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martedì 14 aprile 2026

Perché mai dovremmo colpire l'Italia...




Perché mai dovremmo colpire l'Italia? Amiamo gli italiani, il calcio, il cibo e amiamo Roma, Rimini, Pisa, Milano, Venezia, Sardegna, Firenze, Napoli, Genova, Torino, Sicilia e tutto ciò che c'è nel mezzo. 🇮🇹

 


Contesto:

Trump attacca Meloni e tra le tante dichiarazioni deliranti c'è anche questa:

"Sul Papa Giorgia Meloni ha detto che è inaccettabile quello che ho dichiarato? È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l’Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità".

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Da qui il perfetto post su X da parte dell'ambasciata Iraniana in Thailandia, che, tra l'altro, cita anche la mia Rimini...



 

lunedì 3 gennaio 2022

3 gennaio 1841 – Apre la Cassa di Risparmio di Rimini


3 gennaio 1841 – Apre la Cassa di Risparmio di Rimini 

da Chiamami Città

Il 3 gennaio 1841, segnala Carlo Tonini, «Un’altra bella istituzione, e questa di utilità non  dubbia, fecesi in Rimini negli stessi anni; e fu l’istituzione della Cassa de’ Risparmi colle contribuzioni di molti cittadini, ossia per mezzo delle cosi dette azioni che furono di scudi 20 l’una. Il Municipio la favorì coll’accordarle residenza in alcune stanze del palazzo pubblico e a quale stato di fiorente prosperità sia questa pur anco salita da’ suoi umili principii, non occorre che da noi si dica».

Le prime Casse di Risparmio – Sparkassen – furono costituite all’inizio dell’Ottocento nei Paesi della Germania e nell‘impero Austro-ungarico; le prime Casse in Italia aprirono dunque nel Lombardo-Veneto (Venezia, 1822; Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, 1823; Verona, 1825). Il successo fu travolgente, tanto che anche gli altri stati italiani si adeguarono subito: il Regno sabaudo con la Cassa di Risparmio di Torino nel 1827; il Granducato di Toscana con quelle di Firenze (1829), San Miniato (1830), Livorno (1834), Lucca (1835), Pisa (1836). Nello stesso 1836 aprono anche le prime Casse di Risparmio degli Stati pontifici, a Roma e Spoleto; seguiranno Bologna (1837), Ferrara (1838), Forlì (1839), Cesena e Rimini (1840, ma con l’apertura dello sportello all’inizio dell’anno successivo).

Già dopo pochi decenni dalla loro istituzione, le Casse di Risparmio raccoglievano la maggior parte del risparmio disponibile. Caratteristica originaria degli enti era quella di non avere fini di lucro, differenziandosi in questo dalle banche private. E infatti, anche a Rimini i componenti del consiglio di amministrazione non percepivano alcun compenso.

Nel 1880 in Italia operavano 183 casse di risparmio, distribuite in tutto il Paese ma con la maggior concentrazione fra Emilia, in Romagna e nelle Marche. Il governo già nel 1888 interviene a regolamentarne in modo più chiaro l’istituzione ed il funzionamento, dato che già allora la distinzione fra credito, previdenza individuale e beneficenza  per la comunità tende a confondersi, con non pochi inconvenienti. La legge di quell’anno sottopone le Casse alla vigilanza del Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio, considerandole come istituzioni ben definite e distinte, anche per la loro funzione sociale, dalle altre aziende di credito. Intanto però nella raccolta del risparmio sorge la concorrenza delle Poste e delle banche popolari.

A Rimini la “Cassa” per eccellenza si guadagna il nomignolo di “Banca dei preti”, dato il predominio ininterrotto dei cattolici nella sua conduzione.

Nel 1914 la Cassa di Risparmio di Rimini inaugura la sua nuova sede, progettata dall’architetto Paolito Somazzi, svizzero nato in Uruguay. Somazzi nel 1908 aveva progettato anche il Grand Hotel di Rimini; per la banca si ispira al fiorentino Palazzo Strozzi. Per dare all’edificio un “giardino di rispetto”, fin dal 1888 viene spianato l’isolato che gli sta di fronte; scompaiono così edifici religiosi ormai dismessi o quanto ne resta, come il convento delle Celibate di S. Cecilia (ex palazzo degli Atti), quello del Cuor di Gesù che incorporava l’oratorio di San Paterniano (un tempo della Confraternita dei Tedeschi e prima ancora degli Ungheresi), la chiesa di San Tommaso che aveva origine addirittura da un monasterium del V secolo e dove ancora si vedeva qualcosa dei suoi mosaici. Nasce così Piazza Ferrari.

Con il ricavato delle vendite della piazza, la Curia riminese avvia la costruzione di una nuova chiesa a Marina, che si sta sviluppando tumultuosamente. Sarà Maria Ausiliatrice, nel disegno neo-gotico dell’architetto bolognese Giuseppe Gualandi, sull’allora piazza Tripoli (oggi Marvelli), consacrata il 17 agosto 1913 pur non ancora terminata.

Nuove norme a regolare le Casse di Risparmio intervengono nel 1926 e nel 1936, con una distinzione dagli altri istituti di credito sempre più sottile.

