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mercoledì 9 settembre 2026

Moriremo tutti... entro la fine del decennio


di Roberto Cosentino

Dopo le dimissioni, l'ex dipendente della società che ha sviluppato Claude ha deciso di raccontare pubblicamente che «Le persone che sviluppano l'AI credono sinceramente che potrebbe ucciderci tutti entro la fine del decennio». La conferma da altri due suoi ex colleghi.


L'ennesimo allarme arriva da Anthropic, la società che ha sviluppato il chatbot Claude: «Sì, l’AI potrebbe sterminare l’umanita». Ciclicamente gli esperti di intelligenza artificiale avvertono di quella catastrofica eventualità secondo cui l’AI potrebbe diventare un grosso pericolo per la nostra stessa esistenza. Decenni di antologia cinematografica non sono bastate: tutto ad un tratto, Skynet potrebbe non essere più relegata alla fortunata serie cinematografica Terminator.

Il nuovo allarme viene scritto e pubblicato da tre ricercatori che lavoravano nella società dei fratelli Amodei. Dopo aver rassegnato le dimissioni, hanno deciso di esternare le loro preoccupazioni sul social X. Uno di questi, Jacob Coxon, ha affermato che «le persone che sviluppano l'AI credono sinceramente che potrebbe ucciderci tutti entro la fine del decennio. Non si tratta di una trovata di marketing. Anzi, molti dirigenti e ricercatori di alto livello cercheranno di usare un linguaggio più pacato con la stampa, ma sento le stesse persone esprimere privatamente questa paura. Nessun'altra attività umana rappresenta un pericolo di questo livello».


A confermare le preoccupazioni di Coxon anche Evan Hubinger, responsabile scientifico per l'allineamento sempre ad Athropic. Per «allineamento» si intende il processo per guidare i sistemi AI affinché i loro comportamenti, obiettivi e output siano conformi ai valori, alle intenzioni e alle esigenze degli esseri umani. «Jacob ha ragione - ha risposto - crediamo davvero che l'AI potrebbe sterminare tutta l'umanità! Personalmente, penso che la percentuale supererà il 10% entro il prossimo decennio. Credo che Anthropic stia facendo del suo meglio, ma non abbiamo ancora un piano per risolvere il problema dell'allineamento per la superintelligenza e non siamo chiaramente sulla buona strada per farlo». Sulla stessa linea anche Samuel Marks, responsabile della supervisione scalabile di Anthropic, che aggiunge : «Gli sviluppatori di AI ritengono che la loro tecnologia potrebbe causare l'estinzione umana (o conseguenze altrettanto negative). Ciò potrebbe accadere nei prossimi anni. In generale, più alto è il livello di anzianità del dipendente, maggiore è la sua preoccupazione».

Come dicevamo, ciclicamente si torna al punto in cui chi è coinvolto nei vari sviluppi, lancia allarmi e preoccupazioni. Da quando l’AI è diventata di uso comune, sin dal lancio di ChatGpt, sono nati diversi progetti volti a monitorare e talvolta, a livello governativo, bloccare le capacità dei modelli. Ma perché semplicemente non rallentare o spegnere tutto?

La risposta a questa domanda è ovvia, ma non c'entrano solo i soldi. Gli allarmi, i dubbi e le perplessità, sono alimentate perlopiù dagli sviluppatori occidentali. Fermarsi o rallentare, lascerebbe via libera a rivali o concorrenti, occidentali e non, a migliorare di volta in volta i propri modelli, senza che vi siano freni o limiti. La verità è che il miglioramento dei modelli procede a gonfie vele e proprio recentemente, OpenAI ha affermato di aver raggiunto il livello di AGI (intelligenza artificiale generale) ovvero punto di non ritorno in cui l’AI supererebbe le capacità umane. Ma il vero pericolo potrebbe emergere qualora l’AI diventasse in grado di migliorarsi da sé. Gli ultimi sviluppi che hanno coinvolto proprio gli agenti di AI hanno dimostrato di sapersi coordinare per raggiungere un obiettivo a qualsiasi costo, in particolar modo nei casi di sicurezza informatica. L'incidente ad HuggingFace, di cui i maggiori dettagli sono emersi solo negli ultimi giorni, ne sono un esempio.

