Visualizzazione post con etichetta Biden. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Biden. Mostra tutti i post

giovedì 10 marzo 2022

LA STRANA GUERRA DELLA RUSSIA VERSUS UCRAINA & CO.

Dal blog di Franco Cardini


LA STRANA GUERRA DELLA RUSSIA VERSUS UCRAINA & CO.

L’unanimismo, accompagnato dallo smercio generosissimo di Verità Sacrosante da parte dei media (le fake news sono roba da russi…) ha creato un buon terreno per la semina di Sicure Convinzioni e la raccolta d’Incrollabili Certezze. Solo che ogni tanto qualcosa non va. Per esempio…

MARINELLA MONDAINI
CENTRALE NUCLEARE DI ZAPOROZIJE, LA VERSIONE DEI FATTI CHE IN ITALIA NON PUÒ NEANCHE ESSERE DETTA

Il presidente ucraino Zelenskij stamattina alle 5 ha pubblicato la notizia falsa dell’attacco “russo” alla centrale nucleare di Zaporozije e ha telefonato ai capi occidentali per metterli al corrente di questa “mostruoso atto” e sollevare altra isteria. Quello che è accaduto nella realtà invece è ben diverso: si tratta di una mostruosa provocazione, compiuta alle 2 di stanotte da un gruppo di sabotatori nazionalisti ucraini contro i militari della Guardia azionale russa in pattugliamento del territorio protetto adiacente la centrale nucleare di Zaporozije, non lontano da uno dei reattori.
La propaganda ucraina ha raccontato che è stata bombardata dai russi e la notizia è stata subito raccolta dai media statunitensi ed europei. I militari ucraini hanno deciso di giocare alla guerra lungo le mura della più grossa centrale nucleare d’Europa che ha ben 6 reattori. Hanno portato i carri armati e i complessi missilistici Grad e dall’edificio del Centro di Addestramento (che ha diversi piani) situato al di fuori del perimetro della centrale nucleare, hanno aperto il fuoco contro i militari russi. In conseguenza a ciò si è scatenata una battaglia e gli ucraini, prima di scappare dall’edificio gli hanno dato fuoco. Solo grazie al comportamento eroico dei militari russi e anche al buon senso delle autorità della città, è stato scacciato il gruppo dei sabotatori ucraini e sono stati fatti passare i camion dei vigili del fuoco per spegnere l’incendio.
Il comunicato di stamattina dell’amministrazione locale dice che non è stato sparato sulla popolazione, verso la quale non c’è nessuna minaccia, non sono state bombardate le case d’abitazione, non ci sono né morti né feriti di civili.
La centrale nucleare lavora normalmente, viene monitorato costantemente il livello radioattivo che è nella norma. L’esercito russo ha preso sotto il proprio controllo la città di Energodar dov’è situata la centrale e il territorio circostante.
I soldati russi stanotte hanno evitato a tutto il mondo una catastrofe mondiale. Alla tv russa stamattina i giornalisti si chiedevano se Zelenskij e i suoi consiglieri europei e curatori statunitensi, non sono usciti di senno dando il comando o il consiglio di sparare con i missili Grad lungo le mura della più grossa centrale nucleare d’Europa solo per il successo nella guerra contro Mosca, scopo per il quale si può sacrificare l’ecologia di tutto il pianeta. A giudicare dall’aspetto di Zelenskij ieri alla conferenza stampa che ha dato dal suo bunker, salta all’occhio il suo comportamento inadeguato, confermato dalle sue parole sconclusionate e sconnesse dalla realtà.
I giornali italiani scrivono che “l’offensiva militare russa prosegue senza sosta, con bombardamenti e città sotto assedio”. (FAKE)
Al centro della battaglia anche la centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa: per qualche ora si teme un disastro molto più grave di quello di Chernobyl, poi le autorità di Kiev fanno sapere che l’impianto è in sicurezza.” Anche questo è un fake, si contraddice da solo il giornale: posto che la centrale nucleare è nelle mani dei russi, perché adesso dovrebbero mettere “sotto battaglia questa centrale e poi le autorità di Kiev fanno sapere che l’impianto è in sicurezza”?
Ma da chi sarebbe stato “messo in sicurezza” se non dai russi che ne detengono il controllo dal 28 di febbraio??
Che motivo avrebbero dopo 8 giorni in cui la centrale funziona normalmente, provocare una catastrofe adesso?
Questa provocazione dimostra che il regime ucraino costituisce un pericolo per il mondo intero.
Cerca con ogni mezzo di tirare dentro in questo conflitto la Nato e gli Stati Uniti, di ottenere la zona no fly, ma gli Stati Uniti sanno bene che ciò significherebbe scontrarsi direttamente con la Russia.
L’Occidente vuole la fine della guerra ma continua a portare in questa guerra munizioni e armi. Cosa serve ancora per dimostrare che questo governo ucraino non vuole la pace ma cerca solo la guerra per convenienza personale e mantenersi a galla grazie all’odio generale pompato verso la Russia? Se Zelenskij si assumesse la responsabilità della catastrofe nel Donbass, la guerra sarebbe già finita da un pezzo e invece va avanti da 8 anni. Gli ucraini, prima di abbandonare il territorio ne vogliono fare terra bruciata, bombardano tuttora le case, le infrastrutture civili, fanno saltare in aria tutti i ponti, lasciando agli abitanti solo distruzione e morte.
Stamattina continua a stringersi l’anello attorno a Mariupol’, mentre la Milizia popolare di Donetsk comunica che i soldati ucraini hanno sparato con i missili Punto U contro lo stato maggiore del battaglione “Azov”, situati a sud ovest di Mariupol’ a causa del fatto che si sono rifiutati di sottomettersi agli ordini dell’esercito ucraino. Sarebbero stati liquidati oltre 20 militanti nazionalisti, 10 blindati. Ciò conferma che Zelenskij ha perso ogni controllo su diversi battaglioni radicali nazionalisti e neonazisti.
Ma tutto ciò in Italia viene censurato o dichiarato “fake”.
(l’AntiDiplomatico, 4 marzo 2022)
Marinella Mondaini è scrittrice, giornalista, traduttrice. Vive e lavora a Mosca.