Alla fine degli anni ’80 del Novecento il modello delle Casse di Risparmio dà ormai segni di crisi in tutta Europa, a iniziare dalla stessa Germania: per il salvataggio delle Sparkassen si calcola che lo stato tedesco abbia dovuto spendere finora il 7% del pil. In Italia la svolta è determinata dalla legge Amato del 1990, imponendo lo scorporo delle Casse tra azienda bancaria in forma di Società per Azioni (“Cassa di Risparmio SpA”, con funzione creditizia) e Fondazione Cassa di Risparmio con finalità morali e benefiche;  separate nettamente le due finalità originarie  (credito e beneficenza) le Casse sono equiparate alle altre aziende di credito.

Una volta sul mercato, la loro vita non è stata facile; alcune Casse sono state coinvolte nei processi di fusione ed acquisizione che hanno portato alla creazione di grandi gruppi bancari, altre hanno tentato di associarsi fra loro, con risultati alterni. Non poche sono scomparse, altre ancora resistono da sole

La Cassa di Risparmio di Rimini, com’è noto, è stata acquisita il 21 dicembre 2017 da Cariparma, del gruppo francese Credit Agricole, prima banca mutualistica in Europa e in Francia e la terza banca francese per capitalizzazione.

domenica 14 marzo 2021

Diario di un lettore squattrinato - La Biblioteca Civica Gambalunga - Rimini

Normalmente, Rimini viene associata all'estate, al mare, alle discoteche e al turismo di massa.
Probabilmente, dopo questo post sarà un po' meno così.
Nel 1617, Alessandro Gambalunga, figlio di un commerciante di ferro che si era arricchito grazie alle doti delle quattro mogli e che grazie a questo patrimonio aveva comprato anche un titolo nobiliare, donò con un testamento la propria dimora e la propria collezione di libri alla città di Rimini.
Nel 1619, alla sua morte, tale nobile scelta permise l'apertura di una delle primissime biblioteche civiche pubbliche d’Europa.
Alessandro amava le lettere e si faceva mandare da Venezia, pregiati libri a stampa che costituiranno, pian piano, il nucleo centrale della sua collezione.
Nelle tre sale allestite nel '600, sono conservati anche libri proibiti (protetti da scaffali con grate metalliche) e una porta segreta (guardate tutte le splendide foto).
Inoltre, l'illuminato Gambalunga fece nascere e allestire un laboratorio all'interno del suo palazzo, grazie al quale molti dei volumi vennero rilegati in loco ed effigiati con lo stemma araldico di famiglia.
La passione e gli sforzi di quest'uomo consentono, da 4 secoli, il libero accesso ad una sterminata e preziosissima collezione.
Quest'anno (2019), la
Biblioteca civica Gambalunga - Rimini
compie 400 anni.
L'estate prossima, sarebbe il caso di andarle a fare gli auguri di persona, non trovate?
Magari dopo una giornata passata in spiaggia.




 


giovedì 24 dicembre 2020

RIMINI NATALE 2020


tani modi...



sabato 19 dicembre 2020

Sl’è nota us’ farà dè | Se è notte, si farà giorno


Sl’è nota us’ farà dè. Se è notte, si farà giorno.

In questi tempi duri un messaggio che incoraggia a vedere la luce.
Prendiamo il messaggio che i nostri vecchi, cioè le nostre radici, cioè la nostra terra, ci hanno trasmesso anche in tempi di rovina e distruzione: provare a tenere duro è un modo per provare a uscirne insieme.

Un messaggio di fratellanza e solidarietà in questo tempo sospeso.

Un messaggio con il violino di Federico Mecozzi che reinterpreta le note di Beethoven, che scrisse questa musica quando ormai era completamente sordo. E questo, invece di abbatterlo, lo spinse a scrivere una musica, diventata l’inno d’Europa, che trasmette forza, speranza e umanità.

Sl’è nota us’ farà dè.


giovedì 15 maggio 2014

Janson Bridging clip version - Rimini ponte via Coletti



Questo videoclip, realizzato per la Janson Bridging, racconta da terra e dall'alto la costruzione del ponte ciclopedonale sul deviatore del fiume Marecchia a Rimini, in occasione del rifacimento del ponte di via Coletti.
***
Sorvolare.it 

Rimini dall'alto



Un volo spettacolare su Rimini, partendo e atterrando in Piazza Ferrari, sede di Banca Carim, sorvolando i monumenti e i luoghi simbolo della città.
Nel percorso si osservano l'Arco d'Augusto, Piazza Tre Martiri, il Tempio Malatestiano, Piazza Cavour, sede del Comune di Rimini, il Teatro Galli, Castel Sismondo, il Ponte di Tiberio, il Faro di Rimini, la Darsena, la Ruota Panoramica, il Molo, la Spiaggia, il Grand Hotel di Rimini, l'Anfiteatro Romano, la Fontana dei Quattro Cavalli nel Parco Federico Fellini con vista su viale Principe Amedeo e Grattacielo, infine il Palacongressi di Rimini.

