sabato 31 ottobre 2015
Intanto in Germania...
marito, padre, bancario, musicista, goliarda, blogger saltuario.
Vivi come se dovessi morire domani. Pensa come se non dovessi morire mai
venerdì 30 ottobre 2015
Riassunto della settimana
Rossi vs Marquez
Marino 1 - Marino 2 - Marino 2
Carne Rossa
Io credo che Valentino Rossi abbia ragione: se tu mi entri dentro con la moto, a casa mia, io la pistola la uso sì, e...
Posted by Uomo Morde Cane on Martedì 27 ottobre 2015
Labels:
Carne Rossa,
Marino,
Moto,
Valentino Rossi
marito, padre, bancario, musicista, goliarda, blogger saltuario.
Vivi come se dovessi morire domani. Pensa come se non dovessi morire mai
domenica 25 ottobre 2015
5 CONSIGLI UTILI (?) PER CHI TROVA I LADRI IN CASA
Spara e uccide ladro in casa nel Milanese: 65enne indagato per omicidio volontario. Maroni: "Paghiamo noi l'avvocato"
Visto che sono cose che succedono ormai tutti i giorni, è bene conoscere alcuni utili consigli in caso di presenza di ladri a casa nostra.
Primo.
Occorre rimuovere filo spinato ed eventuali spuntoni di ferro per chi avesse un giardino. Qualora nello scavalcare il ladro si ferisse, verreste condannati per lesioni colpose, anche lesioni gravissime ove il ladro fosse poco agile. In sede civile sarete tenuti al risarcimento del danno.
Secondo.
Tenete conto che il ladro ha facoltà di entrare a casa vostra. Da quando la violazione di domicilio è stata depenalizzata, non è che il ladro abbia un vero e proprio diritto di entrare e sedersi a tavola con voi, ma se lo fa non viene punito. Quindi, prima di trattarlo male e prenderlo a male parole, considerate bene cosa dice la legge.
Terzo.
E' molto brutto svegliarsi e scoprire che c'è qualcuno in casa, le vostre reazioni potrebbero essere inconsulte e provocare danni. Meglio alla sera prendere camomille o tranquillanti, non farete brutti incontri, ci resterete solo un po' male al mattino, ma non capiterà nulla a voi. A loro non capita nulla in ogni caso, quindi è meglio così.
Quarto.
Certo che se poi il ladro entra nella vostra stanza e vi punta una torcia in faccia, finisce che vi svegliate. Se vi svegliate in quel modo, annebbiati, spaventati, ancora poco lucidi potreste reagire male. Se aveste una pistola, potreste anche sparare. Errore gravissimo, perché le regole sono diverse. Se a sparare siete voi derubati, vi andrebbe benissimo se finiste condannati a qualche anno per eccesso di legittima difesa (poi, usciti dal carcere, dovreste vedervela con i parenti e i complici del ladro). Si tratta quindi di valutare con calma e con attenzione con chi si ha a che fare. In quei pochi istanti dovrete capire se il ladro è armato, se è violento, se è drogato, se ha intenzione di uccidervi. Dopo l'analisi, e soltanto se avete accertato che si tratta dell'ultima ipotesi, forse vi verrà concesso di sparare, di striscio però e, attenzione, solo frontalmente. Perché se malauguratamente il ladro si girasse durante lo sparo e venisse colpito di schiena, un buon vent'anni di reclusione non ve li toglie nessuno. Tenete anche conto che se invece il vostro ladro fosse un po' strano o un po' pazzo e vi mandasse all'altro mondo, dopo un paio d'anni o in certi casi anche subito dopo, tornerebbe in libertà e ve lo ritrovereste, anzi, chiedo scusa, i vostri eredi se lo ritroverebbero, sotto casa.
Quinto.
Probabilmente questi consigli non sono granché soddisfacenti. E' vero. La soluzione migliore sarebbe andarsene di qui, dove tutto funziona all'incontrario, e farsi accogliere in un Paese normale. Il problema è che l'unico Paese che accoglie tutti è il nostro. Quelli normali hanno delle regole, e le fanno rispettare
Domenico (trovata su FB)
marito, padre, bancario, musicista, goliarda, blogger saltuario.
Vivi come se dovessi morire domani. Pensa come se non dovessi morire mai
mercoledì 27 maggio 2015
La selva oscura
Riporto un'altro pezzettino di storia oscura della seconda squadra di Milano...
Condividere il più possibile...e soprattutto non dimenticare...