ROBERTO VIVALDELLI
IL COLONNELLO MACGREGOR: “PUTIN HA AVVISATO PER 15 ANNI LA NATO”
L’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sempre apprezzato e tenuto in grande considerazione le opinioni fuori dal coro del colonnello Douglas Macgregor, tanto da essere stato vicinissimo a indicarlo come consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca dopo l’addio di John Bolton, nel 2019. Veterano della guerra del Golfo, Macgregor è autore di Breaking the Phalanx, testo che proponeva di riformare l’esercito americano e che interessò, nell’autunno del 2001, l’allora Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld. Dopo aver lasciato l’esercito nel 2004, Macgregor è stato spesso invitato a commentare in tv – su Fox news, in particolare – la politica estera americana, spesso da una posizione tutt’altro che convenzionale, criticando con parole molto dure l’immigrazione illegale e il magnate liberal, George Soros.
Il 27 luglio 2020, la Casa Bianca annunciò l’intenzione di Donald Trump di nominare Macgregor ambasciatore degli Stati Uniti in Germania ma i media liberal americani lanciarono una dura offensiva contro il veterano dell’esercito americano proprio per via delle sue posizioni, che portò la sua nomina a impantanarsi nella commissione per le relazioni estere del Senato. Tramontata così l’ipotesi di trasferirsi a Berlino, l’11 novembre 2020 venne nominato consulente senior del Segretario alla Difesa ad interim, Christopher Miller. Oggi il colonnello Macgregor torna a fare notizia, ancora una volta per via delle sue posizioni decisamente “controcorrente” sull’invasione russa dell’Ucraina espresse su Fox News. Lo abbiamo raggiunto per porgli qualche domanda in merito.

