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domenica 25 maggio 2014

Non disponibile (?!?)


Incredibile la mancanza del sito di Repubblica!

Ovviamente per i candidati degli altri partiti le informazioni ci sono tutte...

Del resto per "La Stampa" Rimini è ancora in provincia di Forlì... ma sempre meglio che "non disponibile"...

venerdì 23 maggio 2014

A me lo chiedi?

martedì 20 maggio 2014

#GrilloinVespa


domenica 1 dicembre 2013

La modesta proposta di Beppe Grillo al V3DAY - OLTRE

venerdì 23 agosto 2013

Monopoli senza prigione

INCREDIBILE MA VERO!!!

Il pdmenoelle si interessa da sempre di giochi di società.
Proprietà immobiliari, banche, assicurazioni, imprese pubbliche come le Ferrovie e le Aziende del Gas o dell'Elettricità sono il suo pane quotidiano, da Penati al Monte dei Paschi di Siena.
Giocatori professionisti.
Nessuno può mettere in discussione l'esperienza accumulata dai post-democristicomunisti dal dopoguerra.
Per i monopoli hanno un talento naturale.
Quindi, forti di questa autorità, hanno scritto all'ambasciatore degli Stati Uniti per chiedere conto dei cambiamenti nel gioco del Monopoli.

I deputati del pdmenoelle Michele Anzaldi, Marina Berlinghieri, Matteo Biffoni, Luigi Bobba, Lorenza Bonaccorsi, Federico Gelli ed Ernesto Magorno non le hanno mandate a dire: 
“In questi giorni, e contraddicendo la chiave etica del presidente Obama, l’azienda statunitense Hasbro starebbe per lanciare la nuova versione dello storico gioco da tavolo Monopoly. Stavolta però le tradizionali proprietà immobiliari sono sostituite da pacchetti azionari di grandi multinazionali. Si passa dall’acquisto di immobili alla speculazione in Borsa e inoltre, novità decisamente preoccupante, sarebbe stata abolita la casella della prigione. Mentre la Casa Bianca pone l’accento contro le frodi dei titoli e gli abusi degli strumenti finanziari, il Monopoly, gioco che da generazioni alfabetizza i giovani sui meccanismi del libero mercato, torna ad esaltare la turbo economia che ha aperto la crisi finanziaria 2008, con il messaggio diseducativo che, in caso di violazione delle regole, non si viene puniti”, i deputati avrebbero chiesto all’ambasciatore di “valutare eventuali provvedimenti delle autorità competenti o comunque una posizione critica sul nuovo Monopoly, gioco distribuito in tutto il mondo e quindi anche in Italia”.

Beh, i pdimenoellini non hanno tutti i torti, come si può eliminare la casella della prigione senza consultarli?
Loro che hanno votato l'indulto, l'eliminazione del falso in bilancio, le prescrizioni di ogni forma e colore. Senza il pdmenoelle le carceri italiane strariperebbero di politici e colletti bianchi.
D'Alema è un esperto di levatura internazionale. Perchè l'Hasbro non lo ha interpellato?
Gli avrebbe offerto una consulenza gratis.
Al posto della Prigione, a scelta, la Grazia, l'Impunità, l'Agibilità Politica, l'Immunità, la Prescrizione, la Cancellazione del reato, il Ricorso alla Corte Costituzionale, il Vizio di Forma, la Clemenza.
E' il Monopoli all'italiana.
Prima regola del gioco:"Il politico in Prigione non ci finisce mai".

lunedì 29 aprile 2013

Il Letta Primo


Chi sono da Repubblica.it

Presidente del consiglio dei ministri: Enrico Letta

  1. Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio - Filippo Patroni Griffi
  2. Interni e Vicepremier- Angelino Alfano
  3. Difesa - Mario Mauro
  4. Esteri - Emma Bonino
  5. Giustizia - Anna Maria Cancellieri
  6. Economia - Fabrizio Saccomanni
  7. Riforme istituzionali - Gaetano Quagliariello
  8. Sviluppo - Flavio Zanonato
  9. Trasporti Infrastrutture - Maurizio Lupi
  10. Poliche Agricole - Nunzia Di Girolamo
  11. Istruzione, Università e ricerca- Maria Chiara Carrozza
  12. Salute - Beatrice Lorenzin
  13. Lavoro e Politiche sociali - Enrico Giovannini
  14. Ambiente - Andrea Orlando
  15. Beni culturali e Turismo- Massimo Bray
  16. Coesione territoriale - Carlo Trigilia
  17. Affari europei - Enzo Moavero Milanesi
  18. Affari regionali - Graziano Delrio
  19. Pari opportunità, sport, politiche giovanili - Josefa Idem
  20. Rapporti con il Parlamento - Dario Franceschini
  21. Integrazione - Cecile Kyenge
  22. Pubblica Amministrazione- Giampiero D'Alia