Si ringraziano il Comune di Rimini e l'Associazione "Rimini Sparita".

Regia: Marco Nero di Soho Studio Films
Riprese e montaggio: Marcello Alongi di Airframes.

Copyright:

martedì 22 aprile 2014

Invasion Scenes - Italy (1944) - Rimini by British Pathé

L'associazione Rimini Sparita ha scovato un filmato STREPITOSO ripreso dal canale YouTube di British Pathe, che sta progressivamente mettendo a disposizione sulla Rete il più vasto archivio di immagini storiche del XX secolo.
Il video qui sotto propone un estratto della Liberazione di Rimini (settembre 1944) ed è facile scorgere molti soggetti ripresi in alcune famosissime fotografie. Buona visione!

mercoledì 9 aprile 2014

We are happy from Rimini #happyrimini

giovedì 3 ottobre 2013

Rimini in autunno

mercoledì 14 dicembre 2011

The beauty of Rimini

by Mark Silver, Daily Mirror 10/12/2011



I’M a beach bum when it comes to holidays. Give me the feel of sand between my toes and a glistening sea any time.

So I was sure I’d be in for a treat at the famous north-east Italian seaside resort of Rimini. But it turns out I’ve been missing a trick on my travels...

While the beach ticked most boxes, it was the surrounding area that stole the show... little-known gems that visitors often miss out on.

What made them even more of a joy was that our guide was so ­enthusiastic about them. Not bad, ­considering she’d probably seen them a million times – and she wasn’t even Italian.

Helga was a jolly, middle-aged woman who had fallen in love with the area – and an Italian man – some 20 years ago and moved from her native Germany. I didn’t get to meet her husband but it was easy to see what she saw in the region.

If you want to do justice to a trip here then it’s worth combining a few days on the beach by the Adriatic with some time in the hills or “back country”. You won’t need to waste time seeking out a beach.

“It stretches for about 70 miles,’’ Helga proudly informed me. And when she followed up by telling me “this is where Italians choose for their holidays’’, I was more than happy I hadn’t opted for a more obvious Italian break, like a weekend in Venice.

It’s not just the beach that seems endless here. There are enchanting medieval villages, historic landmarks and, of course, scrumptious local food and wine. The fresh pasta was to die for.

Then there are the wonderful stories and myths associated with some of the castles and old buildings – no doubt some of them inspired the revered Italian ­film-maker Federico Fellini, the director of La Dolce Vita, who grew up in Rimini.

The three main beach resorts are Rimini, the more exclusive Riccione about 15 minutes drive away, and Cattolica, heading a little south again. What I ­especially liked about the beaches was they were not only long but also extremely wide – plenty of space for some bucket and spade action with the toddlers and the sea is shallow too, so ideal for them.

The classy Riccione also has a long – and fairly new – pedestrian area alongside the beach, again great for a young family. Not so great (for the normal spender) is the shopping in Viale Ceccarini, with stores selling ­exclusive clothes with prices that could cover another holiday to ­somewhere like, er, Venice.

A tub of Italian ice cream can leave a bad taste at about a fiver a scoop. But the atmosphere of the place makes up for the high prices. The shopping can be costly in Rimini and Cattolica, too. Much better to head to a nearby mall for a better range of shops and ones that do not close for three to four hours in the middle of the day.

I preferred to get on my bike than window shop, taking in the historic heart of Rimini. Bicycles are a big way of getting around, as are scooters, and the exercise made me feel good about myself before my next large bowl of pasta and sauce.

Roman emperors were good judges of the finer things in life and most took a shine to Rimini – monuments such as the Arch of Augustus and the Tiberius Bridge still stand proud.

The Surgeon’s House in Piazza Ferrari is a must and was ­discovered only in 1989 when work began on a car park. The site shows the layout of a large Roman home where wounded soldiers would be treated and then recuperate – you can see the original ­equipment used at the nearby ­Archaeological Museum.

Rimini was the scene of much partisan resistance during the Second World War, which is worth reflecting on while having a coffee in its main square, Piazza Tre Martiri - named after three brave men hanged here by the retreating Nazis.

I needed something stronger than a coffee after trying on a jacket in one of the town’s top-end stores. It looked lovely in the window but didn’t quite fit me and at €600 (£540) that was a relief.

Italians are a smartly-turned out bunch and very ­hospitable, which is part of the reason I enjoyed a stroll around the ­charming medieval town of Santarcangelo, a 20-minute drive inland from Rimini. Check out if it’s a market day as this will add to the ­splendour and leave time to enjoy the numerous quaint shops. ­Shopkeepers often stand outside and politely offer to show you their goods – there is no pressure to buy but they are proud of the quality and rightly so.

I loved the small pasta shop, which was split into two – one half where three women were busy making it and the other where it was for sale.

Another favourite was an old cloth printing workshop boasting the oldest wheel mangle in the world – dating from the 1600s – used to smooth the cloth.

And make sure you visit the fascinating network of caves in Santarcangelo, whose origins are shrouded in mystery.

Why don’t more Brits head to this fine region? Well that’s another mystery...


rimini



Un pochino di sano campanilismo....