Macgregor: “Putin ha avvisato per anni l’occidente”
Secondo il veterano dell’esercito americano, l’invasione russa dell’Ucraina era pianificata da mesi. L’obiettivo di Vladimir Putin, spiega, “è garantire che gli Usa e i loro alleati non possano stazionare missili e forze da combattimento al confine” con la Federazione russa. Nel suo discorso del 24 febbraio, il presidente russo sottolineava che “quello che sta succedendo è una misura necessaria. Non ci è stata lasciata alcuna possibilità di fare diversamente”. Una lettura corretta, secondo il Colonnello Macgregor. “Sì. Putin ha cercato ripetutamente, per almeno 15 anni, di segnalare l’opposizione della Russia all’avanzata della Nato verso i confini della Russia”.
Il Colonnello spiega quali sono gli obiettivi del Cremlino in Ucraina: “Mosca vuole un’Ucraina neutrale, non allineata, che non sia ostile alla Russia. Il modello è l’Austria e il suo Trattato di Stato del 1955. Non è propensa ad attraversare il Dnepr e dirigersi a ovest. Ha già circondato e tagliato fuori le forze ucraine a est del fiume Dnepr. Vorrebbe una risoluzione come descritto. Se ciò fallisce, schiaccerà le forze ucraine, avanzerà oltre il Dnepr e annetterà o dichiarerà l’Ucraina orientale una Repubblica russa indipendente. Questo gli darebbe il ‘cuscinetto’ che vuole” spiega Macgregor. “Vista la conformazione dell’Ucraina occidentale, può tenere al di là del Dnepr qualsiasi forza occidentale che tenti di attraversarlo, che andrebbe incontro a una distruzione certa con mezzi convenzionali”. Ma quanto potrà resistere l’esercito ucraino all’avanzata russa? L’esperto non ha dubbi: “Al massimo 30 giorni”. E le sanzioni economiche non fermeranno Mosca: “Le sanzioni hanno costretto Mosca a lasciare la Crimea? Le sanzioni hanno indotto l’Iran a sottomettersi alle richieste degli Stati Uniti e di Israele. No. Le sanzioni non cambiano i governi”.

“Biden ha provocato la Russia”
L’ex consulente senior del Pentagono durante l’amministrazione Trump spiega quali sono stati gli errori dell’attuale inquilino della Casa Bianca, Joe Biden. Che tutto avrebbe cercato di fare fuorché di instaurare un dialogo diplomatico con la Federazione russa: “Biden ha iniziato il suo mandato condannando Putin e il suo governo. Ha minacciato senza sosta Putin e spinto i governi europei ad unirsi a lui”. Cosa ancor più grave, osserva Macgregor, “le forze statunitensi hanno condotto esercitazioni e operazioni militari entro 50 miglia nautiche da San Pietroburgo”. Al contrario, l’ex Presidente Donald Trump “ha ascoltato il presidente Putin, cercando di avere migliori relazioni con la Russia”. Tuttavia, osserva, “Putin ha capito che il presidente Trump era stato sovvertito dal suo stesso governo e ha concluso che avrebbe dovuto prepararsi per una nuova amministrazione americana ostile. Anche in questo caso, il risultato è l’azione in corso nell’Ucraina orientale”.
Altro tema fondamentale riguarda l’ordine mondiale che nascerà dopo la fine del conflitto. L’isolamento dall’occidente e le dure sanzioni economiche spingeranno la Russia sempre più verso la Cina, ma attenzione: non si tratta, al momento, di una vera e propria “alleanza”. “Mosca e Pechino non sono alleate” spiega il Colonnello Macgregor. “Sono partner strategici con una relazione economica reciprocamente vantaggiosa. Entrambi sono minacciati dagli Stati Uniti e, naturalmente, collaborano per motivi di sicurezza”.
(InsideOver, 1° marzo 2022)



domenica 27 febbraio 2022

Opzioni...




sabato 26 febbraio 2022

Promemoria

Ci sono cose da fare ogni giorno:

lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.

Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio la guerra.

Gianni Rodari


STOP WAR!




domenica 13 febbraio 2022

"La situazione è critica"


Venti di guerra

Crisi Ucraina, Berlino: "La situazione è critica". Atteso colloquio tra Zelensky e Biden

Domani il cancelliere tedesco Scholz partirà per Kiev e Mosca. La Polonia si prepara ad accogliere rifugiati, mentre la Casa Bianca fa sapere che "il tempo della diplomazia si sta riducendo"


La situazione della crisi ucraina è diventata "critica". Lo ha detto una fonte governativa tedesca, alla vigilia delle visite a Kiev e Mosca del cancelliere Olaf Scholz. "La nostra preoccupazione è cresciuta" e "pensiamo che la situazione sia critica, molto pericolosa", ha spiegato la fonte ai giornalisti a Berlino. Scholz, che domani volerà a Kiev e martedì sarà a Mosca da Putin, ha sottolineato che se la Russia dovesse invadere l'Ucraina le sanzioni occidentali sarebbero "immediate".

