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sabato 28 febbraio 2015
Posso aiutarti mamma?
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Vivi come se dovessi morire domani. Pensa come se non dovessi morire mai
mercoledì 28 maggio 2014
A modo tuo
Sarà difficile diventar grande
prima che lo diventi anche tu
tu che farai tutte quelle domande
io fingerò di saperne di più
sarà difficile
ma sarà come deve essere
metterò via i giochi
proverò a crescere
Sarà difficile chiederti scusa
per un mondo che è quel che è
io nel mio piccolo tento qualcosa
ma cambiarlo è difficile
sarà difficile
dire tanti auguri a te
a ogni compleanno
vai un po' più via da me
A modo tuo
andrai
a modo tuo
camminerai e cadrai, ti alzerai
sempre a modo tuo
A modo tuo
vedrai
a modo tuo
dondolerai, salterai, cambierai
sempre a modo tuo
Sarà difficile vederti da dietro
sulla strada che imboccherai
tutti i semafori
tutti i divieti
e le code che eviterai
sarà difficile
mentre piano ti allontanerai
a cercar da sola
quella che sarai
A modo tuo
andrai
a modo tuo
camminerai e cadrai, ti alzerai
sempre a modo tuo
A modo tuo
vedrai
a modo tuo
dondolerai, salterai, cambierai
sempre a modo tuo
Sarà difficile
lasciarti al mondo
e tenere un pezzetto per me
e nel bel mezzo del
tuo girotondo
non poterti proteggere
sarà difficile
ma sarà fin troppo semplice
mentre tu ti giri
e continui a ridere
A modo tuo
andrai
a modo tuo
camminerai e cadrai, ti alzerai
sempre a modo tuo
A modo tuo
vedrai
a modo tuo
dondolerai, salterai, cambierai
sempre a modo tuo
Elisa
da L'Anima Vola 2013
Testo e musica di Ligabue
marito, padre, bancario, musicista, goliarda, blogger saltuario.
Vivi come se dovessi morire domani. Pensa come se non dovessi morire mai
venerdì 10 gennaio 2014
18 regole sull’uso di iPhone
Le ha scritte e imposte una madre americana al figlio tredicenne, come condizioni per regalarglielo a Natale
Janell Burley Hofmann vive a Cape Code (Massachusetts, Stati Uniti) con marito e cinque figli. Si occupa di programmi per migliorare i rapporti famigliari e tiene un proprio blog personale, i cui post sono anche pubblicati sullo Huffington Post. Per Natale ha deciso di regalare un iPhone al figlio tredicenne Gregory. Il regalo però era accompagnato da un vero e proprio contratto di 18 punti che il figlio ha dovuto sottoscrivere per ricevere e potere utilizzare lo smartphone. La lettera, scritta in modo simile ai veri contratti di licenza d’uso di Apple, contiene alcuni punti piuttosto severi e tassativi (gli orari di utilizzo, la consegna notturna ai genitori, il divieto di cercare contenuti porno), ma è per il resto un invito a usare il nuovo telefono in modo responsabile e intelligente, senza dipendenza. Il testo originale, che abbiamo tradotto qui di seguito, si trova sul blog di Hofmann.
Caro Gregory,
Buon Natale! Sei ora il fiero possessore di un iPhone. Accidenti! Sei un ragazzo di 13 anni bravo e responsabile e ti meriti questo regalo. Ma il regalo comprende alcune regole. Leggi bene il seguente contratto. Spero tu capisca che il mio compito è crescerti in modo che tu possa diventare un uomo sano ed equilibrato, che sa stare al mondo e coesistere con la tecnologia, ma non esserne dominato. Se non rispetterai queste regole metterò fine alla tua condizione di proprietario del telefono.
Ti voglio bene e non vedo l’ora di scambiare con te milioni di messaggi nei giorni a venire.
1. Il telefono è mio. L’ho comprato io. L’ho pagato io. In sostanza te lo sto prestando. Sono la migliore o no?
2. Saprò sempre la password.
3. Se suona, rispondi. È un telefono. Di’ “ciao”, sii educato. Non provare mai a ignorare una telefonata se sullo schermo vedi scritto “Mamma” o “Papà”. MAI.
