domenica 9 gennaio 2011

Una lunga storia d'amore

Quando ti ho vista arrivare,
bella così come sei,
non mi sembrava possibile che
tra tanta gente che tu ti accorgessi di me.

È stato come volare
qui dentro camera mia
come nel sonno più dentro di te
io ti conosco da sempre e ti amo da mai.

Fai finta di non lasciarmi mai
anche se dovrà finire prima o poi
questa lunga storia d'amore

ora è già tardi ma è presto se tu te ne vai.

Fai finta che solo per noi due
passerà il tempo ma non passerà
questa lunga storia d'amore

...

Ora è già tardi ma è presto se tu te ne vai

È troppo tardi ma è presto se tu te ne vai.



Dalla colonna sonora del film "Una donna allo specchio"
(Paolo Quaregna, 1984) / Distribuito da CGD Messaggerie Musicali - Milano

Poi inserita nell'album "La Luna e il Sig. Hyde" 1984

Le passanti


Io dedico questa canzone
ad ogni donna pensata come amore
in un attimo di libertà
a quella conosciuta appena
non c'era tempo e valeva la pena
di perderci un secolo in più.

A quella quasi da immaginare
tanto di fretta l'hai vista passare
dal balcone a un segreto più in là
e ti piace ricordarne il sorriso
che non ti ha fatto e che tu le hai deciso
in un vuoto di felicità.

Alla compagna di viaggio
i suoi occhi il più bel paesaggio
fan sembrare più corto il cammino
e magari sei l'unico a capirla
e la fai scendere senza seguirla
senza averle sfiorato la mano.

A quelle che sono già prese
e che vivendo delle ore deluse
con un uomo ormai troppo cambiato
ti hanno lasciato, inutile pazzia,
vedere il fondo della malinconia
di un avvenire disperato.

Immagini care per qualche istante
sarete presto una folla distante
scavalcate da un ricordo più vicino
per poco che la felicità ritorni
è molto raro che ci si ricordi
degli episodi del cammino.

Ma se la vita smette di aiutarti
è più difficile dimenticarti
di quelle felicità intraviste
dei baci che non si è osato dare
delle occasioni lasciate ad aspettare
degli occhi mai più rivisti.

Allora nei momenti di solitudine
quando il rimpianto diventa abitudine,
una maniera di viversi insieme,
si piangono le labbra assenti
di tutte le belle passanti
che non siamo riusciti a trattenere.


Le passanti [Les passantes] incisa da Georges Brassens nel 1972
(Testo italiano Fabrizio De André - Musica di Jean Bertola, Testo originale tratto da una poesia di Antoine Pol


da "CANZONI" 1974


Canzone di notte n. 2







E un' altra volta è notte e suono,

non so nemmeno io per che motivo, forse perchè son vivo
e voglio in questo modo dire "sono"
o forse perché è un modo pure questo per non andare a letto
o forse perché ancora c'è da bere
e mi riempio il bicchiere..

E l' eco si è smorzato appena
delle risate fatte con gli amici, dei brindisi felici
in cui ciascuno chiude la sua pena,
in cui ciascuno non è come adesso da solo con sé stesso
a dir "Dove ho mancato, dov'è stato?",
a dir "Dove ho sbagliato?"

Eppure fa piacere a sera
andarsene per strade ed osterie, vino e malinconie,
e due canzoni fatte alla leggera
in cui gridando celi il desiderio che sian presi sul serio
il fatto che sei triste o che t'annoi
e tutti i dubbi tuoi...

Ma i moralisti han chiuso i bar
e le morali han chiuso i vostri cuori e spento i vostri ardori:
è bello ritornar "normalità",
è facile tornare con le tante stanche pecore bianche!
Scusate, non mi lego a questa schiera:
morrò pecora nera!

Saranno cose già sentite
o scritte sopra un metro un po' stantio, ma intanto questo è mio
e poi, voi queste cose non le dite,
poi certo per chi non è abituato pensare è sconsigliato,
poi è bene essere un poco diffidente
per chi è un po' differente...

Ma adesso avete voi il potere,
adesso avete voi supremazia, diritto e Polizia,
gli dei, i comandamenti ed il dovere,
purtroppo, non so come, siete in tanti e molti qui davanti
ignorano quel tarlo mai sincero
che chiamano "Pensiero"...

