mercoledì 15 luglio 2026

Inter-ferenze 2


Milano, inchiesta arbitri: Inter indagata e nel contempo archiviata. I pm: «Interferenze su Rocchi, ma non c'è reato»

di Luigi Ferrarella
Atti alla giustizia sportiva di Fgci e Coni, va a Monza il filone delle «bussate» al Var. Per i pm esistono «interferenze» ma non è provabile un «sistema strutturato di frode»


Interferenze sì, reato di frode sportiva no. Inter indagata al novantesimo minuto della partita giudiziaria dalla Procura di Milano dell’inchiesta sull’ipotesi di frode sportiva per le tentate interferenze nerazzurre sull’allora designatore arbitrale Gianluca Rocchi, e però contemporaneamente da archiviare secondo una richiesta già inoltrata dalla stessa Procura all’Ufficio Gip (per la persona fisica Rocchi) e alla Procura generale (per quanto riguarda la persona giuridica Inter): la meta finale è quella prevista già da qualche settimana, ma un poco più tortuoso è il percorso con il quale infine vi arriva la Procura nell’atto definitorio firmato dal pm Maurizio Ascione (iniziale titolare) e dal procuratore aggiunto Paolo Ielo (coassegnato un mese fa dal procuratore Marcello Viola).

Sino ad ora l’unico indagato in questo filone era Rocchi, «in concorso» con persone che prima i pm non identificavano o collocavano nella geografia calcistica, ma che due settimane fa (nel secondo invito a comparire a Rocchi) avevano definito (pur sempre senza identificarli e tantomeno indagarli) «esponenti della società sportiva Inter» che, nell’ipotizzato «previo concerto» con Rocchi sugli arbitri graditi o sgraditi all’Inter, avrebbero «agito per effetto dei rapporti preferenziali con Gabriele Gravina, presidente della Fgci-Federazione italiana giuoco calcio» (parimenti non indagato).

Adesso il percorso motivazionale dei pm per approdare all’archiviazione sembra muovere dalla giurisprudenza di Cassazione formatasi sull’inchiesta Calciopoli di vent’anni fa. 

«Per comprendere se l'intesa che venga a formarsi tra l'estraneo (ancorché tesserato) e il soggetto legittimato alla formazione delle griglie arbitrali possa ritenersi fraudolenta - indicava la Suprema Corte -, occorre verificare se essa si formi solo per un comune, condiviso e lecito obiettivo di tutelare, seppure con modalità scorrette, l'oggettività del risultato sportivo, evitando che una non adeguata ponderazione selettiva possa portare alla nomina di arbitri non all'altezza dei compiti»; oppure se «si tratti di operazioni volte a perseguire finalità opposte (stavolta illecite), nel qual caso la formazione delle griglie diventa un tassello di una più ampia condotta fraudolenta».

Applicato al caso milanese, i pm, «nei limiti del materiale probatorio» sembrano quindi aver ritenuto (sulla scorta delle intercettazioni della primavera 2025 e di due settimane nell’aprile 2026) che in alcune delle partite incriminate vi sia effettivamente stata «sussistenza storica» delle «interferenze» sul designatore Rocchi (le quali rilevano indipendenti dal raggiungimento o meno della designazione auspicata o contrastata), e che siano state riconducibili alla persona giuridica della società Inter seppure non fosse individuabile la persona fisica del dirigente autore dell’interferenza.

Ma l’elemento che per i pm manca è la sostenibilità in giudizio (in una ottica di prognosi di probabile condanna richiesta come parametro per i rinvii a giudizio dalla legge Cartabia) di un «sistema strutturato di frode per influire sulle designazioni» arbitrali.

Da qui l’esclusione del reato presupposto della contestazione all’Inter dell’illecito amministrativo per i reati commessi dai dirigenti nell’interesse aziendale (legge 231 del 2001), e quindi la richiesta di archiviazione per il club simultanea alla sua iscrizione nel registro degli indagati martedì pomeriggio.

In un successivo comunicato, inviato nella mattinata di mercoledì 15 luglio, la Procura argomenta che la richiesta di archiviazione ricostruisce, nei limiti del materiale probatorio acquisito, la sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza ipotizzati, attraverso l’esame analitico dei risultati delle intercettazioni telefoniche e della loro tempistica, in taluni casi comparatocon gli esiti dei servizi di pedinamento. Non ravvisa un sistema strutturato volto a interferire sulle nomine.

Distingue tra la frode sportiva penalmente rilevante, che presuppone condotte fraudolente, astrattamente idonee e volte ad incidere sulla regolarità della singola gara, dalle condotte di interferenza oggettivamente prive di tali caratteristiche.

La procura di Milano, ha anche trasmesso gli atti alla procura federale della Federazione gioco calcio e alla procura generale per lo sport del Coni.


Come invece già emerso nei giorni scorsi, Milano ha trasmesso alla procura di Monza per competenza territoriale su Lissone l’altro filone di indagine in cui Rocchi insieme ad alcuni altri colleghi è indagato per le bussate alla sala Var.

mercoledì 8 luglio 2026

Inter-ferenze


Caso arbitri, il designatore Rocchi intercettato su Torino-Inter del 26 aprile 2026. I pm: «C'era un accordo con esponenti nerazzurri in rapporti con Gravina»

di Luigi Ferrarella


Le partite nel mirino ora comprendono una gara dell'ultimo campionato, di appena due mesi e mezzo fa


Ci sono tempi supplementari di intercettazioni sul mondo del calcio, riattivate meno di tre mesi fa, nell’inchiesta della procura di Milano sulle ipotizzate interferenze dell’Inter sul designatore (Gianluca Rocchi) degli arbitri del campionato di calcio di serie A.