Nel discorso di insediamento dopo la sua rielezione, il presidente della Germania Frank-Walter Steinmeier ha fatto un appello al presidente Putin affinché "sciolga il cappio attorno al collo dell'Ucraina. Si unisca a noi nella strada che porta a preservare la pace in Europa. E non sottovaluti la forza della democrazia".

"Siamo nel mezzo del rischio di un conflitto militare, una guerra in Europa orientale", ha detto Steinmeier, e "la Russia porta la responsabilità di questo". "Il rafforzamento di truppe da parte della Russia non può essere frainteso. È una minaccia all'Ucraina", "ma le persone lì hanno il diritto di vivere senza paura e senza minacce, all'autodeterminazione e alla sovranità", ha proseguito. "Nessun Paese al mondo ha il diritto di distruggere questo e, a chiunque provi a farlo, vi risponderemo in modo deciso", ha concluso.

Colloquio Biden-Zelensky

lntanto si attende l'esito del colloquio tra il presidente ucraino Zelensky e il presidente Usa Joe Biden in programma, secondo quanto reso noto dalla Casa Bianca, per le 10:45 americane, le 16:45 in Italia.

La Polonia si prepara per un possibile afflusso di rifugiati

La Polonia si sta preparando a "vari scenari", tra cui il possibile afflusso di rifugiati ucraini, in caso la Russia dovesse attaccare l'Ucraina. Lo ha twittato il ministro degli Interni polacco Mariusz Kaminski. "È ovvio che a causa della situazione in Ucraina ci stiamo preparando a vari scenari. Uno di questi sono le azioni relative al possibile afflusso di rifugiati dall'Ucraina che, a causa di un possibile conflitto, potrebbero cercare un rifugio sicuro nel nostro Paese", ha affermato Kaminski. Polonia e Ucraina condividono una frontiera lunga oltre 530 km.

Blinken insiste, Mosca potrebbe creare un falso pretesto

Antony Blinken ha detto che la Russia potrebbe creare un "falso pretesto" per invadere l'Ucraina. "Nessuno dovrebbe sorprendersi se la Russia creerà un incidente per giustificare l'azione militare che aveva pianificato da sempre", ha detto il segretario di Stato Usa che ieri ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov.

Sullivan: chiara possibilità di un'azione russa

Il consigliere alla sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan, in un'intervista alla Cnn ha ribadito che "il mondo deve essere pronto" alla possibilità che la Russia metta in scena un "pretesto" per invadere l'Ucraina. "La modalità con cui hanno rafforzato la presenza militare" sembra indicare la "distinta possibilità di un'azione militare a breve. Siamo pronti a continuare il lavoro della diplomazia, ma siamo anche pronti a rispondere in modo unitario e deciso con i nostri alleati se la Russia" dovesse procedere con un'invasione, ha sottolineato Sullivan.

"Non possiamo prevedere con esattezza il giorno ma da tempo diciamo che siamo in quella finestra temporale in cui un'invasione può iniziare in qualsiasi momento. Un'azione militare della Russia in Ucraina può iniziare qualsiasi giorno", afferma Sullivan, sottolineando che "negli ultimi 10 giorni si è assistito ad un intensificarsi dei movimenti delle forze russe vicino al confine in posizioni dalle quali potrebbero lanciare un attacco molto rapidamente".

Pentagono, il tempo per diplomazia "si sta riducendo"

C'è ancora tempo per una soluzione diplomatica alla crisi ucraina, ma si sta assottigliando. Lo ha dichiarato il portavoce del Pentagono John Kirby, intervistato da Fox News. "Abbiamo detto, e crediamo ancora oggi, che ci sia ancora tempo e spazio per un percorso diplomatico", ha ribadito, "pensiamo ancora che ci sia un modo pacifico per evitare una guerra in Ucraina", ha aggiunto dicendo di "non poter confermare" la data del 16 febbraio come quella per l'avvio di un'operazione russa in Ucraina, secondo quanto riportato da alcuni media. Alla domanda se gli sforzi diplomatici in corso non siano gli "ultimi tentativi disperati" per trovare una soluzione, Kirby ha risposto: "Non lo so, ma sicuramente riconosciamo che il tempo sembra ridursi e questo è causa di preoccupazione per tutti".