4. Consegna prontamente il telefono a uno dei tuoi genitori alle ore 19.30 dei giorni di scuola e alle ore 21.00 nei fine settimana. Verrà spento per la notte e riacceso alle 7.30 del mattino. Se c’è un momento in cui non ti verrebbe da chiamare qualcuno sul suo telefono fisso perché temi che potrebbero rispondere i suoi genitori, allora non chiamare o non scrivere messaggi. Dai retta all’istinto e rispetta le altre famiglie, come noi vorremmo essere rispettati.
5. Il telefono non viene a scuola con te. Parlaci un po’ con le persone a cui normalmente mandi messaggi. Fa parte delle cose che si devono imparare nella vita. *Sui giorni in cui esci prima da scuola o i giorni di gita è necessaria una valutazione caso per caso.
6. Se il telefono cade nella tazza del water, va in pezzi cadendo a terra o svanisce nel nulla, sei responsabile del costo di sostituzione o riparazione. Taglia l’erba, fai il babysitter, metti da parte i soldi che ti regalano al compleanno. Se succede devi essere pronto.
7. Non usare la tecnologia per mentire, deridere o ingannare un altro essere umano. Non farti coinvolgere in conversazioni che possono fare del male a qualcun altro. Sii un buon amico e non ti mettere nei guai.
8. Non scrivere in un messaggio o una mail qualcosa che non diresti di persona.
9. Non scrivere in un messaggio o in una mail qualcosa che non diresti in presenza dei tuoi genitori. Cerca di censurarti, stacci attento.
10. Niente porno. Cerca sul web contenuti di cui parleresti anche con me. Se hai domande rispetto a qualsiasi cosa, chiedi a una persona – preferibilmente a me o a papà.
11. Spegnilo, rendilo silenzioso, mettilo via quando sei in pubblico. Specialmente al ristorante, al cinema e mentre parli con un altro essere umano. Non sei una persona maleducata, non permettere all’iPhone di trasformarti.
12. Non inviare e non chiedere foto delle tue parti intime o di quelle di qualcun altro. Non ridere. Un giorno sarai tentato di farlo, a dispetto della tua intelligenza. È rischioso e potrebbe rovinare la tua vita al liceo, all’università, della tua età adulta. Il cyberspazio è vasto e più potente di te. Ed è difficile far sparire le cose da questo spazio, inclusa una cattiva reputazione.
13. Non fare miliardi di foto e video. Non c’è bisogno di documentare tutto. Vivi le tue esperienze, rimarranno nella tua memoria per sempre.
14. Lascia il telefono a casa, qualche volta, e sentiti sicuro di questa decisione. Non è vivo e non è una tua estensione. Impara a fare senza. Sii più grande e potente della PDPQ, la paura di perdersi qualcosa.
15. Scarica musica nuova o classica o diversa da quella che ascoltano milioni di tuoi coetanei. La tua generazione ha un accesso alla musica senza precedenti nella storia. Approfittane, espandi i tuoi orizzonti.
16. Gioca a qualche gioco di parole o di logica che stimoli la tua mente, ogni tanto.
17. Tieni gli occhi aperti. Guarda cosa succede intorno a te. Guarda fuori dalla finestra. Ascolta il canto degli uccellini. Fai una passeggiata, parla con uno sconosciuto, fai lavorare la tua immaginazione senza Google.
18. Farai qualche casino. Ti ritirerò il telefono. Ci metteremo seduti e ne parleremo. Ricominceremo da capo. Io e te continuiamo a imparare cose nuove, giorno per giorno. Io sono dalla tua parte, sono nella tua squadra. Siamo insieme in questo.
Spero che tu possa essere d’accordo su questi punti. Molte delle “lezioni” che fanno parte della lista non si applicano soltanto all’iPhone, ma anche alla vita.
Stai crescendo in un mondo in continuo e veloce cambiamento. È eccitante e seducente. Tu cerca di non complicare le cose, ogni volta che puoi. Fidati della tua testa e del tuo grande cuore, più che di ogni apparecchio. Ti voglio bene. Goditi il tuo nuovo favoloso iPhone.