Ognuno la pensi come vuole, questo è il commento di Grillo e del M5S tutti gli altri giornali più o meno fanno un coro unanime:


Il commento di Grillo

E' ufficiale. Un banchiere all'Economia, Saccomanni, per salvare le banche. Un manichino parlante, Alfano, con incarico doppio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e Interni. Enrico Letta, capitan findus, lo stoccafisso scongelato, Il nipote di suo zio, il più amato dalla Goldman Sachs, come presidente. Lupi, la nipote di Fantozzi, ai Trasporti e alle infrastrutture, là dove volano gli appalti e la TAV in Val di Susa. Mauro, un filosofo ciellino alla Difesa degli F35. Una signora che ha frequentato il liceo classico, la Lorenzin, alla Sanità, leggerà Leopardi ("sempre caro mi fu quest'ermo colle") e Carducci in corsia. Franceschini a parlare con il Parlamento. De Girolamo, la moglie pdl del Boccia pdmenoelle, alle Politiche Agricole, l'inciucio nell'inciucio. Quagliarello alle Riforme Istituzionali, quello di "Eluana non è morta, è stata ammazzata" e ho detto tutto. La Bonino agli Esteri, la radicale più vicina allo psiconano, liberale, liberista e libertaria, mondialista e frequentatrice del Bildeberg. L'uddicino Giampiero D'Alia alla Pubblica Amministrazione, autore di un emendamento per obbligare i provider a oscurare siti, blog e social media su richiesta del ministero degli Interni, persino la Idem, una canoista tedesca (a quando un rugbista neozelandese?), e Zanonato, "l'uomo del muro di sinistra" allo sviluppo economico.
Questo governo ricorda un animale fantastico, mitologico, con molte teste ma un solo cervello con due emisferi separati: quello destro è Berlusconi che sarà prescritto, quello sinistro la finanza internazionale che spolperà l'Italia. Un club dei mostri, una famiglia Addams che ubbidisce allo schioccar di dita della BCE e delle agenzie di rating.

Come si diceva prima delle elezioni, faranno un governo PD e PDL con Monti, durerà poco e si tornerà presto a votare. In pratica abbiamo ancora la DC al governo.

Speriamo che facciano subito una nuova legge elettorale. Subito!
Poi di nuovo alle urne!!!

Inciucio, inciucio, inciucissimo checché ne dica Napo...

...e mentre il governo votava oggi, in piazza davanti al palazzo Ghigi c'è stata una sparatoria...che verrà sicuramente strumentalizzata...problema, reazione, soluzione...si sa a pensar male si fa peccato...






