Juve, questa non è giustizia

Non è giustizia questa: è amministrazione di potere, prova di forza, è legge della giungla, ma finalmente applicata apertamente, a carte scoperte. Evelina Christillin, membro del governo Uefa, vicinissima a Aleksander Ceferin, lo ha spiegato ieri mattina, con tempismo discutibile, considerato che dei giudici dovevano sentenziare al pomeriggio, ma con cristallina trasparenza: "Non dimentichiamoci che con la Uefa i rapporti non sono eccellenti dopo la questione Superlega: la Juve rimane una delle tre squadre che ancora mantengono vivo il progetto. Passi di avvicinamento non se ne sono visti al momento". Eccolo, dunque il peccato originale: è quello commesso da Andrea Agnelli il 19 aprile 2021, con il tentativo di fondare una competizione alternativa. In quel momento o, meglio, nei giorni successivi, con il fallimento del tentativo, è stato segnato il destino della Juventus. Prima o poi l’avrebbe pagata. E la sta pagando ora
Lo ha ribadito il procuratore federale Giuseppe Chiné nella sua requisitoria, chiedendo di verbalizzare il fatto che la penalizzazione andava calcolata sulla base della classifica per togliere la Juventus dalle prossime competizioni europee (distorcendo il concetto di afflttività). Quella doveva essere la punizione e quella sarà, perché anche qualora la Juventus vincesse le ultime due partite scombinando i piani, c’è sempre il procedimento legato alla manovra stipendi per aggiungere sale alla zuppa, qualora risultasse ancora un po’ sciapa.

La norma sulle plusvalenze non esiste

Non esiste una norma sulle plusvalenze, in cinque (cinque!) gradi di giudizio nessuno è riuscito a quantificare e stabilire con esattezza quali e quante fossero quelle della Juventus e, infine, tenendo per buoni i calcoli spannometrici di Chiné rappresentano comunque il 3,6% del fatturato del periodo oggetto di indagini. Sulla base di questi, che sono fatti e non opinioni, come si fa a pensare che ieri sia stata celebrata la giustizia e non consumata una vendetta? Come si arriva a quantificare in 10 punti una violazione per la quale non esiste una norma e nemmeno un tabellario? Come si pesano le responsabilità con tale precisione usando la vaga misura della «slealtà»? Nessun giurista riuscirà a rispondere a queste domande. Dovete domandare a un politico che, fosse sincero, direbbe: la Juventus andava punita, la punizione doveva essere l’esclusione dall’Europa e così è stato fatto.

Ceferin non si deve sporcare le mani

A questo punto, Ceferin non si deve sporcare le mani, ha tempo un anno per valutare la posizione della Juventus, così come ha tempo la Juventus per decidere se farli, quei «passi avanti» nel dialogo o, meglio, nell’abiura della Superlega davanti all’Uefa. Nel frattempo potrebbe anche arrivare la sentenza della Corte di Giustizia Europea che inciderà non poco nell’eventuale dialogo fra Nyon e Torino. Ma c’è tempo e la Juventus lo userà tutto, perché ci sono altre priorità in agenda: a partire dal procedimento sulla manovra stipendi del 15 giugno. Probabile che patteggi, anche logico per certi versi. Fin qui la difesa nei tribunali sportivi ha portato ben pochi risultati, nonostante fosse sempre stata sempre ben architettata. Forse è il caso di non perdere ulteriore tempo. Piuttosto, sarebbe più utile concentrarsi sulla difesa mediatica del club, la cui umiliazione andrebbe evitata. Va bene la misura sabauda e la diplomazia, ma ci sono milioni di tifosi, che da ieri hanno disperatamente bisogno che qualcuno dica qualcosa di juventino.                                          

lunedì 22 maggio 2023

Vendette?