Buon Natale!
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domenica 5 gennaio 2014
Un decalogo per il papà
2- Il padre deve soprattutto esserci. Una presenza che significa “voi siete il primo interesse della mia vita”. Affermano le statistiche che, in media, un papà trascorre meno di cinque minuti al giorno in modo autenticamente educativo con i propri figli. Esistono ricerche che hanno riscontrato un nesso tra l’assenza del padre e lo scarso profitto scolastico, il basso quoziente di intelligenza, la delinquenza e l’aggressività. Non è questione di tempo, ma di effettiva comunicazione. Esserci, per un papà vuol dire parlare con i figli, discorrere del lavoro e dei problemi, farli partecipare il più possibile alla sua vita. E’ anche imparare a notare tutti quei piccoli e grandi segnali che i ragazzi inviano continuamente.
3 – Un padre è un modello, che lo voglia o no. Oggi la figura del padre ha un enorme importanza come appoggio e guida del figlio. In primo luogo come esempio di comportamenti, come stimolo a scegliere determinate condotte in accordo con i principi di correttezza e civiltà. In breve, come modello di onestà, di lealtà e di benevolenza. Anche se non lo dimostrano, anche se persino lo negano, i ragazzi badano molto di più a ciò che il padre fa, alle ragioni per cui lo fa. La dimostrazione di ciò che chiamiamo “coscienza” ha un notevole peso quando venga fornita dalla figura paterna.
4 – Un padre dà sicurezza. Il papà è il custode. Tutti in famiglia si aspettano protezione dal papà. Un papà protegge anche imponendo delle regole e dei limiti di spazio e di tempo, dicendo ogni tanto “no”, che è il modo migliore per comunicare: “ho cura di te”.
5 – Un padre incoraggia e dà forza. Il papà dimostra il suo amore con la stima, il rispetto, l’ascolto, l’accettazione. Ha la vera tenerezza di chi dice: “Qualunque cosa capiti, sono qui per te!”. Di qui nasce nei figli quell'atteggiamento vitale che è la fiducia in se stessi. Un papà è sempre pronto ad aiutare i figli, a compensare i punti deboli.
6 – Un padre ricorda e racconta. Paternità è essere l’isola accogliente per i “naufraghi della giornata”. E’ fare di qualche momento particolare, la cena per esempio, un punto d’incontro per la famiglia, dove si possa conversare in un clima sereno. Un buon papà sa creare la magia dei ricordi, attraverso i piccoli rituali dell’affetto. Nel passato il padre era il portatore dei “valori”, e per trasmettere i valori ai figli bastava imporli. Ora bisogna dimostrarli. E la vita moderna ci impedisce di farlo. Come si fa a dimostrare qualcosa ai figli, quando non si ha neppure il tempo di parlare con loro, di stare insieme tranquillamente, di scambiare idee, progetti, opinioni, di palesare speranze, gioie o delusioni?
7 – Un padre insegna a risolvere i problemi. Un papà è il miglior passaporto per il mondo ” di fuori”. Il punto sul quale influisce fortemente il padre è la capacità di dominio della realtà, l’attitudine ad affrontare e controllare il mondo in cui si vive. Elemento anche questo che contribuisce non poco alla strutturazione della personalità del figlio. Il papà è la persona che fornisce ai figli la mappa della vita.
8 – Un padre perdona. Il perdono del papà è la qualità più grande, più attesa, più sentita da un figlio. Un giovane rinchiuso in un carcere minorile confida: “Mio padre con me è sempre stato freddo di amore e di comprensione. Quand'ero piccolo mi voleva un gran bene; ci fu un giorno che commisi uno sbaglio; da allora non ebbe più il coraggio di avvicinarmi e di baciarmi come faceva prima. L’amore che nutriva per me scomparve: ero sui tredici anni… Mi ha tolto l’affetto proprio quando ne avevo estremamente bisogno. Non avevo uno a cui confidare le mie pene. La colpa è anche sua se sono finito così in basso. Se fossi stato al suo posto, mi sarei comportato diversamente. Non avrei abbandonato mio figlio nel momento più delicato della sua vita. Lo avrei incoraggiato a ritornare sulla retta via con la comprensione di un vero padre. A me è mancato tutto questo”.