Però non siate preoccupati,
noi siamo gente che finisce male: galera od ospedale!
Gli anarchici li han sempre bastonati
e il libertario è sempre controllato dal clero, dallo Stato:
non scampa, fra chi veste da parata,
chi veste una risata...

O forse non è qui il problema
e ognuno vive dentro ai suoi egoismi vestiti di sofismi
e ognuno costruisce il suo sistema
di piccoli rancori irrazionali, di cosmi personali,
scordando che poi infine tutti avremo
due metri di terreno...

E un' altra volta è notte e suono,
non so nemmeno io per che motivo, forse perché son vivo
o forse per sentirmi meno solo
o forse perché a notte vivon strani fantasmi e sogni vani
che danno quell'ipocondria ben nota,
poi... la bottiglia è vuota...


Da Via Paolo Fabbri 43 - 1976




L'unico che consuma un litro per ogni ora di concerto!

sabato 8 gennaio 2011

Che coss'è l'amor

Che cos'è l'amor
chiedilo al vento
che sferza il suo lamento sulla ghiaia
del viale del tramonto
all'amaca gelata
che ha perso il suo gazebo
guaire alla stagione andata all'ombra
del lampione san soucì

che cos'è l'amor
chiedilo alla porta
alla guardarobiera nera
e al suo romanzo rosa
che sfoglia senza posa
al saluto riverente
del peruviano dondolante
che china il capo al lustro
della settima Polàr

Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
volteggio tutto crocco
sotto i lumi
dell'arco di San Rocco
ma s'appoggi pure volentieri
fino all'alba livida di bruma
che ci asciuga e ci consuma

che cos'è l'amor
è un sasso nella scarpa
che punge il passo lento di bolero
con l'amazzone straniera
stringere per finta
un'estranea cavaliera
è il rito di ogni sera
perso al caldo del pois di san soucì

Che cos'è l'amor
è la Ramona che entra in campo
e come una vaiassa a colpo grosso
te la muove e te la squassa
ha i tacchi alti e il culo basso
la panza nuda e si dimena
scuote la testa da invasata
col consesso
dell'amica sua fidata

Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
vampiro nella vigna
sottrattor nella cucina
son monarca e son boemio
se questa è la miseria
mi ci tuffo
con dignità da rey

Che cos'è l'amor
è un indirizzo sul comò
di un posto d'oltremare
che è lontano
solo prima d'arrivare
partita sei partita
e mi trovo ricacciato
mio malgrado
nel girone antico
qui dannato
tra gli inferi dei bar

Che cos'è l'amor
è quello che rimane
da spartirsi e litigarsi nel setaccio
della penultima ora
qualche Estèr da Ravarino
mi permetto di salvare
al suo destino
dalla roulotte ghiacciata
degli immigrati accesi
della banda san soucì

Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
vampiro nella vigna
sottrattor nella cucina
Son monarca son boemio
se questa è la miseria
mi ci tuffo
con dignità da rey

Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
volteggio tutto crocco
sotto i lumi dell'arco di San Rocco
Son monarca son boemio
se questa è la miseria
mi ci tuffo
con dignità da rey

da "Camera a sud" 1994

Vinicio Capossela  


Take it easy

Well, I'm running down the road
tryin' to loosen my load
I've got seven women on my mind,
Four that wanna own me,
Two that wanna stone me,
One says she's a friend of mine

Take It easy, take it easy
Don't let the sound of your own wheels
drive you crazy
Lighten up while you still can
don't even try to understand
Just find a place to make your stand
and take it easy

Well, I'm a standing on a corner
in Winslow, Arizona
and such a fine sight to see
It's a girl, my Lord, in a flat-bed Ford
slowin' down to take a look at me

Come on, baby, don't say maybe
I gotta know if your sweet love
is gonna save me
We may lose and we may win
though we will never be here again
so open up, I'm climbin' in,
so take it easy

Well I'm running down the road
trying to loosen my load,
got a world of trouble on my mind
lookin' for a lover
who won't blow my cover,
she's so hard to find

