lunedì 16 dicembre 2013
Blue Valentine
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Vivi come se dovessi morire domani. Pensa come se non dovessi morire mai
venerdì 13 dicembre 2013
I modelli archeologici del Tempio Malatestiano (tavola iconografica)
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lunedì 9 dicembre 2013
Riflessi
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domenica 8 dicembre 2013
L'Italiano
Caro Professore,in una discussione tra adulti è emerso un dubbio:‘qual è’ si scrive con o senza l’apostrofo? Secondo me non ha mai l’apostrofo, ma c’è chi sostiene il contrario.
Un cordiale saluto,
Donatella
Gentile Donatella,
qual è un troncamento non un’elisione: perciò va sempre scritto senza apostrofo.
Per chiarirne i motivi, le copio qui sotto la nota presente nello Zingarelli 2012 alla voce quale. Dallo stesso vocabolario copio anche parte della Nota d’uso Elisione e troncamento.
Con i miei migliori saluti,
Lorenzo Enriques
quale
[lat. quâle(m), di orig. indeur. ¤ sec. XII]
A agg. interr. (pl. quali, poet. †quai, poet. †qua’ davanti a parola che comincia per consonante.)
Nota Bene: Si tronca davanti a parole che cominciano per vocale, spec. davanti alle forme del v. essere, e anche davanti a parole che cominciano per consonante spec. in alcune espressioni entrate nel linguaggio comune: qual è; qual era; qual sono; per la qual cosa; in un certoqual modo. ATTENZIONE: poiché si tratta di troncamento e non di elisione, non si apostrofa mai: qual è e non qual’è. (V. nota d’uso ELISIONE e TRONCAMENTO)
————————–
(Dalla Nota d’uso: Elisione e troncamento)
Nel caso di caduta della sola vocale finale davanti a parola che comincia per vocale resta spesso il dubbio se si tratti di elisione o di troncamento e cioè se si debba mettere l’apostrofo. Per esempio: buon anno o buon’anno? qual è oqual’è? pover uomo o pover’uomo? un artista o un’artista? Il problema si può facilmente risolvere. Se la parola accorciata può essere posta davanti ad un’altra parola dello stesso genere che comincia per consonante, questo significa che tale parola non richiede elisione perché è già di per sé compiuta. È una forma tronca, non ci vuole l’apostrofo. Per es. buon davanti a parola maschile che comincia per consonante non si modifica: buon compleanno, buon pranzo; potrò quindi scrivere buon anno, buon appetito, ecc. Al contrario, buon davanti a parola femminile che comincia per consonante non si può dire: buon donna, buon maestra sono forme inaccettabili, occorre dire buona. Poiché l’aggettivo buona si elide davanti a vocale, scriverò: buon’amica, buon’alimentazione. Per lo stesso motivo scriverò qual è, qual auspicio, qual amica, qual angoscia (senza l’apostrofo: posso dire infatti qual buon vento, qual cumulo di errori ed anche, al femminile, qual grazia, qual testardaggine). Scriverò invece pover’uomo, trattandosi di elisione (infatti non posso scrivere pover caro, pover figlio, bensì povero caro, povero figlio). Quanto a un artista, se si tratta di un uomo lo scriverò così, senza apostrofo (in quanto posso dire un cane, un leone), ma scriverò un’artista(= una artista) se si tratta di una donna (appunto perché non posso dire un donna, un sedia, bensì una donna, una sedia).
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giovedì 5 dicembre 2013
Addio Madiba
"Nessuno è nato schiavo, né signore, né per vivere in miseria, ma tutti siamo nati per essere fratelli"
"Solo gli uomini liberi possono negoziare; i prigionieri non possono stipulare contratti. La tua e la mia libertà non possono essere separate"
"Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso"
"Non c'è nessuna strada facile per la libertà"
Primo presidente nero del Sudafrica - Premio Nobel per la pace.
Ciao Madiba.
Ci ha lasciato Nelson Mandela.Un uomo che sorrideva.
Sempre.
(caterpillar)
(dallo stato di FB di Barbara Bianchi)
Invictus
Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come un pozzo da un polo all'altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per la mia anima invincibile.
Nella feroce morsa delle circostanze
Non ho arretrato né gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma non chino.
Oltre questo luogo d'ira e lacrime
Incombe il solo Orrore delle ombre,
E ancora la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.
Non importa quanto stretto sia il passaggio,Invictus, di William Ernest Henley, poesia che, disse Mandela, gli diede forza e ispirazione nel corso della sua lunga detenzione in carcere...
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima."
(dallo stato di FB di Barbara Bianchi)
Out of the night that covers me,
Black as the pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.
In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.
Beyond this place of wrath and tears
Looms but the Horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds and shall find me unafraid.
It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate:
I am the captain of my soul.
Ed in rete c'è anche qualche giornalista incapace...indovinate dove lavora?
Imbecillità allo stato brado...#Mandela pic.twitter.com/zyTVTLAbSc
— Gibo Gori (@GibGalad) 5 Dicembre 2013
Altra perla trovata su Twitter...
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