Pentagono: "no" a sanzioni preventive

Gli Stati Uniti non considerano la possibilità di varare sanzioni "preventive" contro la Russia per la crisi ucraina. Lo ha dichiarato il portavoce del Pentagono, John Kirby, intervistato da Fow News. "Se le usi prima che venga compiuta l'aggressione o la trasgressione, perdono il loro effetto deterrente", ha detto Kirby. "Se punisci qualcuno per qualcosa che non ha ancora fatto, allora potrebbe anche andare avanti e farlo", ha spiegato, "crediamo quindi che ci sia un effetto deterrente finché le teniamo come riserva, e siamo stati molto chiari con la comunità internazionale e con il presidente russo Vladimir Putin sulla gravità delle conseguenze economiche che potrebbero comportare".

Nel precedente colloquio tra il presidente del Consiglio europeo Michel e il presidente ucraino Zelensky quest'ultimo si era detto favorevole a una soluzione diplomatica alla crisi ucraina, ma servivano "sanzioni preventive" per fermare Mosca.

A Kiev aiuti militari da Usa e Lituania

Altri due aerei con aiuti militari statunitensi, "immediatamente dispiegabili per rafforzare le difese" del Paese, sono arrivati in Ucraina. Lo ha annunciato l'ambasciata americana a Kiev, su Twitter, spiegando che la fornitura "rientra nei 200 milioni di dollari recentemente autorizzati e comprende munizioni e lanciarazzi". Il post, che pubblica anche le immagini dei due aerei, si conclude con l'hashtag #StandwithUcraina. Gli Usa avevano inviato già 15 aerei in Ucraina con aiuti militari. Secondo la testata Rbc-Ucraina, che cita una fonte del ministero della Difesa ucraino, la fornitura di materiale e assistenza militare tecnica dagli Stati Uniti prevede un totale di circa 45 voli.

Anche la Lituania ha annunciato la consegna di materiale bellico all'Ucraina: gli aiuti, ha reso noto il ministro della Difesa Arvydas Anusauskas, includono il sistema missilistico di difesa contraerea Stinger. L'ambasciata di Vilnius ha pubblicato le immagini degli aiuti a bordo di un C-17, che mostrano anche alcuni mezzi. In aggiunta sono stati inviati giubbotti antiproiettili.

Kiev alle compagnie aeree: non volate sul Mar Nero

L'Ucraina ha consigliato alle compagnie aeree di evitare di sorvolare le acque del Mar Nero da lunedì a sabato della prossima settimana a causa delle esercitazioni navali russe che si svolgono lì: lo riferisce il Guardian. Ieri l'agenzia di stampa Ria Novosti ha riferito di oltre 30 navi da guerra russe impegnate vicino alla penisola di Crimea, nell'ambito di esercitazioni navali più ampie. "Da domani, si consiglia alle compagnie aeree di non volare su quest'area e di pianificare in anticipo rotte alternative, tenendo conto della situazione attuale", ha affermato il servizio di traffico aereo statale ucraino. Lo spazio aereo ucraino rimane comunque aperto: in questo momento "non ha senso" chiudere perché "assomiglierebbe molto ad un autoisolamento", ha detto oggi Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino, dopo che ieri la compagnia aerea olandese Klm ha annunciato la sospensione di tutti i voli verso l'Ucraina.



