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domenica 7 luglio 2013

Nota di un medico..."io so chi è lei"


Quel giorno, al pronto soccorso dove lavoravo, era una mattinata movimentata, quando un anziano signore di circa ottant'anni arrivò per farsi rimuovere dei punti da una ferita al pollice.
Disse che aveva molta fretta perché aveva un appuntamento urgente alle ore 9.00. 

Gli rilevai la pressione e lo feci sedere, sapendo purtroppo che sarebbe passata oltre un’ora prima che qualcuno lo avesse potuto vedere.

Lo vedevo nervoso continuamente a guardare il suo orologio, e decisi, poiché non avevo impegni con altri pazienti, che mi sarei occupato io della sua ferita.

Mi sembrava guarita, e allora andai a prendere gli strumenti necessari per rimuovere la sutura e per medicargliela.

Mentre mi prendevo cura di lui, gli chiesi se per caso avesse un altro appuntamento medico dato che aveva tanta fretta. 


L’anziano signore mi rispose che doveva andare alla casa di cura per far colazione con sua moglie.

M’informai circa la salute della moglie e lui mi raccontò che era affetta da molto tempo da Alzheimer.

Gli chiesi se per caso la moglie si preoccupasse qualora lui facesse un po’ tardi, e mi rispose che lei non lo riconosceva più, ormai da cinque anni.

Ne fui sorpreso, e gli dissi:
“E ancora ogni mattina lei va a trovarla, anche se sua moglie non la riconosce più?”

L’uomo sorrise e mi batté la mano sulla spalla dicendo:

”Lei non sa più chi sono io, ma io – continuò con una lacrima che gli scendeva dagli occhi aperti e vivissimi – io so ancora perfettamente chi è lei!”

Dovetti trattenere le lacrime…Avevo la pelle d’oca e pensai:

“Questo è il genere di amore che voglio nella mia vita”.

Il vero amore non è né fisico né romantico.
Il vero amore è l’accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà.


Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno.

La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia.

Sii più gentile del necessario, perché ciascuna delle persone che incontri sta combattendo qualche sorta di battaglia.



dal WEB

Mancanze


“Nonna, ti manca tanto nonno?”
“Che domanda sciocca tesoro, certo che mi manca.”
“Cosa ti manca di piú di lui?”
... “I baci, la sua risata, le litigate…”
“Le litigate?”
“Si, sopratutto le litigate.”
“E perchè?”
“Perchè vedi tesoro, quando ti manca una persona, ti mancano i suoi pregi e i suoi difetti. Tuo nonno mi manca, nel vero senso della parola. Mancare. Non si poteva utilizzare un termine più adatto.”
“Spiegati meglio.”
“Hai presente la sensazione che provi quando perdi un autobus? Quando arrivi troppo tardi ad un appuntamento? Quando devi buttare il tuo vestito preferito? Quando litighi con una persona speciale?”
“Si.”
“Ecco, unisci questi sentimenti.”
“Tu provi questo?”
“Ogni giorno.”
“E come fai a sopravvivere, con questo vuoto dentro?”
“E’ facile, basta pensare che lui sia qui con me.”
“In che senso?”
“Ad esempio, quando la casa e’ troppo silenziosa, mi immagino la risata di tuo nonno che rimbomba per le stanze. Mi siedo sul divano, osservo la poltrona dove si sedeva, e cerco di immaginarlo mentre guarda la televisione, o mentre ascolta la sua canzone preferita: ‘Volare’. Dovevi vederlo. Appena metteva su il disco, si alzava di scatto e si inginocchiava di fronte a me. ‘Vieni a volare con me?’ e i suoi occhi si illuminavano di gioia. Mi posava delicatamente la mano sui fianchi, avvicinava la sua bocca al mio orecchio e mi sussurrava: ‘sei la mia canzone preferita.’
Lo amavo, sempre. Anche quando mi urlava che voleva andare via da questa casa, anche quando mi faceva piangere. Il suo profumo di fumo mischiato al gelsomino; il suo carattere dolce e scorbutico; i suoi occhi marroncino che ti ricordavano l’autunno; non c’e’ una cosa che non mi manchi.”
“Anche a me manca molto.”
“Fai come me “
“Non ne sono capace.”
“Ma tesoro, è così semplice! Basta chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare; chiudi gli occhi.”
“Fatto.”
“Ora pensa a qualche suo ricordo bello.”
“Sì.”
“Apri gli occhi.”



“Lo vedi?”
“Lo vedo, ti sta tenendo la mano.”