Al punto che in un invito a comparire, nuovo e differente rispetto a quello del 24 aprile scorso, le partite nel mirino non sono più tre e soltanto della stagione scorsa (Inter-Verona del 3 maggio 2025, Bologna-Inter del 20 aprile 2025 e Inter-Milan di Coppa Italia il 23 aprile 2025), ma quattro: e la quarta è una gara del campionato in corso, addirittura di appena due mesi e mezzo fa.

È «Torino-Inter del 26 aprile 2026, in cui — ritiene di descrivere la Procura — Rocchi designava come direttore di gara Maurizio Mariani soltanto dopo il previo consenso della società nerazzurra, siccome arbitro da questa non gradito».

Cambia del resto, rispetto alla prima stesura, l’accusa d’aver «fraudolentemente accettato interferenze al fine di alterare il corretto coinvolgimento della competizione»: perché ora nell’ipotesi di frode sportiva Rocchi è posto dai pm «in concorso con esponenti della società sportiva Inter e previo concerto con costoro, agendo questi ultimi per effetto dei rapporti preferenziali con Gabriele Gravina, presidente della Fgci-Federazione italiana giuoco calcio» (dimessosi dopo la fallita qualificazione degli azzurri al Mondiale e sostituito da Giovanni Malagò).

Né Gravina né dirigenti interisti risultano indagati. E Rocchi, diversamente dalla facoltà di non rispondere il 30 aprile, giorni fa ha accettato di farsi interrogare in gran segreto, col legale Antonio D’Avirro e il nuovo codifensore Antonio Bana a confronto del pm Maurizio Ascione e del da poco affiancato procuratore aggiunto Paolo Ielo.

Finora si era ricostruito che l’iniziale accusa a Rocchi si basava sulle intercettazioni disposte dall’allora gip Anna Calabi intorno al 2 aprile 2025, di cui poi in quell’estate la gip aveva negato al pm Ascione la proroga, valutando non producessero più esiti significativi. Ora si intuisce che, a cavallo dell’emergere ad aprile 2026 dell’indagine su Rocchi, la subentrata gip Giulia Marozzi aveva autorizzato la riattivazione di un segmento di intercettazioni chieste dal pm.

Poiché Rocchi si è autosospeso il 25 aprile scorso da designatore arbitrale (proprio ieri l’Aia-Associazione italiana arbitri ha scelto Daniele Orsato), è in quei pochi giorni, forse il «21 aprile» indicato dai pm come data di fine reato ipotizzato, che deve essere stato intercettato un colloquio nel quale un dirigente dell’Aia riportava a Rocchi i pesanti malumori dell’Inter per la designazione di Mariani in Torino-Inter del 26 aprile: designazione (paradossalmente l’ultima di Rocchi e da lui confermata) di cui Rocchi ha spiegato ai pm di aver rivendicato la bontà di fronte alle contestazioni riferitegli dall’interlocutore come provenienti dal mondo Inter.

E se Rocchi ora confida sull’archiviazione della propria posizione, già ha incassato una novità positiva: nel nuovo invito a comparire e nell’interrogatorio è totalmente sparito il capitolo (inizialmente invece pure contestato come reato) delle cosiddette «bussate» alla sala Var di Lissone per far cambiare in diretta le decisioni e i suggerimenti dei «varisti» agli arbitri in campo.


martedì 7 luglio 2026

Molecole

 

Da The Bing Bang Theory. Puntata 12, stagione 6 "L'equivalenza dell'insalata di uova"

  • Penny: ...comunque ho deciso che non serve diventare scienziate, basta averne l'aspetto è... ho preso questi!
  • Leonard: Degli occhiali...
  • Penny: mmm
  • Leonard: Io non credo che possano cambiare... Oh mio Dio! Come sei intelligente e sexy!
  • Penny: Si lo so. Guarda qua! Molecole...
  • Leonard: OK, vieni con me!
  • Penny: Dove mi porti?
  • Leonard: In camera da letto così ti tolgo tutto tranne gli occhiali... e magari gli stivali!
Una delle scene più esilaranti della serie!








domenica 26 aprile 2026

C'è posta per te (dov'è Rocchi?)





   


martedì 14 aprile 2026

Perché mai dovremmo colpire l'Italia...




Perché mai dovremmo colpire l'Italia? Amiamo gli italiani, il calcio, il cibo e amiamo Roma, Rimini, Pisa, Milano, Venezia, Sardegna, Firenze, Napoli, Genova, Torino, Sicilia e tutto ciò che c'è nel mezzo. 🇮🇹

 


Contesto:

Trump attacca Meloni e tra le tante dichiarazioni deliranti c'è anche questa:

"Sul Papa Giorgia Meloni ha detto che è inaccettabile quello che ho dichiarato? È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l’Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità".

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Da qui il perfetto post su X da parte dell'ambasciata Iraniana in Thailandia, che, tra l'altro, cita anche la mia Rimini...