9 – Il padre è sempre il padre. Anche se vive lontano. Ogni figlio ha il diritto di avere il suo papà. Essere trascurati o abbandonati dal proprio padre è una ferita che non si rimargina mai.
10 – Un padre è immagine di Dio. Essere padre è una vocazione, non solo una scelta personale. Tutte le ricerche psicologiche dicono che i bambini si fanno l’immagine di Dio sul modello del loro papà. La preghiera che Gesù ci ha insegnato è il Padre Nostro. Una mamma che prega con i propri figli è una cosa bella, ma quasi normale. Un papà che prega con i propri figli lascerà in loro un’impronta indelebile.
(di Bruno Ferrero)
Trovata dalla mia mogliettina sul web...
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martedì 26 novembre 2013
LETTERA DI ABRAHAM LINCOLN ALL'INSEGNANTE DI SUO FIGLIO
But teach him also that for every scoundrel (1)
there is a hero; that for every selfish politician, there is a dedicated leader.
there is a hero; that for every selfish politician, there is a dedicated leader.
Teach him that for every enemy there is a friend.
It will take time, I know; but teach him, if you can, that a dollar earned is of far more value than five pound.
Teach him to learn to lose and also to enjoy
winning.
winning.
Steer (2) him away from envy' (3) if you can, teach him the secret of quiet laughter.
Let him learn early that the bullies (4) are the easiest to lick (5).
Teach him, if you can, the wonder of books.
But also give him quiet time to ponder the eternal mystery of birds in the sky, bees in the sun, and flowers on a green hillside.
In school, teach him it is far more honourable to fall than to cheat.
Teach him to have faith in his own ideas, even if everyone tells him they are wrong.
Teach him to be gentle with the gentle, and tough with the tough.
Try to give my son the strength not to follow the crowd when everyone is getting on the bandwagon (6).
Teach him to listen to all men; but teach him also to filter all that he hears on a screen of truth, and take only the good that comes through.
Teach him, if you can, how to laugh when he is sad. Teach him there is no shame in tears.
Teach him to scoff (7) at cynics (8) and to beware of too much sweetness.
Teach him to sell his brawn and brain (9) to the highest bidders (10), but never to put a price tag on his heart and soul.
Teach him to close his ears to a howling mob (11) and to stand and fight if he thinks he is right.
Treat him gently, but do not cuddle him, because only the test of fire makes fine steel.
Let him have the courage to be impatient; let him have the patience to be brave.
Teach him always to have sublime faith in himself, because then he will always have sublime faith in mankind.
This is a big order (12), but see what you can do.
He is such a fine little fellow, my son!
Abraham Lincoln
1. crook 2. guide 3. Jealousy 4. people who used strength or power to frighten or hurt the weaker ones. 5. beat , defeat. 6. supporting those principles, candidates etc. that are more popular or most likey to succeed. 7. make fun of, ridicule 8. people who have no faith in human values 9. physical and mental strength 10. those who offer the highest price at an auction 11. crowd 12. difficult demand
Abraham Lincoln
1. crook 2. guide 3. Jealousy 4. people who used strength or power to frighten or hurt the weaker ones. 5. beat , defeat. 6. supporting those principles, candidates etc. that are more popular or most likey to succeed. 7. make fun of, ridicule 8. people who have no faith in human values 9. physical and mental strength 10. those who offer the highest price at an auction 11. crowd 12. difficult demand
TRADUZIONE trovata in rete....
Professore, lei dovrà insegnare al mio ragazzo che non tutti gli uomini sono giusti, non tutti dicono la verità;
ma la prego di dirgli pure che per ogni malvagio c’è un eroe, per ogni egoista c’è un leader generoso.
ma la prego di dirgli pure che per ogni malvagio c’è un eroe, per ogni egoista c’è un leader generoso.
Gli insegni, per favore, che per ogni nemico ci sarà anche un amico e che vale molto più una moneta guadagnata con il lavoro che una moneta trovata.
