di
Luigi Ferrarella
Le
partite nel mirino ora comprendono una gara dell'ultimo campionato,
di appena due mesi e mezzo fa
Ci
sono tempi supplementari di intercettazioni
sul mondo del calcio,
riattivate meno di tre mesi fa, nell’inchiesta
della procura di Milano sulle ipotizzate interferenze dell’Inter
sul
designatore (Gianluca Rocchi) degli arbitri del
campionato di calcio di serie A.
Al punto che in un invito a
comparire, nuovo e differente rispetto a quello del 24 aprile scorso,
le partite nel mirino non sono più tre e soltanto della stagione
scorsa (Inter-Verona del 3 maggio 2025, Bologna-Inter del 20 aprile
2025 e Inter-Milan di Coppa Italia il 23 aprile 2025), ma quattro: e
la quarta è una gara del campionato in corso, addirittura di appena
due mesi e mezzo fa.
È «Torino-Inter
del 26 aprile 2026,
in cui — ritiene di descrivere la Procura — Rocchi
designava come direttore di gara Maurizio Mariani soltanto dopo il
previo consenso della società nerazzurra,
siccome arbitro da questa non gradito».
Cambia
del resto, rispetto alla prima stesura, l’accusa
d’aver «fraudolentemente accettato interferenze al fine di
alterare il corretto coinvolgimento della competizione»:
perché ora nell’ipotesi di frode sportiva Rocchi è posto dai pm
«in concorso con esponenti della società sportiva Inter e previo
concerto con costoro, agendo questi ultimi per effetto dei rapporti
preferenziali con Gabriele Gravina, presidente della
Fgci-Federazione italiana giuoco calcio» (dimessosi dopo la fallita
qualificazione degli azzurri al Mondiale e sostituito da Giovanni
Malagò).
Né Gravina né
dirigenti interisti risultano indagati. E Rocchi, diversamente dalla
facoltà di non rispondere il 30 aprile, giorni fa ha accettato di
farsi interrogare in gran segreto, col legale Antonio
D’Avirro e il nuovo codifensore Antonio Bana a confronto del pm
Maurizio Ascione e del da poco affiancato procuratore aggiunto Paolo
Ielo.
Finora
si era ricostruito che l’iniziale accusa a Rocchi si basava sulle
intercettazioni disposte dall’allora gip Anna Calabi intorno al 2
aprile 2025, di cui poi in quell’estate la gip aveva negato al pm
Ascione la proroga, valutando non producessero più esiti
significativi. Ora si intuisce
che, a cavallo dell’emergere ad aprile 2026 dell’indagine su
Rocchi, la subentrata gip Giulia Marozzi aveva autorizzato la
riattivazione di un segmento di intercettazioni chieste dal pm.
Poiché Rocchi si è autosospeso il 25 aprile scorso da designatore
arbitrale (proprio ieri l’Aia-Associazione italiana arbitri ha
scelto Daniele Orsato), è in quei pochi giorni, forse il «21
aprile» indicato dai pm come data di fine reato ipotizzato, che deve
essere stato intercettato un colloquio nel quale un dirigente
dell’Aia riportava a Rocchi i pesanti malumori dell’Inter per la
designazione di Mariani in Torino-Inter del 26 aprile:
designazione (paradossalmente l’ultima di Rocchi e da lui
confermata) di cui Rocchi ha spiegato ai pm di aver rivendicato la
bontà di fronte alle contestazioni riferitegli dall’interlocutore
come provenienti dal mondo Inter.
E
se Rocchi ora confida sull’archiviazione della propria posizione,
già ha incassato una novità positiva: nel
nuovo invito a comparire e nell’interrogatorio è totalmente
sparito il capitolo (inizialmente invece pure contestato come reato)
delle cosiddette «bussate» alla sala Var di Lissone per
far cambiare in diretta le decisioni e i suggerimenti dei «varisti»
agli arbitri in campo.