domenica 30 gennaio 2011

Siamo dei

Siamo dei e ci muoviamo nello spazio profondo,
corriamo dietro ai tuoni, ci pettiniamo,
e aspettiamo la fine del mondo...
mentre tu, pover’uomo, non sei niente di speciale
devi anche lavorare e poi chiedere perdono!
Siamo dei, figli del sole
invece tu chi sei, tuo padre è stato il dolore.

Un momento, un momento, ho anch’io qualche argomento:
ho un amico che è un campione di rock e riesce a ballare
per tre giorni e tre notti senza doversi fermare
ed un’altro che ha la voce da basso e con una mira
che ti stacca la coda di un cane con un sasso, se lo tira!
E poi ho un grande amore, un amore di ragazza che mi aspetta
e se non torno esce pazza dal dolore poveretta.
Ed ogni estate do il mio voto e vado al mare
e resto nudo tutto il giorno
fa molto bene abbronzarsi e puoi nuotare,
se mi vedessi quando torno!

Ma cosa credi di fare, dove credi d’andare?
Non hai più aria per poter respirare!
Non c’è più nessuno che ti possa aiutare!
Ed ogni giorno che, che vola via,
scopri di avere una nuova malattia.

Oh! Oh! Oh! Oh! Brutto uccello,
ti ha mai detto nessuno che un dio
dovrebbe essere più bello!
e e e poi non ho capito l’ultima riga
non sarà che a stare sempre nello spazio
hai imparato a portar sfiga.
Oh ...! Su quale giornale scrivi?
Noi non siamo ancora morti,
se possiamo guardarci in faccia
vuol dire che siamo ancora vivi.

Siamo dei e la tua vita è un inferno
o qualcosa di più atroce.
Potresti vivere anche tu in eterno,
se ti pentissi e se abbassassi un pò la voce.

Oh! Oh! Oh! Oh! Brutta specie di aeroplano
ma non ti accorgi che stando in alto
vedi il mondo da lontano,
e per che cosa mi dovrei pentire
di giocare con la vita e di prenderla per la coda,
tanto un giorno dovrà finire
e e e poi, all’eterno ci ho già pensato,
era eterno anche un minuto, ogni bacio ricevuto
dalla gente che ho amato.

1980

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