lunedì 22 aprile 2013

Re Giorgio II



"Cerchiamo anzitutto di riassumere quanto è accaduto negli ultimi mesi. Il successo elettorale conseguito dal MoVimento 5 Stelle è andato al di là di ogni realistica previsione: 163 parlamentari per una nuova forza politica rappresentano di per sé una vittoria. 
Il MoVimento avrebbe voluto cominciare a lavorare seriamente nel Parlamento, ma questo non è stato possibile.
Si è tentato di costringerlo a un voto di fiducia ad un governo a guida Bersani che con il senno di poi avrebbe implicato lo strangolamento dello stesso MoVimento.
Il PD era già sull’orlo del precipizio e il MoVimento sarebbe finito nel baratro insieme a lui.
Ecco perché la linea di non accettare l’accordo, un accordo finto perché mirante soltanto agli interessi del PD, era del tutto condivisibile.
Tuttavia si sarebbe potuto cominciare a operare e lavorare costruttivamente nel Parlamento e invece si è voluto impedire il funzionamento di quello che è il cuore della nostra democrazia.
E così un movimento che mira alla democrazia diretta ha dovuto farsi paladino della stessa democrazia rappresentativa tradita dagli altri partiti.
La crisi continuava e si avvitava su se stessa.
Il governo era in carica, ma il Parlamento paralizzato.
Tutto nell’attesa del nuovo Presidente della Repubblica e del conferimento di un nuovo incarico di governo.
Alle Quirinarie il MoVimento ha votato con il cuore e con la testa, proponendo come primi tre nomi una donna, Milena Gabanelli, e un uomo, Gino Strada, della società civile e un giurista di caratura internazionale, Stefano Rodotà. 
Alla fine dopo la rinuncia dei primi due candidati è subentrato il terzo, una delle figure più autorevoli della cultura giuridica nel nostro paese e che pur nella sua indipendenza (è stato un tempo uno degli indipendenti di sinistra) ha sempre appartenuto alla sinistra.
Sembrava quasi naturale che un partito sedicente di sinistra potesse convergere su questo nome.
Un uomo di quella levatura giuridica sarebbe stato comunque il garante di tutti e avrebbe svolto la sua funzione di super partes, fondamentale per un Presidente della Repubblica.
E invece hanno offerto al popolo italiano uno spettacolo indecoroso e, diciamolo pure, mortificante per le persone che sono state mandate al massacro: prima Marini e poi Prodi.
A questo punto non restava altro che constatare la completa dissoluzione, liquefazione di un partito, quello democratico, che sin dal suo inizio era attraversato da latenti contraddizioni.
Su questo deserto non c’era altra via per ricompattare quel che restava della partitocrazia che recuperare Re Giorgio.
Ma cosa è avvenuto nella votazione di ieri sera? Suscitando lo sdegno di tutti ieri Beppe Grillo ha parlato di un "colpo di Stato, che avviene furbescamente con l’utilizzo di meccanismi istituzionali".
Si tratta di un’affermazione che può sembrare del tutto inadeguata e addirittura pericolosa, così la giudica infatti tutta la stampa unanime, perché quando si parla di golpe siamo abituati a pensare a un colpo militare, a un cosiddetto pronunciamiento, per usare l’espressione della tradizione spagnola. Esistono tuttavia svariate tecniche del colpo di Stato, come già aveva mostrato Curzio Malaparte nel suo saggio del 1931.
Quello classico fu attuato da Luigi Bonaparte nel 1851 quando diede il colpo di grazia a quella Repubblica di cui lui stesso era Presidente per riuscire a farsi proclamare Imperatore di Francia.
La cosa è ben descritta in un celebre saggio di Karl Marx del 1852, Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte.
Ci fu in quel caso una violazione dell’assetto costituzionale esistente e un suo mutamento: il Presidente divenne Imperatore dei francesi.
Non è quello che è avvenuto ieri in Italia.
Il Presidente è restato Presidente, non è stato incoronato Imperatore, ma è il primo Presidente della storia repubblicana ad assumere due mandati contro quella che era sino ad oggi una consuetudine costituzionale, quella cioè contraria ad una rielezione del Presidente della Repubblica.
Inoltre è il primo Presidente della Repubblica ad essere applaudito in Parlamento, ma oggetto di una sollevazione popolare nelle piazze d’Italia.
Il Coup d’État per Gabriel Naudé, che per primo se ne occupò nel 1639 nelle sue Considérations politiques sur le Coup d’État, ha le più svariate caratteristiche e tende pure a confondersi con la “ragion di Stato”.
Ebbene è proprio questa ragion di Stato che ci ha consegnato ieri la rielezione di Napolitano.Lo stesso Napolitano d’altro canto qualche mese fa aveva messo in evidenza i rischi per la democrazia di un suo secondo mandato.
Riportiamo qui integralmente il testo di una lettera scritta da lui al quotidiano, oggi non più esistente, “Pubblico” e pubblicata il 28 settembre 2012:
“Caro direttore, Le scrivo per sgomberare – spero definitivamente – il campo da ogni ipotesi di ‘Napolitano bis’. Non è solo un problema di indisponibilità personale, facilmente intuibile, da me ribadita più volte pubblicamente. La mia è soprattutto una ferma e insuperabile contrarietà che deriva dal profondo convincimento istituzionale che il mandato (già di lunga durata) di Presidente della Repubblica, proprio per il suo carattere di massima garanzia costituzionale, non si presti a un rinnovo comunque motivato. Né tantomeno a una qualche anomala proroga.”. 
Evidentemente Napolitano ci ha ripensato.
La vecchia stagione del compromesso storico doveva concludersi con un inciucio storico ed è per questo, contraddicendo quanto da lui stesso affermato, che alla fine ha accettato il secondo mandato.
Non vi è dubbio che tutto sia avvenuto ancora una volta nel solco della legalità, ma la legalità in questo caso è diventata un’arma contundente con la quale si è voluto colpire il popolo italiano.
I partiti moribondi hanno ricevuto una boccata di ossigeno, ma avranno ancora qualche mese, al massimo un anno di vita, non di più, perché il virus del MoVimeno ha ormai infettato il loro corpo e non si riuscirà più a debellarlo." 

Paolo Becchi

sabato 20 aprile 2013

Caos 2 - bastava non votarli


E' accaduto l'impensabile.
Napo è stato rieletto presidente e lui invece che mandarli affanculo ha accettato.


Abbiamo votato due mesi fa per cambiare tutto e non è cambiato un cazzo!

Questo è il titolo della pagina di Repubblica.it. La foto dice tutto...



Si è dimessa tutta la segreteria del PD che va verso il congresso ed ora si parla di un governo del Presidente con a capo Amato per fare quello che hanno detto i 10 saggi...