Lo lasci meravigliare del contenuto dei suoi libri, ma anche distrarsi con gli uccelli nel cielo, i fiori nei campi, le colline e le valli.
Nel gioco con gli amici, gli spieghi che è meglio una sconfitta onorevole di una vergognosa vittoria, gli insegni a credere in se stesso, anche se si ritrova solo contro tutti.
Gli insegni ad essere gentile con i gentili e duro con i duri e a non accettare le cose solamente perché le hanno accettate anche gli altri.
Gli insegni ad ascoltare tutti ma, nel momento della verità, a decidere da solo.
Gli insegni a ridere quando è triste e gli spieghi che qualche volta anche i veri uomini piangono.
So che le chiedo molto, ma veda cosa può fare, in fondo è un caro ragazzo, mio figlio.
Gli insegni a perdere, ma anche a saper godere della vittoria, lo allontani dall'invidia e gli faccia riconoscere l’allegria profonda di un sorriso silenzioso.
Lo lasci meravigliare del contenuto dei suoi libri, ma anche distrarsi con gli uccelli nel cielo, i fiori nei campi, le colline e le valli.
Nel gioco con gli amici, gli spieghi che è meglio una sconfitta onorevole di una vergognosa vittoria, gli insegni a credere in se stesso, anche se si ritrova solo contro tutti.
Gli insegni ad essere gentile con i gentili e duro con i duri e a non accettare le cose solamente perché le hanno accettate anche gli altri.
Gli insegni ad ascoltare tutti ma, nel momento della verità, a decidere da solo.
Gli insegni a ridere quando è triste e gli spieghi che qualche volta anche i veri uomini piangono.
Gli insegni ad ignorare le folle che chiedono sangue e a combattere anche da solo contro tutti, quando è convinto di aver ragione.
Lo tratti bene, ma non da bambino, perché solo con il fuoco si tempera l’acciaio.
Gli faccia conoscere il coraggio di essere impaziente e la pazienza di essere coraggioso.
Gli trasmetta una fede sublime in se stesso, perché solo così può avere fiducia nell'umanità.
So che le chiedo molto, ma veda cosa può fare, in fondo è un caro ragazzo, mio figlio.
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mercoledì 6 novembre 2013
Tutta la forza
Il padre guardava il suo bambino che cercava di spostare un vaso di fiori molto pesante.
Il piccolino si sforzava, sbuffava, brontolava, ma non riusciva a smuovere il vaso di un millimetro.
"Hai usato proprio tutte le tue forze?", gli chiese il padre.
"Sì", rispose il bambino.
"No", ribatté il padre, "perché non mi hai chiesto di aiutarti".
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mercoledì 16 ottobre 2013
Non opprimere i figli con l'idea della scuola (di Natalia Ginzburg)
http://www.interruzioni.com/ginzburgscuola.htm
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lunedì 30 settembre 2013
Come allevare figli delinquenti
1) Dai a tuo figlio tutto ciò che chiede. Crederà di avere il diritto di ottenere tutto ciò che desidera.
2) Ridi quando tuo figlio dice parolacce. Così si convincerà di essere molto spiritoso e aumenterà la dose. Crescerà pensando che la mancanza di rispetto è un divertimento.
3) Non sgridare mai tuo figlio per il suo cattivo comportamento. Crescerà pensando che non esistono regole nella società.
4) Raccogli tutto quello che tuo figlio mette in disordine. Crescerà credendo che gli altri debbano farsi carico delle sue responsabilità.
5) Non dargli alcuna educazione spirituale, religiosa e sociale, almeno finché non sia grande e possa decidere da se, preoccupandovi solo di farlo crescere pasciuto e soddisfatto. (Con la stessa logica, non si dovrebbe insegnargli l’italiano: da grande preferirà parlare bantù. Ndr)
6) Evitare l’uso del termine “male”, con la paura di creargli complessi di colpa e scrupoli di coscienza; Così da grande quando sarà giustamente punito per le sue colpe, crederà che la società è contro di lui e che lo perseguita.
7) Dai a tuo figlio tutto il denaro che chiede. Crescerà pensando che ottenere denaro è facile e non esiterà a rubare o imbrogliare per averlo.