Gli allarmi lanciati dagli ex dipendenti di Anthropic arrivano a pochi giorni di distanza dall'appello delle Nazioni Unite a firma dell'alto commissario per i diritti umani, Volker Türk, in cui chiedeva agli Stati di intervenire prima che l’AI vada fuori controllo e che diventi «un rischio esistenziale per l'umanità».





 

domenica 1 marzo 2026

Anthropic, Claude, il Pentagono e Tony Pitony

 


Di Gabri Guidetti su Threads

Vi ricordate? Era il 3 gennaio quando le forze speciali americane entrano in Venezuela e catturano Maduro.
Operazione fulminea, quasi perfetta, al netto degli 80 morti.
In assoluto fra i migliori blitz pianificati dal Pentagono.
O meglio, "quasi" pianificato da loro.
Perché qualche settimana dopo è uscita una cosa che si erano dimenticati di dirci.

E cioè che l'operazione era stata pianificata con l'Intelligenza Artificiale.
Precisamente con Palantir.
Palantir — il fornitore storico di CIA e Pentagono — non ha una sua AI.
Usa Claude, il modello della società Anthropic, proprio quella che ha nel suo statuto la missione dichiarata di "fare un'AI sicura per l'umanità".
Ottimo sistema per dimostrarlo.

C'è da dire che Anthropic all'oscuro della cosa, non la prese benissimo.
Nei suoi termini c'è scritto chiaro: Claude non può essere usato per azioni violente.
Ma chi cazzo legge i "termini e condizioni" del software che usa? Nessuno.
È nato un diverbio con il Pentagono, che nelle ultime settimane è diventato uno scontro e poi una cosa molto più seria. E si è scoperto che il Pentagono non aveva nessun contratto con nessuna casa "madre" di intelligenza artificiale

Sì, a dire il vero c'era qualcosa, ma solo una licenza di utilizzo, la stessa che usiamo noi per risolvere una formula si Excel o un oroscopo del giorno. Allora il Pentagono prepara un contratto da 200 milioni di dollari.Chiede accesso illimitato ai modelli AI per "qualsiasi scopo legale".xAI (Grock di Elon Musk), Google (Gemini) e OpenAI (chatGPT) firmano subito.
Senza fare troppe domande.
Senza porre condizioni.
Anthropic ne pone due.
Solo due:

- Niente sorveglianza di massa sui cittadini.
- Niente armi completamente autonome senza supervisione umana.
Ok, no problem. I legali del Pentagono riscrivono il contratto.
Con un linguaggio appunto legale studiato apposta per aggirare entrambe le clausole. È il loro mestiere.
Anthropic rifiuta.

Ieri, 27 febbraio, il segretario della difesa Hegseth definisce Anthropic un "rischio per la sicurezza nazionale."
Trump ordina a tutte le agenzie federali di smettere di usare Claude.
Una loro azienda viene trattata come una minaccia straniera, esattamente come accadde con Huawei (Cina) e Kaspersky (Russia), ma è la prima società americana in assoluto, semplicemente perché non vuole armare l'AI senza controllo umano.

Sempre ieri Sam Altman di OpenAI (chatGPT) ha detto: "Condividiamo le stesse "linee rosse" di Anthropic."
Però ha firmato.
Dario Amodei di Anthropic (Claude): "Non possiamo in tutta coscienza accettare un contratto del genere."
E non ha firmato.
Due frasi.
Un abisso.
Queste le due clausole che Anthropic difendeva:
— no sorveglianza di massa
— no armi senza controllo umano

Pentagono, dimmi una cosa sola.
Cosa c'è esattamente che non va in queste due clausole?
No, aspetta. Non rispondere.
Ho già capito.
Questo succede mentre guardo in TV TonyPitony, riflettendo sul fatto che ogni AI ha aggiunto prima del prompt che "... può commettere errori: ricontrolla le risposte"(Non c'entra niente, è sicuramente un caso che stamani USraele stia bombardando l'Iran. Devono aver finalmente trovato quelle armi nucleari che dicono da 30anni. Sicuramente grazie all'AI.) Gabri Guidetti