Bastava non votarli...



venerdì 19 aprile 2013

Caos

Oggi, alla 4a votazione per l'elezione del Presidente della Repubblica, Prodi che doveva contare su tutto l'appoggio del PD ha preso meno di 400 voti. E nel PD è scoppiato ancora più caos del dopo flop di Marini.
Rosi Bindi si dimette dalla presidenza del PD, e mentre sto scrivendo questo post arriva la notizia che Bersani si è dimesso, dicendo: "Uno su quattro tra di noi è un traditore"

Sito di Repubblica
Come ha fatto Bersani a combinare tutto questo casino è una cosa che va oltre la mia comprensione.
Dopo aver corteggiato Grillo ed essere stato sbeffeggiato, ha provato ad andare verso B. proponendo Marini. E' è stato sputtanato dai suoi ed ha ottenuto la rivolta della base del PD con sedi occupate e manifestazioni in piazza.
Grillo gli dice, guarda Bersani che se votate Rodotà possiamo fare un governo insieme e questo propone Prodi che viene massacrato e lo cazzia pubblicamente.
Perché non vogliono votare Rodotà?
Per me due spiegazioni:
  1. sono tutti sotto ricatto di B.
  2. i cattolici della ex Margherita non vogliono Rodotà (non gli basta il Papa?).
 Adesso o vince Grillo e si elegge Rodotà o consegnano l'Italia a B.

Comunque grazie a Dio Prodi ce lo siamo risparmiato....

sabato 2 marzo 2013

1 3 13

Oggi è il primo di marzo 2013.
Vediamo di fare il punto.

Primo
Abbiamo votato e questi sono i risultati:


Affluenza
Senato della Repubblica 75,21%,
Camera dei Deputati 75,18%,
Lombardia regionali 76,69%,
Lazio regionali 72,08%, 
Molise regionali 61,62%.

CAMERA
Centro Sinistra (PD+Sel) 29,54% - seggi 345
Centro Destra (PDL ecc) 29,13% - seggi 124
M5S 25,55% - seggi 108
Lista Monti 10,54% - seggi 45
SENATO
Centro Sinistra (PD+Sel) 31,6% - seggi 120
Centro Destra (PDL ecc) 30,7% - seggi 117
M5S 23,8% -seggi 54
Lista Monti 9,1% - seggi 18


Un risultato clamoroso per il MoVimento 5 Stelle. Primo partito alla camera...il PD(-L) ha preso il 25,4...

Fuori Ingroia, IDV, Fare, Fini, ed un sacco di altri.


SECONDO
il Papa si è dimesso ed abbiamo la "sede vacante".


TERZO
il capo della polizia Manganelli ha avuto un emorragia celebrale ed è in ospedale.

Quindi...
Siamo senza governo,  Papa e capo della polizia...e quando ricapiterà?

L'Italia è come un assorbente interno...nel posto giusto nel momento sbagliato...


e qualcuno vuole smacchiare il Giaguaro...è stata una campagna bestiale...

mercoledì 6 febbraio 2013

Lettera agli italiani di Beppe Grillo

"L’Italia deve diventare una comunità, nessuno deve essere lasciato indietro.
E’ intollerabile, inumano, vedere le file di esodati, sfrattati, disoccupati alle mense della Caritas mentre chi ha sprofondato il Paese nella miseria si muove con la scorta, l’auto blu, senza alcuna preoccupazione economica.
I partiti sono i primi responsabili di questa situazione, hanno occupato lo Stato, lo hanno svenduto, spolpato da dentro.
Ora, queste persone si presentano, grazie ai giornali e alle televisioni che controllano, come i salvatori della patria, proprio loro che l’hanno affossata, usata per i loro interessi.
L’Italia ha le tasse tra le più alte del mondo, uno dei maggiori debiti pubblici, un tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, che ha fatto emigrare in pochi anni un milione e mezzo di ragazzi italiani, diplomati, laureati con il sacrificio dei loro genitori.
E’ ora di dire basta, questa commedia deve finire o finirà il Paese. Non abbiamo più tempo, dobbiamo mandarli tutti a casa. Tutti coloro che fanno parte di questo marcio sistema, devono andarsene, sparire, ma prima devono giustificare il loro eventuale arricchimento.
Io non chiedo il tuo voto, non mi interessa il tuo voto senza la tua partecipazione alla cosa pubblica, il tuo coinvolgimento diretto, se il tuo voto per il M5S è una semplice delega a qualcuno che decida al tuo posto, non votarci. Questo Paese lo possiamo cambiare solo insieme, non c’è alternativa.
Usciamo dal buio e torniamo a rivedere le stelle.
Lo Stato deve proteggere i cittadini o non è uno Stato, per questo va istituito il reddito di cittadinanza. Io sono Stato, tu sei Stato, noi siamo Stato. Riprendiamoci l'Italia."
Beppe Grillo

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