8) Permettigli di vedere qualsiasi programma alla tv. Crescerà credendo che non ci sono differenze tra essere bambino e essere adulto.
9) Mettiti sempre dalla sua parte contro i vicini, i maestri, la polizia. Crederà che ciò che fa va sempre bene, sono ”gli altri” che sbagliano.
10) Quando si mette in un guaio serio, scusatevi con voi stessi dicendo: “Non sono mai riuscito a farlo rigare dritto”.
Seguendo queste semplici regole avrete la garanzia di tirare su un figlio delinquente e terremo pronta una cella per lui.
Dal Web Focus in”Dipartimento di Polizia di Houston, Texas”
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giovedì 12 settembre 2013
Insegnamenti
- "Prendi un piatto e tiralo per terra!"
- "Fatto!"
- "Si è rotto?"
- "Si"
- "Bene, ora chiedigli scusa..."
- "Scusa!"
- "È tornato come prima?"
- "No"
- "Ora capisci?"
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giovedì 29 agosto 2013
LETTERA DI UN ( ANZIANO) PADRE AL FIGLIO.
Se quando parlo con te ripeto sempre le stesse cose, non mi interrompere... ascoltami, quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia finché non ti addormentavi.
Quando non voglio lavarmi non biasimarmi e non farmi vergognare... ricordati quando dovevo correrti dietro inventando delle scuse perché non volevi fare il bagno.
Quando vedi la mia ignoranza per le nuove tecnologie, dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico ho avuto tutta la pazienza per insegnarti l'abc.
Quando ad un certo punto non riesco a ricordare o perdo il filo del discorso... dammi il tempo necessario per ricordare e se non ci riesco non ti innervosire: la cosa più importante non è quello che dico ma il mio bisogno di essere con te ed averti li che mi ascolti.
Quando le mie gambe stanche non mi consentono di tenere il tuo passo non trattarmi come fossi un peso, vieni verso di me con le tue mani forti nello stesso modo con cui io l'ho fatto con te quando muovevi i tuoi primi passi.
Quando dico che vorrei essere morto... non arrabbiarti, un giorno comprenderai che cosa mi spinge a dirlo.
Cerca di capire che alla mia età non si vive, si sopravvive.
Un giorno scoprirai che nonostante i miei errori ho sempre voluto il meglio per te che ho tentato di spianarti la strada.
Dammi un po' del tuo tempo, dammi un po' della tua pazienza, dammi una spalla su cui poggiare la testa allo stesso modo in cui io l'ho fatto per te.
Aiutami a camminare, aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza in cambio io ti darò un sorriso e l'immenso amore che ho sempre avuto per te.
Ti amo figlio mio.
Trovata su FB
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mercoledì 26 giugno 2013
Il conto
Una sera, mentre la mamma preparava la cena, il figlio undicenne si presentò in cucina con un foglietto in mano.
Con aria stranamente ufficiale il bambino pose il pezzo di carta alla mamma, che si asciugò le mani con il grembiule e lesse quanto vi era scritto:
- Per aver strappato le erbacce dal vialetto: 10 Euro
- Per aver riordinato la mia cameretta: 3 Euro
- Per essere andato a comprare il latte: 2 Euro
- Per aver badato alla sorellina (tre pomeriggi): 15 Euro
- Per ever preso due volte "ottimo" a scuola: 10 Euro
- Per aver portato fuori l'immondizia tutte le sere: 10 Euro
- Totale: 50 Euro
La mamma fissò il figlio negli occhi teneramente.
La sua mente si affollò di ricordi.
Prese una biro e, sul retro del foglietto, scrisse:
- Per averti portato in grembo 9 mesi: 0 Euro
- Per tutte le notti passate a vegliarti quando eri ammalato: 0 Euro
- Per tutte le volte che ti ho cullato quando eri triste: 0 Euro
- Per tutte le volte che ho asciugato le tue lacrime: 0 Euro
- Per tutto quello che ti ho insegnato giorno dopo giorno: 0 Euro
- Per tutte le colazioni, i pranzi, le merende, le cene, e i panini che ti ho preparato: 0 Euro
- Per tutti i pantaloni e le magliette che ti lavo e ti stiro: 0 Euro
- Per la vita che ti do ogni giorno: 0 Euro
- Totale: 0 Euro
Quando ebbe terminato, sorridendo la mamma diede il foglietto al figlio.