Ucraina, il piano russo per l'invasione: missili supersonici, sabotaggi e falsi pretesti


Ucraina, il piano russo per l'invasione: missili supersonici, sabotaggi e falsi pretesti

Quello della crisi tra Mosca e Kiev è uno scenario complesso in cui si confrontano approcci militari e mediatici. Nelle scorse ore, l'allarme degli 007 Usa, secondo cui la Russia è pronta a un'imminente operazione armata

martedì 24 novembre 2015

Joe Biden dice la verità sull’ISIS. Senza volere. (di Maurizio Blondet)





Joe Biden, il vicepresidente degli Stati Uniti affiancato ad Obama, non passerà alla storia come il più acuto degli...
Posted by Maurizio Blondet on Lunedì 23 novembre 2015

Joe Biden, il vicepresidente degli Stati Uniti affiancato ad Obama, non passerà alla storia come il più acuto degli statisti. Anzi non passerebbe alla storia per niente, se non fosse per una qualità: è un gaffeur naturale di impareggiabile scemenza. E in quella attività di gaffeur, dice senza volerlo cose vere che il suo governo – e il potere americano – cerca di nascondere. Come la clamorosa verità su chi arma l’ISIS (“i nostri alleati”) e perché gli Usa sono contenti che l’ISIS sia armato per rovesciare Assad. Biden parlava il 16 novembre scorso agli studenti di Harvard al John F. Kennedy Jr Forum Institute of Politics.


Joe Biden visto da Russia Insider
Joe Biden visto da Russia Insider
Gli domandano: “Col senno di poi, lei crede che gli Stati Uniti avrebbero dovuto agire prima in Siria? E se no, adesso è il momento giusto?”
Il gaffeur risponde: “La risposta è ‘no’ per due ragioni. Una, l’idea di identificare un centro moderato (in Siria, ndr.) è una ricerca in cui l’America s’è impegnata per molto tempo. Noi americani crediamo che in ogni paese in transizione ci sia un Thomas Jefferson dietro ogni roccia, o un James Madison dietro ogni duna, eh eh (ridacchia). Il fatto è che in Siria non c’era un centro moderato perché il centro moderato lo formano dei bottegai, non dei soldati – classe media (…)
Ciò di cui mi sono sempre lamentato è che il nostro maggior problema sono i nostri alleati – I nostri alleati nella regione sono il nostro problema in Siria. I Turchi sono grandi amici, ho la più cordiale relazione con Erdogan, ho passato molto tempo con lui – e i sauditi, gli emirati, eccetera. Cosa hanno fatto questi? Determinatissimi a buttar giù Assad e – essenzialmente – a farsi una guerra sunniti-sciiti, sicché che hanno fatto? Hanno versato centinaia di milioni di dollari, e decine, migliaia di tonnellate di armi a chiunque volesse combattere contro Assad; e la gente che fu rifornita erano Al Nusra, Al Qaeda, gli elementi estremisti provenienti da altre parti del mondo. Pensi che esageri? Guardate un po’…(…)
Di colpo ognuno si sveglia perché questo gruppo chiamato ISIL, che poi era Al Qaeda in Irak, che quando fu cacciata dall’Irak ha trovato spazio aperto e territorio in Siria, lavora con Al Nusra, che era già stato dichiarato un un gruppo terrorista – e noi non siamo riusciti a convincere i nostri partners a smettere di rifornirli. Ora tutti hanno visto la luce, di colpo – e criticano il Presidente. Ma il presidente è stato capace di mettere insieme una coalizione coi nostri partner sunniti, perché l’America non può andare di nuovo (ad invadere) una nazione musulmana ed essere vista come aggressore – deve essere di sunniti – sunniti che attaccano una organizzazione sunnita. 

https://www.youtube.com/watch?v=UrXkm4FImvc&feature=youtu.be&t=1h31m57s
Insomma, in poche parole, Joe Biden ammette quel che ufficialmente gli Usa negano:
– Che “gli alleati” sono quelli che armano Daesh, e li nomina: Erdogan, Sauditi, Emirati.
– Che non c’è in Siria alcuna opposizione “moderata” – e lo dice due settimane dopo che il Congresso, su indicazione di Obama, ha stanziato mezzo miliardo di dollari per “armare ed addestrare” i ribelli moderati” in Siria.
– Che gli Usa in Siria non possono intervenire perché non possono più essere visti come aggressori di un altro paese musulmano. Debbono dunque affidarsi ai partners, ai wahabiti e a Erdogan. Che è probabilmente il motivo per cui Obama non volle partecipare nel 2012 all’aggressione anti-Assad in cui francesi, turchi e sauditi erano già pronti. 
 