Take it easy, take it easy
don't let the sound of your own wheels
make you crazy
come on baby, don't say maybe
I gotta know if your sweet love
is gonna save me,

oh oh oh
Oh we got it easy
We oughta take it easy

Written by Jackson Browne and Glenn Frey in 1971 - released 1972

© SWALLOW TURN MUSIC


  • Glenn Frey: Lead vocals, acoustic guitar
  • Don Henley: Drums, backing vocals
  • Bernie Leadon: Lead guitar, banjo, backing vocals
  • Randy Meisner: Bass guitar, backing vocals

"Take It Easy" is a song written by Jackson Browne and Glenn Frey, and most famously recorded by the Eagles (with Frey singing lead vocals). It was the band's first single, released on May 1, 1972. It also was the opening track on the band's debut album Eagles and it has become one of their signature songs, included on all of their live and compilation albums. It is one of The Rock and Roll Hall of Fame's 500 Songs that Shaped Rock and Roll.

Browne originally began writing "Take It Easy" in 1971 for his own debut album. His friend and then-neighbor Frey heard an early version and liked it so much that Browne gave it to him for his new band. Frey finished the second verse (including the line "It's a girl, my Lord, in a flatbed Ford ...") and the resulting single climbed to #12 on the U.S. Billboard Hot 100. Bass player Randy Meisner sings the harmony vocal in the beginning of this verse with Frey, but drummer Don Henley is singing harmony at the end of the verse ("Though we will never be here again...). Bernie Leadon provides the lead guitar and distinctive banjo parts, as well as harmony vocals.

Jackson Browne later recorded the song as the lead track on his second album, For Everyman (1973). It has also been covered by several other artists including Billy Mize, Johnny Rivers, and Travis Tritt. Tritt's version, recorded for the tribute album Common Thread: The Songs of the Eagles, was released as a single in 1993, and peaked at #21 on the Billboard country music charts. The video for Tritt's version featured the Eagles lineup from 1978 to 1980 (precipitating the Eagles' regrouping for a new album and tour the following year).

The second verse of "Take It Easy" is set in the city of Winslow, Arizona, which responded by erecting a life-size bronze statue and mural commemorating the song, at the Standin' On The Corner Park. The statue stands near a lamp post, securing an acoustic guitar between his right hand and the shoe of his right foot. Above his head, a metal sign, crafted in the style of U.S. Route shields, displays the words "Standin' on the corner". The trompe-l'œil mural on the wall behind the statue is that of a storefront, and includes what would appear to be the reflection of a red Ford pickup truck driven by a blonde-haired woman. The second floor of the mural features an eagle perched in one of the windows.

The "corner" is actually that of North Kinsley Avenue and West 2nd Street (eastbound State Route 99) in downtown Winslow.



The "Take It Easy" statue and mural at 35°1'24.54" N, 110°41'53.02" W in Winslow, Arizona



Beh, sto correndo per la strada
Cercando di alleviare il mio fardello
Ho in mente sette donne
Quattro che vogliono possedermi
Due che vogliono lapidarmi
Una dice di essere mia amica

Non te la prendere, non te la prendere
Non lasciare che il suono delle tue stesse ruote ti faccia impazzire
Sii contento, intanto che puoi
Non cercare di capire
Trova solo un posto che ti vada bene
E non te la prendere

Beh, stavo ad un angolo di strada
A Winslow in Arizona
Ed era proprio una bella vista
Era una ragazza, mio Dio
In una Ford coi sedili ribaltabili
Che rallentava per darmi un'occhiata

Dai baby, non dire forse
Devo sapere se tu dolce amore mi salverai
Potremmo perdere e potremmo vincere
Anche se non saremo più qui
Per cui apri, sto entrando
E non te la prendere

Beh, sto correndo per la strada
Cercando di alleviare il mio fardello
Ho in mente un mondo di problemi
Cercando un'amante
Una che non mi soffi via le coperte
E' difficilissimo da trovare

Non te la prendere, non te la prendere
Non lasciare che il suono delle tue stesse ruote ti faccia impazzire
Dai, baby
Non dire forse
Devo sapere se il tuo dolce more mi salverà

Oh, l'abbiamo presa bene
Dovremmo prenderla bene