Di seguto il link e l'articolo completo di Mario Gerevini su corriere.it
Hong Kong e Cayman, la selva oscura dell’Inter di Thohir
A monte della società finanziarie e paradisi fiscali. L’affare Merdeka e le quote delle holding del presidente in pegno
di Mario Gerevini
Contratti, finanziamenti, denaro che viaggia sull’asse Cayman-Thohir. L’affare Merdeka è una selva oscura nella nuova Inter del patron indonesiano. Ci porta in mezzo al Pacifico con rimbalzo a Hong Kong dove è germogliato un sistema di finanziarie, in parte sconosciute, che costituisce l’impianto societario a monte della società nerazzurra. Nessuna di esse ha dipendenti, né uffici operativi, solo un domicilio dove qualcuno ben pagato ritira la posta. Dunque Hong Kong è la base, Cayman la sponda. Qui è registrata la Merdeka Investment Ltd che ha preso in pegno le quote delle holding di Erick Thohir, la cui personale consistenza patrimoniale è sempre più un punto di domanda. La riservatezza regna sovrana. Gli argomenti di questo articolo sono stati anticipati lunedì via mail all’ufficio stampa dell’Inter e al gruppo Thohir per avere chiarimenti: nessuna risposta. Un mese fa, per dire, senza nulla comunicare la «International Sports Capital» di Hong Kong ha conferito la proprietà dell’Inter (70%) a un’omonima società italiana che potrebbe essere la porta d’ingresso di nuovi soci o un veicolo per emettere bond. La manovra è stata accompagnata da una perizia indipendente che valuta il 100% del gruppo FC Internazionale 296 milioni. Partiamo proprio dall’Inter per capire come si arriva nel paradiso fiscale del Pacifico. Thohir è entrato a novembre 2013 con un aumento di capitale da 75 milioni. Un anno fa con un’imponente manovra da 230 milioni, diretta da Goldman Sachs, è stato rifinanziato il debito dei nerazzurri al tasso variabile Euribor a tre mesi più spread del 5,5% e scadenza 2019. In pegno alle banche sono finite le principali quote del gruppo e tutti i marchi. Contestualmente (siamo tra maggio e giugno 2014) anche Thohir ha prestato soldi all’Inter: 22,3 milioni. Però a un tasso dell’8% annuo. Vuol dire portare a Giacarta, puliti, 1,78 milioni di interessi annui. Strana operazione per chi dovrebbe sopportare il rischio d’impresa e quindi, semmai, capitalizzare la sua società. La Fininvest, per esempio, ha tenuto in piedi il Milan versando 64 milioni in conto capitale solo nel 2014. E quando lo finanzia lo fa a tasso zero (22,5 milioni di cui una parte cancellati).
Il prestito erogato ai nerazzurri dalla International Sports Capital di Hong Kong scade dopodomani, il 29 maggio, ma con possibilità di proroga a richiesta scritta. A differenza di quanto appaia dall’organigramma sul sito ufficiale, Thohir non è solo presidente ma anche amministratore delegato con tutti i poteri. Quindi anche quelli di pilotare un rinnovo del finanziamento che gli garantirebbe altri 1,78 milioni. Coincidono il suo interesse e quello dell’Inter? L’affare Merdeka si mette in moto quando, nel maggio 2014, scatta il prestito all’Inter. Come se l’origine di quei soldi fosse Cayman. Ma può essere solo una coincidenza. Una serie di contratti di finanziamento vengono siglati dalla International Sports Capital, che ha il 70% dell’Inter, e dalla sua controllante Asian Sports Ventures con la Merdeka Investments. Le prime due appartengono alla lunga catena societaria che dall’Inter sale su fino all’ultimo gradino, Nusantara Sports Ventures, prima di vedere l’indonesiano in carne e ossa (curiosità: tutte le società di Hong Kong appartenenti a Thohir condividono la sede con quelle di Kenneth Huang il cinese che nel 2012 arrivò a un passo dal rilevare il 15% dell’Inter). Merdeka è un punto di domanda in mezzo al mare. Si sa che è gestita dal network di professionisti dell’Intertrust. Ma non si sa quanti soldi abbia pompato verso le holding di Thohir né di chi sia questo denaro, se dello stesso uomo d’affari, della sua famiglia (il fratello Garibaldi è numero 37 nel ranking indonesiano di Forbes) o di altri. In ogni caso oggi a Hong Kong sono registrati una serie di «Statement of particulars of charge» da cui risulta iscritto un pegno sulle due holding di Thohir a favore della società di Cayman e di una sua branch di Singapore. Il pegno è una garanzia che il creditore «incassa» se il debito non viene saldato. Il 15 novembre dell’anno prossimo scadono i tre anni che Thohir si è dato (e ha promesso) per risanare e rilanciare l’Inter. A crescere, per adesso, è la ragnatela di finanziamenti, pegni, holding e paradisi fiscali che avvolge il gruppo.
27 maggio 2015 | 08:17
© RIPRODUZIONE RISERVATAPiccola storia degli "onesti"....
Peccato originale
Erano i Moratti a spingere sul prezzo...
Di borsa non capivamo molto...
Labels:
calcio,
calciopoli,
indossatori,
Moratti,
Thohir
marito, padre, bancario, musicista, goliarda, blogger saltuario.
Vivi come se dovessi morire domani. Pensa come se non dovessi morire mai
sabato 28 febbraio 2015
Posso aiutarti mamma?
marito, padre, bancario, musicista, goliarda, blogger saltuario.
Vivi come se dovessi morire domani. Pensa come se non dovessi morire mai
Iscriviti a:
Post (Atom)



