giovedì 27 gennaio 2011

Io che amo solo te


C'è gente che ha avuto mille cose,
tutto il bene, tutto il male del mondo.
Io ho avuto solo te
e non ti perderò,
non ti lascerò
per cercare nuove avventure.

C'è gente che ama mille cose
e si perde per le strade del mondo.
Io che amo solo te,
io mi fermerò
e ti regalerò
quel che resta
della mia gioventù.

Io ho avuto solo te
e non ti perderò,
non ti lascerò
per cercare nuove illusioni.

C'e' gente che ama mille cose
e si perde per le strade del mondo.
Io che amo solo te,
io mi fermerò
e ti regalerò
quel che resta
della mia gioventù

1962


Edizione: 
BMG Ricordi S.p.A.


lunedì 24 gennaio 2011

Dedicato alle donne intelligenti

Un mattino il marito torna dopo molte ore di pesca e decide di fare un sonnellino.

Anche  se non pratica del lago, la moglie decide di uscire in barca.

Accende il motore e si spinge ad una piccola  distanza:  spegne, butta l'ancora, e si mette a leggere il suo libro.

Arriva una  Guardia Forestale in barca.  Si avvicina e le dice:
"Buongiorno,  Signora. Cosa sta facendo?"

"Sto leggendo un libro" risponde lei  (pensando "non è forse ovvio?!?").
"Lei si trova in una Zona di  Pesca Vietata,"   le dice
"Mi dispiace,  agente, ma non sto pescando. Sto leggendo".

"Sì, ma ha tutta l'attrezzatura. Per quanto ne so  potrebbe cominciare
in qualsiasi momento. Devo portarla con me e  fare rapporto".

"Se lo fa, agente,  dovrò denunciarla per molestia  sessuale" dice la  donna.

"Ma se non l'ho nemmeno  toccata!" dice la Guardia Forestal.
"Questo è vero, ma possiede  tutta l'attrezzatura.
 Per quanto ne so potrebbe  cominciare in  qualsiasi momento."

“ Le auguro buona giornata signora." e la guardia se ne va.

MORALE: Mai discutere con una donna che legge. E'probabile che sappia anche pensare.


Immagini di Fabian Perez

giovedì 20 gennaio 2011

Via del Campo

Via del Campo c’è una graziosa
gli occhi grandi color di foglia
tutta notte sta sulla soglia
vende a tutti la stessa rosa.
 
Via del Campo c’è una bambina
con le labbra color rugiada
gli occhi grigi come la strada
nascon fiori dove cammina.

Via del Campo c’è una puttana
gli occhi grandi color di foglia
se di amarla ti vien la voglia
basta prenderla per la mano
e ti sembra di andar lontano
lei ti guarda con un sorriso
non credevi che il paradiso
fosse solo lì al primo piano.


Via del Campo ci va un illuso
a pregarla di maritare
a vederla salir le scale
fino a quando il balcone ha chiuso.

Ama e ridi se amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior

dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior.



Immagini di Fabian Perez

Authority dell'infanzia

Sergio Staino Giugno 2009
La vignetta e vecchia, ma è più che mai attuale.

Che profonda tristezza...ma B. si diverte...

Scelti a caso dal Corriere della Sera

mercoledì 19 gennaio 2011

Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers

Re Carlo tornava dalla guerra
lo accoglie la sua terra
cingendolo d'allor

al sol della calda primavera
lampeggia l'armatura
del sire vincitor.

Il sangue del principe e del Moro
arrossano il ciniero
d'identico color

ma più che del corpo le ferite
da Carlo son sentite
le bramosie d'amor

"se ansia di gloria e sete d'onore
spegne la guerra al vincitore
non ti concede un momento per fare all'amore,

chi poi impone alla sposa soave
di castità la cintura hai me grave
in battaglia può correre il rischio di perder la chiave".

così si lamenta il Re cristiano
s'inchina intorno il grano
gli son corona i fior

lo specchio di chiara fontanella
riflette fiero in sella
dei Mori il vincitor.

Quand'ecco nell'acqua si compone
mirabile visione
il simbolo d'amor,

nel folto di lunghe trecce bionde
il seno si confonde
ignudo in pieno sol 

"Mai non fu vista cosa più bella
mai io non colsi siffatta pulzella"
disse Re Carlo scendendo veloce di sella

"Deh cavaliere non v'accostate
già ad altri è gaudio quel che cercate
ad altra più facile fonte la sete calmate"

Sorpreso da un dire sì deciso
sentendosi deriso
Re Carlo s'arrestò

ma più dell'onor potè il digiuno
fremente l'elmo bruno
il sire si levò

codesta era l'arma sua segreta
da Carlo spesso usata
in gran difficoltà

alla donna apparve un gran nasone
e un volto da caprone
ma era sua maestà.

"Se voi non foste il mio sovrano"
Carlo si sfila il pesante spadone
"non celerei il disio di fuggirvi lontano,

ma poiché siete il mio signore"
Carlo si toglie l'intero gabbione
"debbo concedermi spoglia da ogni pudore"

Cavaliere egli era assai valente
ed anche in quel frangente
d'onor si ricoprì

e giunto alla fin della tenzone
incerto sull'arcione
tentò di risalir.
 
Veloce lo arpiona la pulzella
repente la parcella
presenta al suo signor

"Beh proprio perché voi siete il sire
fan cinquemila lire
è un prezzo di favor"

"E' mai possibile o porco di un cane
che le avventure in codesto reame
debban risolversi tutte con grandi puttane,

anche sul prezzo c'è poi da ridire
ben mi ricordo che pria di partire
v'eran tariffe inferiori alle tremila lire".

Ciò detto agì da gran cialtrone
con balzo da leone
in sella si lanciò

frustando il cavallo come un ciuco
fra i glicini e il sambuco
il Re si dileguò.

Re Carlo tornava dalla guerra
lo accoglie la sua terra
cingendolo d'allor

al sol della calda primavera
lampeggia l'armatura
del sire vincitor

 
 
Singolo assieme a "Il fannullone" 1963

poi pubblicata nell'album del 1967 "VOLUME I" - Bluebell Records.