Quando il bambino ebbe finito di leggere ciò che la mamma aveva scritto, due lacrime fecero capolino nei suoi occhi.
Girò il foglio e sul suo conto scrisse: "Pagato".
Poi saltò al collo della madre e la sommerse di baci.
Quando nei rapporti personali e famigliari si cominciano a fare i conti, è tutto finito.
L'amore o è gratuito o non è amore.
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mercoledì 25 aprile 2012
Lettera di un figlio a tutti i genitori del mondo
Non darmi tutto quello che ti chiedo. A volte chiedo solo per riscontrare quanto posso prendere
Mantieni le promesse, belle o brutte. Se prometti un premio, dammelo e comportati così anche con le punizioni.
Non mi paragonare a nessuno, specialmente a mio fratello o a mia sorella; se mi fai apparire migliore di altri, qualcuno soffrirà; se mi fai apparire peggiore di altri, sarò io a soffrire.
Non cambiare parere così spesso su ciò che devo fare; deciditi e mantieni la tua decisione.
Permettimi di crescere, fidandoti delle mie capacità. Se fai tutto al mio posto, io non potrò imparare mai.
Non dire bugie in mia presenza, e non mi piace nemmeno che tu mi chieda di dirle al tuo posto, neanche per darti una mano. Questo mi fa sentire male e perdere la fiducia in tutto ciò che dici.
Quando sbaglio non esigere che ti dica il perché. A volte non lo so neanche io.
Quando sbagli ammettilo. Questo aumenterà la mia stima in te, mi insegnerai così ad ammettere i miei sbagli.
Non chiedermi di fare una cosa, che invece tu non fai; io imparerò a fare sempre quello che tu fai, anche so non lo dici, ma non farò mai ciò che dici e non fai.
Quando voglio condividere una mia preoccupazione con te, non dirmi "non ho tempo per queste stupidaggini", oppure "non ha importanza, sono cose da ragazzi".
Cerca di capirmi e di aiutarmi.
Amami e dimmelo.
A me piace sentirmelo dire, anche se tu credi che non sia necessario dirmelo.
Abbracciami, ho bisogno di sentire la tua amicizia, la tua compagnia, in ogni momento.
Mantieni le promesse, belle o brutte. Se prometti un premio, dammelo e comportati così anche con le punizioni.
Non mi paragonare a nessuno, specialmente a mio fratello o a mia sorella; se mi fai apparire migliore di altri, qualcuno soffrirà; se mi fai apparire peggiore di altri, sarò io a soffrire.
Non cambiare parere così spesso su ciò che devo fare; deciditi e mantieni la tua decisione.
Permettimi di crescere, fidandoti delle mie capacità. Se fai tutto al mio posto, io non potrò imparare mai.
Non dire bugie in mia presenza, e non mi piace nemmeno che tu mi chieda di dirle al tuo posto, neanche per darti una mano. Questo mi fa sentire male e perdere la fiducia in tutto ciò che dici.
Quando sbaglio non esigere che ti dica il perché. A volte non lo so neanche io.
Quando sbagli ammettilo. Questo aumenterà la mia stima in te, mi insegnerai così ad ammettere i miei sbagli.
Non chiedermi di fare una cosa, che invece tu non fai; io imparerò a fare sempre quello che tu fai, anche so non lo dici, ma non farò mai ciò che dici e non fai.
Quando voglio condividere una mia preoccupazione con te, non dirmi "non ho tempo per queste stupidaggini", oppure "non ha importanza, sono cose da ragazzi".
Cerca di capirmi e di aiutarmi.
Amami e dimmelo.
A me piace sentirmelo dire, anche se tu credi che non sia necessario dirmelo.
Abbracciami, ho bisogno di sentire la tua amicizia, la tua compagnia, in ogni momento.
marito, padre, bancario, musicista, goliarda, blogger saltuario.
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