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mercoledì 9 ottobre 2024

The new "Ipotiposi"

  «L’entusiasmo passivo, che rimuove i pericoli della ipertecnologizzazione, e per converso l’apocalittismo difensivo che rimpiange un’immagine del mondo trascorsa, impugnando un’ideologia della crisi che si percepisce come processo alla tecnica e al futuro intese come una minaccia»

«Si tratta di pensare: Pitagora, Dante, Petrarca, Botticelli, Verdi, insieme con Leonardo da Vinci e Galilei, Torricelli, Volta, Fermi, Meucci e Marconi, e al di là della declamazione dei grandi nomi della cultura umanistica e scientifica italiana, è necessario rifarsi a questa concezione circolare e integrale del pensiero e della vita che costruisce lo specifico della cultura»

Alessandro Giuli


Un fenomeno!


venerdì 31 dicembre 2010

La genesi dell'Ipotiposi - Ettore Petrolini - Gastone









Gastone, artista cinematografico, fotogenico al cento per cento, numero di centro per "varieté" "danseur" "diseur", frequentatore dei "Bal-tabarins", conquistatore di donne a getto continuo, uomo incredibilmente stanco di tutto, uomo che emana fascino, uomo rovinato dalla guerra.


Gastone, sei del cinema il padrone, 
Gastone
Gastone.
Gastone, ho le donne a profusione
e ne faccio collezione
Gastone
Gastone.
Sono sempre ricercato
per le filme più bislacche
perché sono ben calzato
perché porto bene il fracche
con la riga al pantalone…
Gastone
Gastone.
Tante mi ripetono: sei elegante!
Bello, non ho niente nel cervello!
Raro, io mi faccio pagar caro
specialmente alla pensione
Gastone
Gastone.




Questa camminata l'ho inventata io. (Attraversa il proscenio con un passo di danza che accompagna il "refrain" della canzone. Mostra il guanto attaccato all'altro, che è calzato) Anche questa è una cosuccia mia. E' una cosuccia senza pretensioni, ma è mia. Non l'ho fatta neanche registrare. E' di pubblico dominio. Altri, avrebbe precisato: "Made in Gastone…" E' una mia trovata e me la scimmiottano tutti i comiciattoli del varietà. I miei guanti bianco latte elegantissimi: guardateli! Però il guanto bianco latte è pericoloso… Una volta, sorbendo una tazza di latte, distrattamente mi sono bevuto un guanto… Quante invenzioni ho fatto io! Discendo da una schiatta di inventori, di creatori, di deformatori… quanta genialità nella mia famiglia! La cava del genio. Mio padre, per esempio, ha inventato la macchina per tagliare il burro. Cosa semplicissima: un pezzettino di legno alle cui estremità è attaccato un sottilissimo fil di ferro formante un arco.
Naturalmente, per questa invenzione, il mio genitore fu plagiato: soppresso il pezzo di legno, col solo filo - e nemmeno di ferro - han costruito lo strumento per tagliare la polenta… Poi è venuto un certo Marconi che ha abolito pure il filo. Mia madre? Anche lei una grande inventrice: anzitutto ha inventato me. Poi aveva il senso dell'economia sviluppato fino alla genialità: figuratevi, io mi chiamo Gastone. Ebbene, lei mi chiamava semplicemente Tone… per risparmiare il gas… Infatti il mio diminutivo è Tone… tutti mi chiamano Tone… quante donne si contenterebbero di magiare pan… e tone!… Al cinema tutti dicono mo vi è Tone! Eh! A me, m'ha rovinato la guerra, se non c'era la guerra a quest'ora stavo a Londra. Dovevo andare a Londra a musicare l'orario delle ferrovie. Perché io sono molto ricercato… ricercato nel parlare, ricercato nel vestire, ricercato dalla questura… A me mi ha rovinato la guerra, se non c'era la guerra a quest'ora stavo a Londra. Io sono molto ricercato, anche perché porto bene il frac. Io sono nato col frac. Gli altri quando portano il frac sembrano incartati. Io quando sono nato, mia madre mica mi ha messo le fasce, macché… mi ha messo un fracchettino… camminavo per casa sembravo una cornacchia. E adesso vi darò un saggio del mio ingegno:


Se l'ipotiposi del sentimento personale, prostergando i prolegomeni della mia
subcoscienza, fosse capace di reintegrare il proprio subiettivismo alla genesi delle concomitanze, allora io rappresenterei l'autofrasi della sintomatica contemporanea che non sarebbe altro che la trasmificazione esopolomaniaca…


Che ve ne pare? Che bel talento. Ma io non ci tengo né ci tesi mai.


Gastone
Sei davvero un bell'Adone!
Gastone
Gastone…
Gastone
Con un guanto a pendolone
Vado sempre a pecorone
Gastone - Gastone.
Ogni cuor si accende ed arde
Perché ci ho gli occhioni belli
Le basette a la Bonnard
Ed i gesti alla Borelli
Misterioso come Ghione
Gastone - Gastone.
Bice
Solo lei mi fa felice
Gemma
Ama solo la mia flemma
Rina
Lei per me la cocaina
Se la prende a colazione
pensando
a Gastone.



Dal nucleo del Bell'Arturo dei primi anni, Petrolini trae e sviluppa il personaggio di bel decadente demodé e lo fa vivere in un'intera commedia in due atti, dall'omonimo titolo (1924), rappresentata per la prima volta al Teatro Arena del Sole di Bologna. Il testo originale della macchietta, con cambi ed aggiunte, costituisce il primo quadro del secondo atto della commedia. Riportiamo una delle versioni più recitate (quella del 1929), con le manipolazioni, rispetto all'originale, dovute al confronto col pubblico; ma senza le correzioni dovute alla volontà di inserire Gastone come personaggio nell'ambiente della commedia.



sabato 13 febbraio 2010

Cos'è l'ipotiposi

Il termine ipotiposi (dal greco hypotýpōsis, «abbozzo, esposizione sommaria», derivato da hypotypóō, «plasmo, abbozzo»), ha diversi significati.
  • Come figura retorica, è la descrizione, verbale o scritta, di una persona, di un oggetto o di un avvenimento con una tale vivacità e ricchezza di particolari da offrirne quasi una rappresentazione visiva, secondo quanto afferma Quintiliano (Institutio oratoria IX, 2, 40): «expressa verbis ut cerni potius videatur quam audire».
  • In filosofia, Plotino (Enneadi VI, 3, 7, 20) usa il termine ipotiposi nel suo significato proprio di «abbozzo» contrapposto a exergasia, qui intesa come «elaborazione ben definita»: «εὶκόνων ή μέν τις ὐποτύπωσισ, ή δέ ὲξεργασία μᾶλλον», cioè «le immagini possono essere abbozzate o maggiormente definite». In questo significato di «abbozzo» il termine è usato nel titolo dell'opera di Sesto Empirico Ipotiposi pirroniane.
Anche Kant, nella Critica del Giudizio, distingue la ipotiposi schematica dalla ipotiposi simbolica, mediante la quale un'idea, in se stessa non rappresentabile sensibilmente, attraverso una analogia può essere mostrata in forma sensibile.


Per me l'ipotiposi è la summa di tutte le cose senza senso...

venerdì 1 gennaio 2010

L'Ipotiposi

Se l'ipotiposi del sentimento nazionale, postergando i prolegomeni della della critica evolutiva, riuscisse a far valere i suoi subitivismi sulla genesi delle concomitanze, si avrebbe così l'autofrasi della poligenesi sociale.
 D'altro canto, se consideriamo i fattori oggettivi della palingenetica obliterazione dell'io cosciente, scevri da ogni ulteriore remora morale, si giunge a dei voli prettamente pindarici.


La Genesi dell'Ipotiposi



La genesi dell'ipotiposi