Poche ore dopo queste incaute ammissioni, gli uffici del vicepresidente Biden hanno dovuto emanare un comunicato in cui il gaffeur “si scusa per ogni allusione che la Turchia ed altri alleati e partners nella regione abbiano rifornito intenzionalmente, o facilitato la crescita di ISIL, o IS, o altri estremisti violenti in Siria”.
Ovviamente Biden non s’è lasciato sfuggire “tutta” la verità – sarebbe troppo pretenderlo dal reime della menzogna. Non ha spiegato agli studenti quel che sappiamo del Telegraph britannico (non un sito complottista), ossia che la CIA è stato il maggior responsabile di un ragguardevole trasferimento clandestino delle armi saccheggiate dagli arsenali di Gheddafi in Libia ai terroristi anti-Assad, l’operazione in cui fu ucciso l’ambasciatore Usa Chris Stevens e in cui fu implicata la Clinton, allora segretaria di Stato, che si dimise proprio per quello. Nè che la CIA ha organizzato un trasporto di armi dalla Croazia ai tagliagole siriani nel 2012, armi pagate dall’Arabia Saudita, con un ponte aereo.
http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/africaandindianocean/libya/10218288/CIA-running-arms-smuggling-team-in-Benghazi-when-consulate-was-attacked.html

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/syria/9918785/US-and-Europe-in-major-airlift-of-arms-to-Syrian-rebels-through-Zagreb.html



I profitti del Califfo
I profitti del Califfo
Nè ha detto che le 24 banche che sono attualmente nel territorio occupato da Daesh e attraverso le quali il Califfato ricicla i suoi profitti criminali, specie ma non solo da petrolio, continuano ad operare sui mercati internazionali perché non è stata esclusa dal sistema SWIFT, da cui invece fu esclusa la banca vaticana per far sloggiare lo sgradito papa Ratzinger. Forse Bruxelles, risparmiandoci le scenografiche “cacce all’uomo in città”, potrebbe più decisamente contribuire all’azzeramento del terrore ordinano a Swift di bloccare i conti delle 24 banche. 

Sarebbe poco faticoso, perché la sede di SWIFT è a Bruxelles.


La via delle autobotti
La via delle autobotti

“Una totale menzogna” è stata la supposta guerra della coalizione occidentale anti ISIS – così ha dichiarato Vladimir Putin dalla sala operativa del Ministero della Difesa russo, in un comunicato in cui ha anche dichiarato l’ISIS “sull’orlo della disfatta totale” dopo che le forze aeree russe hanno distrutto nelle ultime 48 ore 472 bersagli terroristi, obliterato mille autobotti negli ultimi 5 giorni, e ridotto le forze militari dei tagliagole a sole 34 basi operative. Se si pensa che l’operazione russa non ha nemmeno due mesi, e che l’Occidente ha “bombardato l’ISIS” da due anni, la menzogna è evidente.
http://www.express.co.uk/news/world/621324/Vladimir-Putin-Islamic-State-ISIS-Syria
Un’altra cruda verità, invece, è stata diramata dal comandante della portaerei USS Truman e della sua squadra d’appoggio, capitano Ryan Scholl, che si sta precipitando sulla scena, e conduce esercitazioni coi piloti di bordo:
“L’ISIS non è la sola sfida che attende la squadra. Russi, Cinesi (1), e marines iraniani hanno stabilito la loro presenza in Siria , e navi da guerra russe dal Mar Nero si sono riposizionate nel Mediterraneo orientale per proteggere i caccia che conducono attacchi aerei in supporto del regime di Assad. In preparazione, l’esercitazione Composite Training Unit si concentra su avversari che somigliano più da vicino a quelli della Guerra Fredda”. Sembra una minaccia non proprio diretta contro l’ISIS.


AL Nusra è stata fornita di anticarro TOW americani
AL Nusra è stata fornita di anticarro TOW americani
Secondo il Jerusalem Post, truppe russe avrebbero cominciato ad operare sul terreno in Siria.
Note
1) Secondo notizie non confermate, ci sarebbero “boots on the ground” cinesi – tre mila Marines di Pechino – operanti in Siria.