 

mercoledì 10 maggio 2023

Juve e giustizia sportiva: le 4 domande che meritano una risposta


Da TuttoSport

Juve e giustizia sportiva: le 4 domande che meritano una risposta
Il club bianconero verrà condannato a una penalizzazione nel procedimento plusvalenze, ma finora non si è capito molto e quel poco non è molto congruente

Guido Vaciago, 10.05.2023

Poi qualcuno, non importa chi, dovrebbe anche spiegare tutto con parole semplici. Perché non dobbiamo dimenticarci che stiamo parlando di calcio e che si sta giocando con i sentimenti di milioni di persone che amano il calcio e la loro squadra del cuore, che non hanno fatto niente di male e che, quindi, meritano di capire. Perché, no, finora non si è capito molto e quel poco che si è capito non è molto congruente. Per cui, proviamo a ricapitolare le domande che meritano una risposta.
JUVE E PLUSVALENZE: DOMANDE CHE MERITANO RISPOSTA
1. Perché la Juventus verrà condannata a una penalizzazione nel procedimento plusvalenze? Visto che:
a) non c’è una norma che regoli la questione delle eventuali plusvalenze fittizie;
b) come è possibile che le eventuali plusvalenze fittizie abbiamo inciso nei risultati sul campo se incidono per meno del 5% sul fatturato complessivo del periodo contestato?
c) Quali sono i vantaggi ottenuti tali da inquadrarli come «slealtà»?
2. Quali sono gli effetti diretti e gravi sulle partite giocate da giustificare punti di penalizzazione in campionato del «sistema collaudato della Juventus di scambi incrociati di calciatori con altre società sportive, finalizzati alla realizzazione di plusvalenze artificiali»?
3. In cosa differisce il «sistema Juventus» da quello di altri club che, nel recente passato, hanno utilizzato le plusvalenze come meccanismo di bonifica del bilancio?
4Perché la Juventus è l’unica squadra a essere punita per le plusvalenze, visto che per sfruttare questa pratica illegale ci si deve mettere d’accordo in due?
Giustizia e giustizia sportiva
Il problema della giustizia, qualsiasi essa sia, è quella di essere comprensibile a tutti. La trasparenza di cui parla anche la nostra Costituzione consiste nel riuscire a spiegare in modo coerente perché certe condotte portano a una sanzione e certe altre no e anche perché la sanzione può essere modulata in modo più o meno severo. Ancora di più se si tratta di giustizia sportiva che, in teoria, dovrebbe essere più comprensibile agli appassionati. Altrimenti è la giustizia dell’Azzeccagarbugli, cui sarebbe piaciuto da morire poter leggere, da una grida pescata a caso, «dosimetria sanzionatoria» in faccia all’attonito Renzo.

Note:

venerdì 5 maggio 2023

Scudetto meritato...

 

#Malagò dice che non ricorda uno #scudetto più meritato di questo e vinto con così tanto anticipo. Eppure bisogna andare non troppo lontano, alla stagione 2018/2019, per trovare una squadra che al termine del girone di andata ha fatto 53 punti (record per la #SerieA al giro di boa), ha portato il suo vantaggio sulla seconda fino a +20, battendola anche in casa sua al ritorno, e chiudendo matematicamente i giochi il 20 aprile, a 5 giornate dal termine, vincendo l'ottavo titolo consecutivo. Quella squadra si chiamava #Juventus, la seconda in classifica dominata in campo si chiamava #Napoli, ma evidentemente Malagò o non la ricorda o l'ha già estromessa dal calcio italiano, cosa che stanno tentando di fare da 20 anni. Vi prego, accontentiamoli
 #Superlega #DisdettaDaznSky



Un nuovo caso davanti alla Corte Europea?


Nino Ori su JU29RO

Un nuovo caso davanti alla Corte Europea?

Ne scrive The Athletic e riguarda il City Football Group, di proprietà dello sceicco Mansour, membro della famiglia reale araba e ministro degli Emirati.
Il caso ha origine in Belgio e potrebbe essere dirompente.
City Football Group possiede infatti 13 club sparsi in tutto il mondo: il Manchester City è il più celebre, ma c’è anche l’italiano Palermo, il recentissimo acquisto del Bahia in Brasile, squadre cinesi, giapponesi, statunitensi, fino al Lommel SK, piccolo club di seconda divisione in Belgio.
Il caso origina dalla denuncia di un club rivale del Lommel, il Royal Excelsior Virton, appena retrocesso in terza divisione. La dirigenza del club, in un comunicato apparso sul sito della società giovedì, accusa il Lommel di ricevere sussidi statali dall’estero che distorcono la competizione e sono contrari alle leggi europee.
Senza i 16 milioni di euro iniettati nelle casse del Lommel dalla proprietà araba - investimenti senza alcuna logica economica, secondo il Virton - il Lommel non avrebbe potuto ottenere la licenza per iscriversi al campionato.
Si tratta, insomma, secondo i legali del Virton, di veri e propri “aiuti di stato” e il caso sembra piuttosto solido.
Lo scorso dicembre, infatti, l’Unione Europea ha modificato la dottrina sugli “aiuti di stato”, estendendola anche agli aiuti dall’esterno dell’Unione Europea, colmando così un’evidente lacuna nella legislazione UE che prevedeva misure per evitare solo gli aiuti provenienti dagli stati dell’Unione.
Ed è proprio alla Corte Europea in Lussemburgo che il piccolo club vorrebbe arrivare, per dirimere la questione, come scrive nel comunicato. L’avvocato del Virton, Sebastien Engelen ha presentato reclamo alla Commissione Europea.
Vedremo cosa succederà, anche se la palla non arriverà direttamente nelle mani della Corte Europea, come sappiamo, ma dovrà passare prima per un giudice belga.
La questione è potenzialmente dirompente e non riguarda certo solo la seconda divisione belga, ma tutti i casi di proprietà statale all’interno del calcio dell’Unione Europea.
Ovviamente, in primis, il PSG di Al Khelaifi, presidente anche dell’ECA e grande alleato di Ceferin.
Se il caso approdasse in Lussemburgo, la proprietà qatariota non dormirebbe sogni tranquilli.
Il caso ovviamente non riguarderebbe il Regno Unito direttamente, nei cui campionati militano il “saudita” Newcastle, l’”emiratino” Man.City e il forse prossimo a divenire “qatariota” Man.Utd.
Ma ovviamente aprirebbe una questione enorme all’interno dell’UEFA, per l’evidente vantaggio economico che i club inglesi avrebbero sui concorrenti.
L’UEFA si è già schierata a favore dei club di proprietà statale tramite le parole di Ceferin che, intervistato a Men in Blazers, ha parlato di “populismo occidentale” per definire le opinioni critiche verso le proprietà statali nel calcio.
Importante precisazione:
Spieghiamo meglio la parte sul nuovo regolamento europeo per i sussidi esteri perché è molto importante.
Entrerà in vigore il prossimo 12 luglio e investe la Commissione del potere di investigare e sanzionare eventuali distorsioni del mercato da parte di stati esteri.
Non ci deve essere perciò una pronuncia della Corte per casi come quello presentato.
La Commissione Europea potrebbe sanzionarli immediatamente, a partire da luglio.
Qualora non lo facesse, i club che ritengono di aver subito una distorsione dalla competizione, potrebbero allora rivolgersi alla Corte per dirimere la questione.
Questo significa che c'è una questione enorme per l'asse UEFA-Qatar dietro l'angolo e non solo potenziale.
La questione non riguarda il Regno Unito (dove infatti stranamente il Qatar sta spostando i suoi investimenti) ma a questo punto i club dell'Unione Europea davvero vorrebbero partecipare a competizioni in cui non si gioca ad armi pari?
Molta attenzione: qui c'è una data, il 12 luglio, da cui sono possibili grandi cambiamenti.


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